Almeno 30 patologie si associano a un alto indice di massa corporea
(da Univadis) Messaggi chiave Almeno 30 patologie potrebbero essere influenzate dalla presenza di un indice di massa corporea (IMC) elevato. Sono incluse tra queste patologie anche malattie circolatorie, endocrine, metaboliche digestive e neurologiche. I dati sottolineano ancora una volta l’importanza della prevenzione dell’obesità e della gestione delle comorbilità ad essa associate.
Descrizione dello studio È stato condotto uno studio di associazione phenome-wide (PheWAS). Utilizzando i dati genomici (genome-wide) presenti nalla UK Biobank è stato costruito un punteggio di rischio genetico su 76 varianti legate all’IMC. Gli esiti patologici dei partecipanti allo studio sono stati mappati con un codice fenotipico (phecode) e i soggetti con il codice di interesse sono stati classificati come casi.
Chiusura segreteria Ordine 12-16 agosto
Farmaci da evitare alla guida, l’Fda fa il punto sui rischi
(da Doctor33) Alcuni medicinali, come oppioidi o antidepressivi, possono compromettere, e rendere quindi poco sicura, la capacità di stare alla guida che sia di un'auto, un autobus, un treno, un aeroplano o una nave. A fare il punto, sul suo sito, è la Food and Drug Administration (Fda), l'agenzia Usa che regola i farmaci.In particolare, può essere pericoloso guidare se si prendono oppioidi antidolorifici, farmaci per l'ansia (come le benzodiazepine), antiepilettici, antipsicotici, alcuni antidepressivi, prodotti che contengono la codeina e alcuni per raffreddori e allergie come gli antistaminici, sonniferi, rilassanti muscolari, farmaci per la terapia o controllo della diarrea, malattie del movimento, pillole dietetiche e stimolanti (come caffeina, efedrina, pseudoefedrina). Un medicinale che può ridurre l'attenzione è lo zolpidem, usato in diverse formulazioni contro l'insonnia. Diversi i possibili effetti collaterali e reazioni, che possono rendere poco sicura la guida, come sonnolenza, vista appannata, capogiri, movimenti rallentati, svenimenti, incapacità di porre attenzione o mettere a fuoco, nausea, eccitabilità. Alcuni farmaci, spiega l'Fda, possono influire sulla guida per un tempo breve dopo averli assunti, mentre per altri gli effetti possono durare diverse ore, e in alcuni casi fino al giorno seguente. In alcuni casi viene posto l'avviso di non adoperare macchinari pesanti e non guidare. È bene, raccomanda l'Fda, evitare di mescolare farmaci e alcol alla guida, e consultarsi col proprio medico se si prendono sonniferi, per farsi dare la dose efficace più bassa.
Giovani con sindrome di Down: dislipidemia e prediabete prevalenti
(da Quotidiano Sanità e Reuters Health) “È fondamentale che i pediatri sottopongano i bambini obesi con sindrome di Down ad un’analisi del profilo lipidico e a uno screening per il diabete”, dice Sheela Magge, direttrice della divisione di Endocrinologia pediatrica della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, che ha condotto uno studio al riguardo. “Grazie ai progressi della medicina, le persone con sindrome di Down vivono più a lungo, è quindi molto importante che i medici sappiano come prendersi cura di loro durante l’infanzia e l’età adulta. Sappiamo che gli individui con sindrome di Down presentano un rischio maggiore di obesità, non è certo però che la malattia sia anche associata ad un maggior rischio di diabete e malattie cardiovascolari, che di solito accompagnano l’obesità”. Lo studio I ricercatori hanno coinvolto nello studio 150 giovani con Sindrome di Down e 103 giovani non affetti dalla patologia, comparabili in termini di età (tra i 10 e i 20 anni), sesso, etnia e percentuale del BMI. I partecipanti si sono sottoposti a diversi esami: assorbimetria raggi x a doppia energia total body, esame del glucosio a digiuno, dell’insulina, dei lipidi, test del numero di lipoproteine a bassa densità, analisi dei fattori infiammatori e, quando il percentile di BMI era pari o superiore a 85, un test orale di tolleranza al glucosio. Due terzi dei giovani con Sindrome di Down avevano un BMI pari o superiore a 85. Tra questi giovani non c’erano differenza in termini di glucosio, insulina o resistenza all’insulina rispetto ai giovani non affetti dalla patologia. La prevalenza di prediabete invece è risultata maggiore nei partecipanti con Sindrome di Down: 26% contro 10%. I partecipanti con Sindrome di Down avevano livelli significativamente più alti di colesterolo LDL, trigliceridi, colesterolo non HDL e trigliceridi / HDL-C e livelli più bassi di HDL-C. Questi giovani presentavano anche livelli più elevati di proteina C-reattiva ad alta sensibilità, interleuchina-6, particelle LDL piccole e particelle LDL totali, ma le dimensioni di particelle LDL erano simili. Avevano inoltre meno grasso viscerale (VFAT), meno massa grassa e massa magra per il punteggio Z del BMI e, in caso di massa grassa più alta, avevano più grasso viscerale. Questi risultati “mostrano un profilo lipidico e lipoproteico più aterogenico” nei giovani con Sindrome di Down, scrivono gli autori dell’articolo. I pediatri che hanno in cura questi pazienti dovrebbero dunque prendere in considerazione questi dati nel momento in cui raccomandano degli screening. Ulteriori studi longitudinali permetteranno di capire se l’aumento della dislipidemia nei giovani con Sindrome di Down si traduce in un aumento delle malattie cardiovascolari nell’età adulta e in un futuro rischio di sviluppare la Malattia di Alzheimer. Sulla base di questi primi risultati sarà anche importante condurre studi sulla secrezione d’insulina. “È necessario condurre continue ricerche per fornire linee guida evidence-based per l’assistenza clinica di giovani e adulti con Sindrome di Down”.)
Bioetica, parere Cnb: suicidio assistito diverso da eutanasia
Riscatto laurea, INPS elimina il vincolo anagrafico
(da DottNet) Novità per il riscatto della laurea con ulteriori indicazioni per l'applicazione della disciplina del nuovo istituto del riscatto di periodi non coperti da contribuzione e del diverso criterio di calcolo dell'onere di riscatto dei periodi di studio universitari da valutare nel sistema contributivo. La nota arriva dall'Inps con la circolare n. 106 del 25 luglio 2019 (https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2FCircolari%2FCircolare%20numero%20106%20del%2025-07-2019.htm ) Il documento illustra inoltre la facoltà per i fondi di solidarietà di provvedere al versamento della contribuzione correlata a periodi utili per il diritto a pensione, riscattabili o ricongiungibili e precedenti all'accesso ai fondi di solidarietà.
Il tempo di vestizione del personale sanitario va sempre retribuito. Ecco la sentenza
(da Doctor33) Per un sanitario indossare e togliersi camice, mascherina etc fa parte dell'orario di lavoro e come tale va retribuito. Lo dice la sentenza 17635 della Cassazione che fa chiarezza a livello nazionale rispetto ad una serie di sentenze a livello locale. L'ultima di queste nelle Marche: qui, supportati da Cisl-Fp, 300 tra infermieri ed altri sanitari hanno ottenuto dal giudice del lavoro di Macerata una sentenza secondo cui il tempo che impiegano a vestirsi va conteggiato nell'orario di lavoro, 10 minuti in entrata e 10 in uscita per ogni turno svolto. La norma vale per gli infermieri che hanno un tempo di vestizione più lungo e se la ritrovano nel contratto del comparto, ma si pone per tutti i sanitari del comparto in tanto in quanto sono "in divisa". E i medici? Probabilmente non sono esclusi, ma dedurlo non è "spontaneo", perché il tema non è centrale né nel contratto della dirigenza né fin qui lo era nelle sentenze.
Anelli (Fnomceo): “Prendersi cura della Terra per preservare la nostra salute. I medici non possono restare indifferenti”
Il 30 luglio è stato l’Earth Overshoot Day 2019, giorno in cui abbiamo finito tutte le risorse annuali della Terra e consumiamo più di quello che rigeneriamo. La terra lavora in perdita, dunque. Noi medici, nel riconoscere l’ambiente di vita e di lavoro quale determinante fondamentale della salute, individuale e collettiva, non possiamo rimanere indifferenti: prendersi cura della Terra significa preservare la nostra salute”. Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, è intervienuto in occasione dell’Earth Overshoot Day che, quest’anno, arriva con qualche giorno di anticipo rispetto al 2018: un trend che purtroppo si conferma negli ultimi anni e che vede l’Italia in testa alla classifica dei paesi ‘inadempienti’, con la data anticipata al 15 maggio scorso. “L’Articolo 5 del nostro Codice di Deontologia Medica – continua Anelli – impegna il medico a favorire un utilizzo appropriato delle risorse naturali, per un ecosistema equilibrato e vivibile anche dalle future generazioni” “Per questo rinnoviamo l’appello ai Governi perché investano su politiche di sostenibilità ambientale e riducano le emissioni di anidride carbonica e, in generale, di gas serra – conclude-. Come Fnomceo, abbiamo fatto un piccolo grande passo: gli uffici della Federazione sono sempre più plastic-free, per limitare gli effetti inquinanti dovuti smaltimento della plastica”.
Cambia il Pronto soccorso: nuovi codici e infermieri per urgenze minori
(da DottNet) Codici numerici, da 1 a 5, ai quali le regioni potranno abbinare codici colore, e tempi 'certi' con un'attesa massima prevista di 8 ore. Cambiano le regole al Pronto soccorso (documento completo al LINK https://www.dottnet.it/file/96595/pronto-soccorso/), con tre obiettivi prioritari: evitare i ricoveri inappropriati, ridurre i tempi di attesa e aumentare la sicurezza delle dimissioni. Sono le principali novità contenute nelle 'Linee di indirizzo nazionali sul Triage Intraospedaliero, sull'Osservazione Breve Intensiva e lo sviluppo del Piano di gestione del sovraffollamento', messe a punto al ministero della Salute, che hanno ottenuto il via libera della Conferenza Stato-Regioni. Nel nuovo sistema dunque, che dovrebbe entrare a regime entro 18 mesi, la selezione per gravità dei casi si baserà su cinque numeri e colori: 1 rosso, per l'Emergenza, intervento immediato; 2 arancione, per Urgenza, entro 15 minuti; 3 azzurro, per Urgenza differibile, intervento entro 60 minuti; 4 verde, per Urgenza minore, intervento entro 120 minuti; 5 bianco, per Non urgenza, con intervento entro 240 minuti. Altra novità è la creazione di un'area cosiddetta "see and treat": qui infermieri in possesso di una "formazione specifica" applicheranno protocolli standard per curare le urgenze minori, con l'obiettivo di ridurre ulteriormente il sovraffollamento nei Pronto soccorso. Prevista pure un'Area di osservazione breve e intensiva (Obi), per terapie a breve termine e la possibilità di approfondimenti diagnostici. In questo caso, l'obiettivo è ridurre i ricoveri inappropriati e aumentare la sicurezza delle dimissioni dal Pronto soccorso. "Oggi sono molto contenta perché abbiamo portato a casa una serie di provvedimenti importantissimi. Dalle classificazioni d'urgenza nei pronto soccorso a tutta una serie di elementi per ridurre il sovraffollamento, come tempi certi di visita. Abbiamo portato a casa anche la ripartizione del fondo dei 400 milioni di euro per la riduzione dei tempi delle lista d'attesa e la digitalizzazione delle prenotazioni", ha commentato il ministro della Salute, Giulia Grillo, al termine della conferenza Stato-Regioni. Anche per Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con l'accordo di oggi "si realizza un cambiamento importante. Qualcuno ha parlato di 'rivoluzione', ma credo si tratti semplicemente di una evoluzione basata su positive esperienze che si sono concretizzate in alcune Regioni". Il nuovo sistema, inoltre, "allinea l'Italia agli standard della maggior parte degli altri Paesi", rileva Sergio Venturi, coordinatore vicario della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Ma il nuovo sistema è accolto con non poche perplessità da Francesco Rocco Pugliese, presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu): "Non credo che ci sarà una riduzione dei tempi di attesa - afferma all'ANSA - perchè il vero problema è che nei Pronto soccorso italiani mancano all'appello 2.000 medici ed è il medico che deve visitare i pazienti. Con un numero così esiguo di medici è impossibile rispettare i tempi massimi di attesa previsti per l'accesso ai Pronto soccorso". Ed ancora: "tecnicamente, il codice colore non penso possa essere comunque abbandonato, perche è più immediato sia per il cittadino sia per il medico". Altro problema centrale, evidenzia, "è che nei reparti ospedalieri mancano i posti letto, a causa dei tagli degli ultimi anni: è quindi impossibile che i pazienti, come prevedono le nuove regole, vengano smistati ai reparti per il ricovero, quando questo è necessario, entro un tempo massimo di 6-8 ore". Critico anche il Codacons, per cui "i nuovi codici sono una presa in giro per gli utenti e di sicuro non risolveranno i problemi". Ci sono infatti situazioni, "specie nei nosocomi del sud Italia, dove il livello di assistenza è da terzo mondo - afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi - con i cittadini abbandonati nei corridoi e nelle corsie perché la carenza di personale medico non consente di far fronte alle richieste. Le criticità dei Pronto soccorso italiani non si risolvono certo ricorrendo a nuovi codici per il triage, ma aumentando il numero di medici e infermieri"
OMS boccia le sigarette elettroniche, “indubbiamente dannose”
Canone RAI nello studio ed in azienda
(da Odontoiatria33) Come capita oramai da qualche anno, alcuni studi odontoiatrici ed aziende del settore hanno ricevuto in questi giorni una lettera della RAI che li invita al pagamento del “canone speciale alla televisione”. Ma in quali casi di deve pagare?
Devono pagare il canone RAI Speciale (costo 407,35) "coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell'ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto".Obbligo che se per i dentisti con la televisione in sala d'attesa è certo, sembrerebbe anche esteso al laboratorio odontotecnico in cui è presente un televisore, anche se in laboratorio non è un locale aperto al pubblico.
Niente canone, invece, per studi e laboratori che utilizzano un computer collegato ad un monitor anche per vedere programmi televisivi utilizzando internet. E' invece dovuto se il computer è dotato di un sintonizzatore Tv oppure se si utilizza come monitor un televisore.
Secondo quanto precisato in una nota dal Ministero Sviluppo Economico (febbraio 2012) "solo apparecchi atti od adattabili a ricevere il segnale audio/video attraverso la piattaforma terrestre e/o satellitare sono assoggettabili a canone TV. Ne consegue che di per sé i computer, se consentono l'ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale digitale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone".
A questo LINK l’elenco degli apparecchi il cui uso è soggetto al pagamento del canone e quelli che invece non lo richiedono
Cassazione Civile Ord. n. 18883/19 – Medici ospedalieri – Licenziamento disciplinare
(da Univadis e Marcello Fontana - Ufficio Legislativo FNOMCeO) Cassazione Civile Ord. n. 18883/19 –
La Corte di Cassazione ha affermato che è legittimo il licenziamento del medico che, essendo inserito nel turno di c.d. reperibilità, avrebbe dovuto recarsi senza ritardo in reparto e visitare il malato, proprio per accertare, personalmente e in ragione delle proprie competenze lo stato della situazione rappresentatagli e adottare tempestivamente le misure ritenute del caso. Considerando, quindi, la posizione del lavoratore nell’Azienda, il grado di affidamento delle mansioni affidategli anche in relazione alla specifica vicenda (capo equipe e dirigente dell’Unità Operativa di Urologia) e dunque facendo applicazione anche del principio di proporzionalità in relazione alla clausola generale della giusta causa, la Corte d’Appello, applicando correttamente i principi enunciati da questa Corte in materia, ha valutato la legittimità e congruità della sanzione inflitta prevista dalla contrattazione, tenendo conto di ogni aspetto concreto della vicenda, con accertamento dei fatti e successivo giudizio in ordine alla gravità e proporzione della sanzione espulsiva che, in quanto sorretta da adeguata e logica motivazione, si sottrae a censura. Il giudice di appello ha, quindi, affermato che costituisce violazione di tali specifici obblighi, e con essi dei più generali doveri di diligenza e buona fede, il comportamento di un medico che, dopo avere eseguito un delicato intervento chirurgico, ed in servizio di reperibilità (sia pure seconda reperibilità), avendo avuto contezza sin dalla h. 22,30 dell’esistenza di una gravissima sintomatologia che indicava l’esistenza di problemi post-operatori e, segnatamente, dell’esistenza di una consistente emorragia in corso (forte ipotensione, fuoriuscita di sangue dal drenaggio, continue trasfusioni e sinanche arresto respiratorio ed intubazione del paziente) ritardi di ben tre ore il proprio arrivo in ospedale. La Corte d’Appello assume la autonomia tra il procedimento penale concluso con l’assoluzione in relazione all’imputazione di omicidio colposo, e il procedimento disciplinare la cui contestazione non consisteva nell’aver cagionato la morte del paziente.
Sì delle Regioni al decreto della Salute con le regole per registrare le DAT nella banca dati nazionale
Bronchiolite: sebbene non servano, in molti Paesi ad alto reddito si continuano a usare farmaci
(da Univadis) Messaggi chiave Il 20% dei bambini ricoverati in pronto soccorso per bronchiolite nel 2013 in 8 diversi Paesi ad alto reddito è stato dimesso con la prescrizione di un farmaco, nonostante le linee guida lo sconsiglino per mancanza di prove di efficacia. Nel Regno Unito e Irlanda si prescrivono meno farmaci in queste situazioni; in Spagna e Portogallo si fa quasi 10 volte più spesso. In questi ultimi due Paesi non si usano steroidi, in genere poco utilizzati anche altrove; il salbutamolo, invece, arrivava a essere prescritto negli Stati Uniti in un caso su 3. La prescrizione di farmaci non è risultata associata in maniera significativa al numero di successivi accessi o ricoveri.
Descrizione dello studio Analisi secondaria dello studio di coorte retrospettivo multinazionale noto come Pediatric Emergency Research Networks. Sono stati inclusi i bambini di età inferiore a 12 mesi dimessi con bronchiolite tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2013 da 38 pronto soccorsi in Australia e Nuova Zelanda, Canada, Spagna e Portogallo, Regno Unito e Irlanda, e Stati Uniti. L'outcome primario era la prescrizione di una qualche farmacoterapia alla dimissione. Gli esiti secondari erano successivi accessi al pronto soccorso o ricoveri per bronchiolite entro 21 giorni dalla dimissione.
Risultati principali Su 1.566 bambini dimessi dal pronto soccorso nei diversi Paesi nel periodo considerato, a 317 (20%) sono stati prescritti farmaci per la bronchiolite. Le prescrizioni di corticosteroidi erano rare, e variavano dallo 0% (0 su 68 bambini) in Spagna e Portogallo, al 6% (25 su 452) negli Stati Uniti. Le prescrizioni di salbutamolo variavano dal 5% (22 su 432) nel Regno Unito e Irlanda, al 32% (146 su 452) negli Stati Uniti. Rispetto a Regno Unito e Irlanda, la probabilità di prescrivere farmaci era più alta in Spagna e Portogallo (OR 9,22, IC95% 1,70–49,96), negli Stati Uniti (8,20, 2,79–24,11), Canada (5,17, 1,61–16,67) e Australia e Nuova Zelanda (1,21, 0,36–4,10). Dopo aggiustamento, la prescrizione alla dimissione è stata associata a una maggiore età del bambino (per ogni mese in più OR 1,23, IC95% 1,16–1,30; P<0,0001), alla bassa saturazione di ossigeno (per ogni 1% di calo dal 100% OR 1,09, IC95% 1,01–1,18 P<0,031), alla presenza di retrazioni toraciche (OR 1,88, 1,26–2,79 P=0,0020), al network di ricerca pediatrica che ha raccolto i dati (P=0,00050) e al singolo Paese (P=0,00050).
Durante il follow-up, 303 (19%) bambini sono tornati al pronto soccorso, e di questi 129 (43%) sono stati ricoverati, ma l’aver ricevuto una farmacoterapia non è stata associata né ai successivi accessi (P= 0,55) né ai successivi ricoveri (P= 0,50).
Perché è importante La bronchiolite è una delle principali cause di ospedalizzazione dei lattanti nei paesi ad alto reddito. Evitare la prescrizione di farmaci inutili limita costi e potenziali eventi avversi correlati, senza alimentare false aspettative nei genitori.
(Jamal A, Finkelstein Y, et al. Pharmacotherapy in bronchiolitis at discharge from emergency departments within the Pediatric Emergency Research Networks: a retrospective analysis. Lancet Child & Adolesc Health 2019; 3: 539-547. doi: 10.1016/S2352-4642(19)30193-2.)
Questa sera Consiglio Direttivo ‘estivo’ per iscrivere i nuovi colleghi
Tutte le novità del contratto punto per punto
(da DottNet) Ci sono voluti dieci anni, ma alla fine i medici dipendenti si sono visti rinnovare il contratto. Carlo Palermo, segretario dell'Anaao, commenta con entusiasmo: “Chiudere il contratto 2016-2018 era assolutamente necessario, quanto ottenuto è accettabile, buono se rapportato al contesto. Il futuro richiede un grande impegno e coesione di tutte le componenti sindacali e categoriali responsabili. Certo non tutte le aspettative degli iscritti trovano immediata soddisfazione. Ma la contrattazione aziendale, cui tocca esercitare un ruolo da protagonista, e non da spettatore passivo, nelle scelte attuative, potrà completare il lavoro avviato, intervenendo a livello economico e normativo. I contratti peggiori sono quelli non applicati. Perciò l’Anaao Assomed è impegnata ad evitare un tale destino a quello appena nato, al riparo da interpretazioni fantasiose ed interessate, per rendere attuali le molte novità di un contratto di ri-partenza”.
Ecco punto per punto tutte le novità e i vantaggi per i medici, dal sistema delle carriere alla monetizzazione del disagio, dal consolidamento alla valorizzazione economica delle parti fisse (tabellare e posizione) per conseguire benefici aggiuntivi sulla pensione e sulla liquidazione. È RIPARTITO L’OROLOGIO Un contratto dopo 10 anni di blocchi e di tagli è una ripartenza e un ritorno alla normalità. Era necessario. NESSUNO HA PRESO DI PIÙ L’aumento economico, medio a regime di 217 euro lordi per 13 mensilità, è certo modesto, ma deriva dalla stessa percentuale di aumento destinata a tutto il pubblico impiego, sia della Dirigenza che del comparto. In linea anche con gli aumenti della medicina convenzionata. QUALCOSA DI PIÙ SU DISAGIO Parte dal 1 gennaio 2019 un aumento per il lavoro disagiato di 30 milioni di euro, incrementale negli anni successivi, solo per la dirigenza medica e sanitaria, che ha contribuito a portare l’indennità di guardia a 100 euro per turno (120 per il pronto soccorso). Dopo la pronta reperibilità notturna sarà obbligatorio avere il turno pomeridiano e rispettare la normativa sui riposi. Del resto trattandosi del contratto 2016-2018 le risorse sono state stabilite dalle leggi di bilancio a suo tempo emanate, impossibile cambiarle ora per allora. Attendere oltre sarebbe stato vano, velleitario controproducente e del tutto irresponsabile, considerato il quadro politico ed economico del Paese. RIPARTE LA CARRIERA PER TUTTI Tutti avranno una progressione economica dopo 5, 15 ed ANCHE dopo 20 anni di servizio. Viene strutturata una nuova carriera professionale, con la previsione di 9.000 nuovi incarichi professionali non legati a compiti gestionali e valori economici di posizione fissa che si intrecciano con quelli di direzione di struttura. Bloccata la fusione del fondo di posizione e del fondo di risultato (fondo unico non pensionabile). Da sottolineare il significato dell’obbligo di utilizzare i residui dei fondi di posizione per incrementare il numero e il valore degli incarichi e del possibile travaso tra salario di risultato e quello di posizione, invertendo il percorso preferito dalle Aziende. Ribadito “l’obbligo dell’integrale destinazione delle risorse nell’anno di riferimento” norma non esplicitamente sancita nei contratti e fonte di impropri e opportunistici differimenti. RECUPERATA L’ANZIANITÀ PERDUTA Tutti i periodi lavorati anche discontinui e a tempo determinato sono utili per il raggiungimento delle soglie di anzianità e il relativo trattamento economico sia per la retribuzione di posizione fissa (a 5, 15 e 20 anni) che per l’indennità di esclusività di rapporto (a 5 e 15 anni). Fino ad ora non era così (interruzioni anche di un giorno azzeravano l’anzianità sia per la posizione che per l’esclusività, il tempo determinato non era utile per il raggiungimento dell’anzianità di 5 anni per gli incarichi e la retribuzione di posizione). Per moltissimi si tratta di una vera e propria ricostruzione di carriera con un anticipo dei traguardi professionali ed economici senza dover attendere il rinnovo dei contratti nazionali. IL CONTRATTO INVESTE SUI GIOVANI NEOASSUNTI E CON MENO DI CINQUE ANNI Finalmente tutti i Dirigenti medici e sanitari anche neoassunti e con meno di cinque anni hanno diritto non solo ad un incarico, ma ad una retribuzione di posizione fissa di 1.500 euro, un vero piede di partenza salariale, cui andrà aggiunta l’eventuale retribuzione di posizione variabile aziendale. Questo, insieme con il recupero dell’anzianità e la valorizzazione economica delle guardie costituisce un doveroso incentivo per il reclutamento dei giovani nella sanità pubblica. Fino ad oggi non era così: in tutti i contratti dei medici degli ultimi 25 anni i giovani sotto i 5 anni (peraltro calcolati senza i periodi discontinui e a tempo determinato) erano con una retribuzione di posizione fissa e garantita pari a zero. Sanata una grave ingiustizia che deprimeva il ruolo dirigenziale dei giovani. IL CONTRATTO INVESTE ANCHE SUI MENO GIOVANI CON PIÙ VOCI FISSE IN STIPENDIO E MAGGIORI BENEFICI SULLA PENSIONE E SULLA LIQUIDAZIONE Il contratto ha trasferito parti variabili soggette a negoziazione preventiva, valutazioni e non raramente a differimenti, anche con ribaltamenti su anni successivi in voci mensili fisse, garantite, ricorrenti, prontamente esigibili. Mediamente la posizione fissa dei medici è aumentata di 2.075 euro annui lordi e quella dei dirigenti non medici di 1900 euro. Questi incrementi si sommano all’incremento del tabellare (1.950 euro comprensivo dell’indennità di vacanza contrattuale) del 4,5%. Significa ridurre la discrezionalità aziendale in termini di risorse e sveltirne l’erogazione, ma anche conseguire evidenti benefici previdenziali. L’aumento delle voci fisse pensionabili e utili per la liquidazione determinano evidenti benefici previdenziali. In particolare la soppressione del differenziale sui minimi (non utile per il TFS), integralmente confluito nella posizione fissa (utile per il TFS), comporta un notevole incremento delle liquidazioni a partire dal 1 gennaio 2019. Parimenti lo spostamento di Firmato il Ccnl 2016-2018: le principali novità parte dalla retribuzione di posizione variabile aziendale (non utile per il TFS) in posizione fissa incrementa ulteriormente il trattamento di fine rapporto. NUOVE TUTELE Salario intero, compreso il trattamento accessorio, per il congedo di maternità e di paternità. Monte ore annue di 18 ore per assenze per visite, terapie e prestazioni specialistiche senza decurtazioni stipendiali. Ulteriore monte ore di 18 ore annue per assenze per particolari motivi personali e familiari retribuite. Ferie estive garantite (15 giorni) nel periodo 15 giugno–15 settembre per i dipendenti con figli nella scuola dell’obbligo. RIPRESA DELLA CONTRATTAZIONE DECENTRATA Pur con i limiti della legge Brunetta che è stata emanata dopo l’ultimo contatto normativo (sottoscritto per il quadriennio 2006-2009) e solo marginalmente corretta, qualche possibilità di confronto con le amministrazioni. Possibili ed esplicitate alcune priorità che possono essere affrontate unitariamente dalle OOSS. In sede di organismo paritetico si potrà esonerare da guardie e reperibilità il personale con più di 62 anni ed implementare dal 3 al 7% la percentuale di part-time. Altri argomenti sono costituiti da: - promozione del lavoro agile e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, - adeguamento delle politiche su salute, - sicurezza e qualità del lavoro e del benessere organizzativo, - prevenzione del rischio clinico e applicazione della legge 24 (Gelli) sul rischio clinico, - programmazione dei servizi di emergenza e prevenzioni delle aggressioni. Non sono diritti acquisiti ma opportunità che prima non erano possibili. Obbligatoria l’informazione semestrale degli andamenti occupazionali. Spetterà anche a noi riprenderci un ruolo sugli atti e le decisioni a valenza generale delle Aziende. Infine vengono garantite risorse per la formazione professionale. NESSUN ARRETRAMENTO SULLA PARTE NORMATIVA Aldilà di obblighi di legge non vi è stato alcun arretramento significativo della parte normativa. Netta la distinzione tra responsabilità disciplinare e dirigenziale. Marginali le modifiche della normativa sull’orario di lavoro e confinate a “ragioni eccezionali”. Evitate deroghe pericolose. Bloccata la frammentazione dei 15 giorni di ferie. Bloccata la deroga di 11 ore di riposo. DIFESA LA LIBERA PROFESSIONE INTRAMOENIA Respinti i tentativi di limitare la libera professione intramoenia o di collegarla impropriamente alle liste di attesa). RECUPERATA LA MASSA SALARIALE DEI MEDICI E DEI SANITARI Dal prossimo contratto gli aumenti saranno calcolati su tutta la massa salariale, compresa l’indennità di esclusività. Quella che era nei contratti precedenti una dichiarazione congiunta è diventata norma nell’ultima legge di bilancio. È stato salvaguardato il futuro. Firmato il Ccnl 2016-2018: le principali novità RIPARTIRE
Occorre sollecitare la rapida conclusione dell’iter burocratico per pervenire alla firma definitiva del contratto. Un duro lavoro di applicazione, con particolare riguardo al recupero delle anzianità e al varo delle nuove posizioni fisse, attende le organizzazioni sindacali responsabili. Il contratto nel frattempo è già scaduto da 7 mesi occorre lavorare duramente per il contratto 2019- 2021, a partire dalla prossima legge di bilancio. Non c’è tempo da perdere in polemiche inverosimili o all’inseguimento di fake news di quanti nulla hanno fatto né prima, né durante il rinnovo contrattuale e che certamente non faranno nulla anche in futuro per difendere il lavoro e il salario della categoria. Le sigle rappresentative di oltre 3/4 dei medici hanno responsabilmente sottoscritto il contratto per ripartire da una base migliore.
Fnomceo: un medico su 2 ha subito aggressioni verbali in ultimo anno
Consumare bevande zuccherate potrebbe aumentare il rischio di cancro
(da Doctor33) Secondo uno studio pubblicato sul 'British Medical Journal', esiste una possibile associazione tra un più alto consumo di bevande zuccherate e un rischio aumentato di cancro. «Anche se è sicuramente necessaria un'interpretazione cauta dei nostri risultati, questi si aggiungono a un numero crescente di prove che indicano che limitare il consumo di bevande zuccherate, anche con misure di tassazione e restrizioni di marketing, potrebbe contribuire a ridurre i casi di cancro» afferma Mathilde Touvier, del Sorbonne Paris Cité Epidemiology and Statistics Research Center (CRESS), autrice senior dello studio. I ricercatori hanno valutato le associazioni tra il consumo di bevande zuccherate (bevande con zucchero aggiunto e succhi di frutta al 100%), bevande dolcificate artificialmente (dietetiche) e rischio di cancro in generale, e di cancro al seno, alla prostata e del colon-retto in 101.257 adulti francesi sani. I partecipanti hanno completato almeno due questionari dietetici online progettati per misurare l'assunzione abituale di 3.300 diversi alimenti e bevande e sono stati seguiti per un massimo di nove anni. Durante il follow-up sono stati diagnosticati 1.193 casi di cancro (693 tumori al seno, 291 alla prostata e 166 al colon-retto), con una età media alla diagnosi di 59 anni. I risultati mostrano che un aumento di 100 ml al giorno nel consumo di bevande zuccherate è associato a una crescita del 18% del rischio di cancro globale e del 22% del rischio di cancro della mammella. Quando il gruppo che assumeva bevande zuccherate è stato suddiviso tra consumatori di succhi di frutta e di altre bevande zuccherate, entrambi i tipi di bevande sono state associate a un rischio più elevato di cancro globale. Nessuna associazione è stata trovata per tumori della prostata e del colon-retto. Al contrario, il consumo di bevande dolcificate artificialmente non è stato associato a rischio di cancro, anche se il livello di consumo è stato piuttosto basso in questo campione. Le possibili spiegazioni per questi risultati includono l'effetto dello zucchero contenuto nelle bevande zuccherate sul grasso viscerale, sui valori della glicemia e sui marcatori infiammatori, tutti fattori collegati a un aumento del rischio di cancro. Anche altri composti chimici, come gli additivi contenuti in alcune bevande gassate, potrebbero svolgere un ruolo. «Nonostante alcuni limiti dello studio, questi risultati richiedono una replica della sperimentazione su larga scala» concludono gli autori. (BMJ. 2019. doi: 10.1136/bmj.l2408 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31292122)
Spironolattone e insufficienza cardiaca: un nuovo studio ripropone una possibile utilità del farmaco
(da Doctor33) In pazienti con insufficienza cardiaca scompensata acuta, resistente ai diuretici dell'ansa, la somministrazione di uno spironolattone (Aldactone) ad alte dosi ha permesso la perdita di liquidi in eccesso, secondo una lettera di ricerca pubblicata su 'Annals of Internal Medicine'. «In 19 persone che non riuscivano a perdere peso con furosemide per via endovenosa, spironolattone a dosi di 100 o 200 mg al giorno è stato associato a una perdita di peso quotidiana consistente e clinicamente importante in un periodo di cinque giorni. Entro il quarto giorno, inoltre, la dispnea è migliorata di almeno tre livelli sulla scala Likert in 14 di queste persone» spiega Shweta Bansal, della University of Texas Health a San Antonio e del South Texas Veterans Health Care System, che ha guidato il gruppo di lavoro. I ricercatori hanno valutato persone recentemente ricoverate in ospedale per insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta o conservata, trattandoli in partenza con dosi quotidiane di 100 mg di spironolattone. I pazienti che con questa gestione hanno comunque perso meno di 0,5 kg il primo giorno, ma che non hanno avuto grandi aumenti di creatinina sierica, sono stati in grado di passare a una dose giornaliera di 200 mg di spironolattone. La perdita di peso e la riduzione della dispnea non sono state accompagnate da un peggioramento dell'iperkaliemia o della funzione renale, sebbene una paziente sia morta in circostanze complesse senza una spiegazione soddisfacente. Nessun paziente ha mostrato valori di potassio superiori a 5,5 mmol/L, anche se tre persone hanno ricevuto un totale di cinque dosi di patiromer (Veltassa) per abbassare il potassio. Secondo gli autori, il loro studio, oltre a essere limitato nel numero dei pazienti, aveva il problema di non includere un gruppo di controllo e di non misurare i tassi di nuovo ricovero. «Tuttavia, riteniamo che i nostri risultati e quelli di altri studi con disegni simili indichino che è giunto il momento di condurre uno studio controllato randomizzato per valutare se gli antagonisti dell'aldosterone ad alte dosi possano avere un ruolo nella gestione dei pazienti con insufficienza cardiaca scompensata acuta resistente a diuretici dell'ansa» concludono gli esperti (Ann Intern Med. 2019. doi: 10.7326/M18-3285 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31307058)
Rapporto OsMed 2018: il consumo di farmaci in Italia
(da http://www.agenziafarmaco.gov.it) Secondo i dati pubblicati nell’ultimo Rapporto Osmed, nel 2018 in Italia sono state consumate complessivamente 1.571,5 dosi di medicinali al giorno ogni 1000 abitanti, il 72,3% delle quali erogate a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), mentre il restante 27,3% è relativo a dosi di medicinali acquistate dal cittadino (acquisto privato di classe A, classe C con ricetta e automedicazione). Per quanto riguarda l’assistenza territoriale pubblica e privata, sono state erogate quasi 2 miliardi di confezioni di farmaci, in riduzione del -2,5% rispetto all’anno precedente. I farmaci per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto per consumi (487,4 DDD/1000 abitanti die) e rappresentano la seconda categoria terapeutica a maggior spesa farmaceutica pubblica per il 2018 (3.241 milioni di euro), con una spesa pro capite SSN pari a 53,6 euro. I farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo rappresentano invece la seconda categoria in termini di consumi (181,8 DDD/1000 abitanti die) e la quarta in termini di spesa farmaceutica pubblica (2.835 milioni di euro). La spesa pro capite SSN è stata pari a 46,9 euro, in aumento del +3,2% rispetto all’anno precedente. Al terzo posto in termini di consumo seguono i farmaci del sangue e organi emopoietici (129,9 DDD/1000 abitanti die), al quinto in termini di spesa farmaceutica pubblica (2.082 milioni di euro). La spesa pro capite SSN è stata pari a 34,4 euro. I farmaci del sistema nervoso centrale si posizionano al quarto posto in termini di consumi (89,4 DDD/1000 abitanti die) e al sesto in termini di spesa farmaceutica pubblica complessiva (1.782 milioni di euro). La spesa pro capite SSN è stata pari a 29,5 euro. Al quinto posto in termini di consumi seguono i farmaci dell’apparato respiratorio (43,6 DDD/1000 abitanti die), al settimo in termini di spesa farmaceutica pubblica (1.166 milioni di euro). La spesa pro capite SSN è stata pari a 19,3 euro, in aumento del 4,4% rispetto all’anno precedente. Per maggiori informazioni, vai al LINK https://www.aifa.gov.it/web/guest/-/rapporto-osmed-20-1
