Risparmio fiscale con i fondi pensione ai figli

(da Odontoiatria33)   Fine anno è sempre tempo di bilanci, anche in termini di tasse da versare nel prossimo. Per i professionisti che hanno avuto un anno particolarmente positivo sul fronte del fatturato, può essere utile pensare di ridurre il peso fiscale (magari rientrando nell’aliquota inferiore) aprendo, se non lo hanno accora fatto, un fondo pensione o incrementando i versamenti fino al raggiungimento della quota massima detraibile: 5.164,57 euro.   Stesso vantaggio fiscale lo si ha aprendo un fondo pensione per i figli garantendogli, anche, un aiuto economico quando saranno adulti. Ricordiamo comunque che il limite di deducibilità resta sempre complessivamente lo stesso (5.164,57 euro) cumulando i versamenti anche per più persone o per più fondi.

I vantaggi fiscali    Un fondo pensione per un proprio figlio permette di ottenere gli stessi vantaggi fiscali che si godono per il proprio fondo pensione. Quanto versato nel fondo pensione entro il 31 dicembre 2019 (fino ad un massimo di 5.164,57 euro) contribuirà ad abbassare il reddito già nella dichiarazione dei redditi del 2020.  “Attivare un fondo pensione per i propri figli, qualsiasi età abbiano, consente di aumentare i vantaggi anche dal punto di vista del rendimento, potendo scegliere un Fondo più aggressivo, visto il lungo periodo di investimento che si prospetta”, spiega ad Odontoiatria33 Luigi Daleffe già presidente ed attuale consigliere di  Fondo Sanità (https://www.fondosanita.it) , il fondo pensione per i professionisti medici ed odontoiatri che è stato recentemente premiato come Fondo pensione a maggior rendimento medio a 10 anni.  “Altro vantaggio della pensione integrativa è la detassazione totale dei fondi versati per la parte non dedotta ai fini Irpef”, ricorda Daleffe. Una volta in pensione il capitale eventualmente non portato in detrazione, magari perché eccedente ai 5.164,57 euro previsti dalla legge, non verrà tassato al momento dell’erogazione della rendita vitalizia o del capitale.Tra i vantaggi anche la ridotta tassazione in uscita: “la rendita vitalizia -sottolinea sempre Daleffe- sarà tassata al massimo al 15%, fino a 15 anni di anzianità contributiva; dopo di ché la tassazione diminuirà dello 0,3% l’anno, fino ad una tassazione del 9% con un’anzianità nei fondi pensione di 35 anni".   Oltre ai vantaggi fiscali e a quelli di poter cominciare a costruire un futuro pensionistico per i propri figli anche se non sono ancora in età lavorativa, vi è la possibilità, per i figli, di disporre in età adulta di parte della somma versata per eventuali esigenze, ad esempio per l’acquisto della prima casa, prima ancora di beneficiare di una pensione integrativa. Da quanto versato nel fondo pensione si potranno infatti richiedere anticipi fino al 75% per spese di acquisto o ristrutturazione di casa o per motivi di salute e del 30% per qualsiasi altra esigenza, come per motivi di studio, ma anche per avviare una propria attività imprenditoriale.   “Aspetto importante da tenere in considerazione, continua Daleffe, è anche il fatto che il figlio iscritto a FondoSanità, anche se dovesse scegliere una strada professionale diversa dall’area sanitaria (infatti possono aderire anche altre professioni sanitarie come farmacisti, veterinari, infermieri), potrà continuare a rimanere iscritto al fondo”.

Un interessante evento sugli ECM presso la nostra sede

Giovedì 5 Dicembre alle 20:30 presso la nostra Sala Convegni la Commissione Cao ha organizzato un interessante Corso di Aggiornamento su "ECM Come, Quando e Perchè?". Durante il corso il Dott. Stefano Almini, Rappresentante dell' Area Odontoiatri in Commissione ECM Regione Lombardia e  Componente del Comitato Scientifico del Provider Ecm “Fnomceo-Omceo in Rete”, istruirà i colleghi sulle modalità di acquisire facilmente crediti anche con il proprio tablet o smartphone durante la seduta di aggiornamento. Il corso sarà pertanto interattivo e di estremo interesse per la gestione personale dei nostri Dossier Formativi e le ultime novità sulla Formazione Continua. Invitiamo tutti gli iscritti (non solo i colleghi odontoiatri) a partecipare numerosi.  

Sigarette elettroniche, confermati anche i danni cardiovascolari

(da M.D.Digital)   Dopo le conferme che le sigarette elettroniche sono dannose per i polmoni tanto quanto il fumo di tabacco, ora si aggiungono i dati che confermano i danni che queste provocano all’apparato cardiovascolare. Sono questi i risultati di uno studio recentemente pubblicato su Cardiovascular Research. Le sigarette elettroniche contengono nicotina, particolato, metalli e aromi, non solo innocuo vapore acqueo. È noto, dagli studi sull'inquinamento atmosferico, che le particelle di piccole dimensioni (meno di 2.5 micron) entrano nella circolazione e sono in grado di produrre effetti diretti sul cuore: ora i dati relativi alle sigarette elettroniche puntano in questa direzione. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, la diffusione delle sigarette elettroniche è aumentato e, dai circa 7 milioni di utenti nel 2011, nel 2018 si è arrivati a contare 41 milioni di soggetti, con una proiezione di oltre 55 milioni entro il 2021. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia sono i maggiori mercati, che a livello globale è per un valore stimato di $ 19.3 miliardi, rispetto a circa $ 7 miliardi di cinque anni fa. Il dato relativo agli adolescenti indicava che negli Stati Uniti nel 2018 un adolescente su cinque era “vaper” nel 2018.

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Aggiornamento del Documento “Tariffe Indicate 2019”

Facendo seguito alla risposta ad un interpello in data 2 settembre 2019, la Agenzia delle Entrate nazionale ha chiesto retroattivamente ad autoscuole e cittadini l’IVA sulle lezioni, esimendoli solo dalle sanzioni per aver agito in base a disposizioni (rivelatesi a posteriori erronee) impartite dall’Amministrazione stessa tra il 2004 e il 2005 (vedi documento ufficiale qui)

E' noto da tempo che la normativa europea in ogni suo dispositivo e sentenza ribadisce il principio generale che tutte le operazioni nella UE sono soggette ad IVA e che le situazioni di non applicazione devono essere eccezionali. In conseguenza, si deve desumere che non è più valido il concetto della "tutela della salute collettiva" che fino ad ora permetteva la non applicazione dell’IVA sulle certificazioni di tipo anamnestico, in precedenza ammesso dalla stessa Agenzia delle Entrate fino al Settembre u.s.  Inoltre si deve considerare che la maggior parte di tali certificazioni sono quasi sempre finalizzate ad un lavoro o ad un guadagno attraverso la attività che esse permettono, e questo le fa assoggettare ad IVA ai sensi della normativa UE vigente. Si aggiunge che è comunque impossibile determinare a priori quale uso il paziente farà della acquisita patente o arma per cui viene autorizzati, nel dubbio l'IVA va sempre applicata  Quindi da ora in poi CONSIGLIAMO LA APPLICAZIONE DELLA IMPOSTA IVA SU TUTTE LE CERTIFICAZIONI ANAMNESTICHE,  SIANO ESSE PER IL PRIMO RILASCIO PATENTI AUTO E MOTO, PER PORTO E DETENZIONE ARMI E PER ATTIVITA' DI BUTTAFUORI O GUARDIA GIURATA  Come ulteriore conseguenza delle variazioni legislative e tributarie in oggetto, la tariffa applicata fino ad ora può essere aggiornata, perché il 22% del percepito dagli iscritti va ora versato all'erario. Pertanto Il Consiglio Direttivo dell'OMCeO di Forlì-Cesena, nella seduta del 19 Novembre 2019, ha deciso  di modificare il documento pubblicato on line intitolato "Tariffe Indicate 2019", con la nuova suddivisione delle certificazioni tra "IVA" e "non IVA"  e le nuove tariffe (vedi nuovo documento qui)

N.B. La applicazione di IVA sui certificati non riguarda I colleghi che operano in regimi fiscali di vantaggio (forfettari, etc.) che sono esclusi dal dover applicare l'IVA. Nel momento della compilazione della fattura i contribuenti forfettari dovranno indicare che sono assoggettati al regime agevolato.

  TARIFFE INDICATE 2019-2 RISOLUZIONE+N+79_2019

Cassazione, il medico dell’equpe deve controllare anche i colleghi

(da DottNet)   Il medico e la responsabilità dell'equipe. Una questione che va tra diligenza e professionlità, tanto che, secondo la Cassazione (sentenza numero 26307/2019) Il medico che lavora in équipe chirurgica è gravato di un obbligo di diligenza che non si limita alle mansioni che gli sono specificamente affidate ma si estende anche al controllo sull'operato altrui, teso a individuare la commissione di eventuali errori evidenti e non settoriali.  Secondo la Suprema Corte, quindi, il medico dell'équipe, prima che l'operazione chirurgica inizi, è tenuto a consultare la cartella clinica, nella quale sono contenuti tutti i dati del paziente, al fine di verificare se, in ragione delle condizioni nelle quali si trova quest'ultimo, occorra prendere qualche particolare precauzione. Obbligo del medico di segnalare il dissenso   A prescindere da quale sia la sua posizione (subordinata o sovraordinata), ciascun componente dell'équipe, se dissente rispetto alle scelte chirurgiche effettuate o, addirittura, alla necessità di compiere l'operazione, deve quindi segnalarlo, motivando la propria posizione. Se non lo fa, non potrà esimersi dal rispondere, come concorrente, dell'eventuale non corretto adempimento della prestazione sanitaria. Il fine perseguito da tutti i medici che compongono un'équipe, del resto, è comune e unico e ognuno dei sanitari è quindi tenuto a osservare gli obblighi che derivano dalla convergenza di tutte le attività poste in essere dal gruppo, in cooperazione multidisciplinare.  Ciascun medico, di conseguenza, deve conoscere e valutare tutte le attività poste in essere dai suoi colleghi, anche se non rientrano nel proprio campo di specializzazione, controllandone la correttezza (per quanto nelle proprie possibilità) e in tal modo evitando che vengano posti in essere errori evidenti, che potrebbero essere rilevati ed emendati ricorrendo alle conoscenze scientifiche comuni che ciascun professionista medio deve necessariamente possedere.

Depressione maggiore, alcuni antinfiammatori utili nel controllo sintomi.

(da Doctor33)   Secondo una revisione delle prove pubblicata sul 'Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry', diversi tipi di agenti antinfiammatori, tra cui aspirina, paracetamolo, statine e antibiotici, possono intervenire sui sintomi della depressione maggiore in modo sicuro ed efficace, e gli effetti sono ancora più forti quando questi agenti vengono aggiunti al trattamento antidepressivo standard. Circa un terzo delle persone clinicamente depresse non rispondono bene alla loro terapia, e subiscono comunemente diversi effetti indesiderati del farmaco. «Molti dati emergenti suggeriscono che l'infiammazione contribuisca allo sviluppo della depressione maggiore, ma i risultati degli studi clinici con vari agenti antinfiammatori per trattare tale patologia si sono rivelati inconcludenti. Per questo abbiamo voluto rivedere le prove disponibili e valutare se gli agenti antinfiammatori funzionino meglio del placebo da soli o unitamente al trattamento standard» spiega Shuang Bai, della Huazhong University of Science and Technology di Wuhan, in Cina, primo nome dello studio. Gli antinfiammatori valutati nei 26 studi presi in esame sono stati farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), acidi grassi omega 3, inibitori delle citochine, statine, steroidi, minocicline, modafinil e N-acetil cisteina. L'analisi dei dati aggregati ha suggerito che gli agenti anti-infiammatori funzionano meglio del placebo e migliorano gli effetti del trattamento antidepressivo standard. Infatti, questi medicinali sono risultati più efficaci del 52% nel ridurre la gravità dei sintomi, nel complesso, e più efficaci del 79% nell'eliminare i sintomi rispetto al placebo. Analisi più dettagliate hanno indicato che FANS, acidi grassi omega 3, statine e minocicline sono i farmaci più efficaci nel ridurre i principali sintomi depressivi rispetto al placebo, e che gli effetti sono stati ancora maggiori se l'antinfiammatorio veniva usto in aggiunta al trattamento antidepressivo standard. Gli agenti antinfiammatori, tuttavia, non sembravano migliorare la qualità della vita, anche se, secondo gli autori, questo fatto potrebbe essere dovuto al numero esiguo di studi esaminati. Non si sono evidenziati effetti indesiderati importanti a breve termine. «I risultati di questa revisione sistematica suggeriscono che gli agenti antinfiammatori svolgono un ruolo antidepressivo nei pazienti con disturbo depressivo maggiore e sono ragionevolmente sicuri» concludono gli autori. (J Neurol Neurosur Psych 2019. Doi: 10.1136/jnnp-2019-320912 http://dx.doi.org/10.1136/jnnp-2019-320912  )

Alimentazione errata: il 44% degli adolescenti ha problemi di carie

(da Odontoiatria33)   In Italia, secondo dati diffusi da SIOI rilevati da una recente ricerca, il 3% dei bambini sotto i 2 anni è affetto da carie e questa percentuale sale al 15% nei bambini di 4-5 anni, fino ad arrivare a 12 anni a una prevalenza del 44%. La carie è attualmente una delle patologie croniche più diffuse al mondo: dieta ricca di zuccheri, scarso livello di igiene orale e predisposizione dell’ospite, i fattori “predisponenti”.

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Cassazione, i medici reperibili vanno sempre pagati

(da DottNet)   Una sentenza che rappresenta senz'altro un importante precedente. Il fatto è accaduto a Enna dove l'Asl locale è stata portata in tribunale da un gruppo di medici che avevano richiesto il pagamento per le ore di reperibilità eccedenti i turni contrattualmente previsti, anche se non sono stati chiamati in servizio o, più in generale, a intervenire in ospedale. La Cassazione ha dato ragione ai camici bianchi, dopo 10 anni di vicende giudiziarie I giudici  affermano - si legge sul sito 'Ennaora' - che la reperibilità va adeguatamente retribuita, pure se eccede il numero dei turni previsti dal contratto nazionale del lavoro. Dalla sentenza emerge che l’Asp, tra le varie ragioni a sostegno delle proprie tesi, si era difesa affermando che il limite mensile dei turni di reperibilità sarebbe “indicativo” e non “tassativo”, per cui ai medici non si sarebbe dovuto riconoscere alcun compenso aggiuntivo per i turni in eccedenza. Ma secondo la sezione Lavoro della Corte di Cassazione, presieduta da Amelia Torrice, dalle norme non si può desumere che per i turni di reperibilità eccedenti quelli previsti dal contratto, ancorché “passivi”, non spetti alcun compenso, “tanto più che essi comportano anche l’assunzione dell’obbligo di raggiungere al più presto il presidio sanitario per eventuali situazioni di emergenza e, quindi, limitano di fatto il godimento della giornata di riposo, pure se tale ultima evenienza non si verifica”.    Nella vicenda in questione, va sottolineato - riporta 'Ennaora' -, i supremi giudici riconoscono che il ricorso alla reperibilità in eccedenza non è certo un abuso contrattuale, perché il limite mensile dei turni avrebbe un carattere “derogabile”, ma che comunque va corrisposto un compenso. Compenso che, in caso di reperibilità “passiva”, dunque nel caso di turni in cui la presenza del medico reperibile in ospedale non sia stato richiesto, viene disposto ovviamente in misura minore rispetto a un turno regolare.

Certificato medico senza visita

(da Fnomceo.it  - Autore: Marcello Fontana - Ufficio Legislativo FNOMCeO )   Cassazione Penale sentenza n. 45146/19 – Certificato medico senza visita - Responsabilità del medico – Falso ideologico – “Integra il delitto di falsità ideologica commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico fidefacente, la condotta del medico che rediga un certificato con false attestazioni, in quanto ciò che caratterizza l’atto pubblico fidefacente, anche in virtù del disposto di cui all’art. 2699 cod. civ. è – oltre all’attestazione di fatti appartenenti all’attività del pubblico ufficiale o caduti sotto la sua percezione – la circostanza che esso sia destinato ab initio alla prova e cioè precostituito a garanzie della pubblica fede e redatto da un pubblico ufficiale autorizzato, nell’esercizio di una speciale funzione certificatrice; ne deriva che la diagnosi riportata nel certificato ha natura di fede privilegiata, essendo preordinata alla certificazione di una situazione – caduta nella sfera conoscitiva delp.u. – che assume anche un rilievo giuridico esterno alla mera indicazione sanitaria o terapeutica”.  Leggi la sentenza completa al LINK

 https://portale.fnomceo.it/wp-content/uploads/2019/11/45146.pdf

L’asma è un fattore che contribuisce alla fibrillazione atriale

(da Univadis)    Uno studio di coorte di popolazione prospettico condotto in Norvegia che includeva 54.500 soggetti indica che, dopo un follow-up medio di 15,5 anni, il rischio relativo (RR) di insorgenza di Fibrillazione Atriale è del 38% superiore nei soggetti con asma conclamata rispetto ai soggetti non asmatici. Lo studio ha evidenziato l’esistenza di un’associazione dose-risposta, con un aumento massimo dell’RR di fibrillazione atriale (74%) nei pazienti con asma non controllata o scarsamente controllata. Quindi, il rischio relativo di ammalarsi di fibrillazione atriale è, nel lungo periodo, maggiore nei pazienti asmatici rispetto ai pazienti non asmatici

(Associations of Asthma and Asthma Control With Atrial Fibrillation Risk Results From the Nord-Trøndelag Health Study (HUNT)  https://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/fullarticle/2687455)

L’OMCEO DI FORLI’-CESENA INCONTRA LA FONDAZIONE ENPAM SABATO 16 NOVEMBRE 2019 ore 9.00

Siamo giunti all’annuale incontro di aggiornamento sul sistema previdenziale sanitario organizzato da quest’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri in collaborazione con la Fondazione Enpam.

SABATO 16 NOVEMBRE p.v. dalle ore 9.00 alle ore 13.00

presso la Sala Conferenze dell’Ordine in V.le Italia 153 scala C a Forlì

Enpam

oggi e domani, crescere insieme

registrazione online

 L’evento è rivolto a tutti i Medici e gli Odontoiatri che svolgono attività professionale sotto forma di lavoro autonomo, convenzionato e dipendente e ha lo scopo di illustrare il sistema di previdenza e welfare dell’ENPAM, con un linguaggio semplice che consenta la migliore comprensione delle problematiche. Saranno illustrate le possibilità per incrementare facoltativamente la propria rendita pensionistica (riscatto di laurea, specializzazione, servizio militare, riscatto di allineamento, aliquota modulare, ricongiunzione) e nuove possibilità di rateizzazione quote per medici in difficoltà economica. Un approfondimento sarà dedicato alla previdenza complementare, funzionale all’esigenza di garantire un’integrazione a fronte della progressiva riduzione della copertura pensionistica da parte della previdenza obbligatoria.  Presentazione a cura del  Dott. Michele Gaudio, Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Forlì-Cesena, Relatori Dott. Giampiero Malagnino Vice Presidente Vicario Libera Professione Fondazione Enpam Dott. Claudio Capra Segretario Fondo Sanità   E' un Convegno importante per il futuro dei medici per il quale sono stati richiesti anche i crediti ECM.      

Pubblicità, alcune CAO “ricordano” all’iscritto il vincolo sulla spesa

(da Odontoiatria33)  Tra le norme in materia di pubblicità sanitaria, e non solo, la 175/92 è quella certamente più controversia in quanto ridimensionata dal Decreto Bersani ma ancora in vigore in alcune sue parti.  E’ notizia di questi giorni, visto che sui social gira il verbale della CAO Cuneo di un procedimento disciplinare aperto nei confronti di un iscritto a cu viene contestato, anche, di non aver ottemperato nei confronti della 175/92 proprio dove prevede una congruità tra reddito dichiarato e investimento pubblicitario. Se il presidente CAO di Cuneo non vuole rilasciare dichiarazioni, da quanto è riuscita a sapere Odontoiatria33 l’iniziativa non sarebbe la prima, ma altre CAO in questi mesi avrebbero aperto procedimenti disciplinari nei confronti di iscritti per lo stesso motivo.   L’articolo della 175/92 in questione è il 9-bis e prevede che gli esercenti le professioni sanitarie nonché le strutture sanitarie “possono effettuare la pubblicità nelle forme consentite dalla legge e nel limite di spesa del 5 per cento del reddito dichiarato per l'anno precedente”.  Quindi, considerando 55mila euro circa il reddito medio di uno studio odontoiatrico, l’investimento consentito sarebbe di poco superiore ai 2.500 euro. Ancora meno per una Società di capitale visto che, sempre dai dati resi pubblici dalle Entrate il reddito dichiarato è di circa 23 mila euro (quindi poco meno di 1.500 euro la spesa possibile in un anno).

I Medici inglesi del NHS non riescono più a fare visite domiciliari

In un articolo uscito sull''Independent' il 12 Novembre si legge che il personale del Sistema Sanitario Nazionale britannico (NHS) è sotto una enorme pressione per tenere il passo della richiesta di prestazioni sempre in crescita da parte dei pazienti, tanto che la British Medical Association pensa di chiedere che vengano escluse dagli accordi contrattuali dei Medici di Famiglia (General Practitioners) le visite domiciliari  Leggi l'articolo completo al LINK

https://www.independent.co.uk/news/health/gp-doctor-home-visits-stop-demand-nhs-a9199216.html

Tripla A per la pensione complementare dei camici bianchi

(da www.enpam.it)   'FondoSanità' si è aggiudicato il riconoscimento Tripla A agli Insurance & Previdenza Awards organizzati a Milano da Class- MF.   Il fondo pensione complementare destinato ai medici, odontoiatri e ad altri professionisti sanitari si è distinto, posizionandosi al primo posto nella categoria “Fondi pensione negoziali: fondi pensione a maggior rendimento (medio a 10 anni)”.   “Il premio Tripla A – spiega l’organizzazione – viene assegnato ai migliori asset manager nel campo delle gestioni separate, delle unit linked, delle index linked, dei fondi pensione e dei piani individuali pensionistici”. A ritirare il premio è stato il presidente Carlo Maria Teruzzi, accompagnato dal direttore generale Ernesto del Sordo e dal primo presidente del Fondo, Luigi Daleffe.  Per aderire a FondoSanità o chiedere maggiori informazioni sul fondo è possibile rivolgersi ai recapiti presenti alla pagina www.fondosanita.it/contatti

Influenza: da vaccino a lavaggio mani, i 5 consigli Oms per proteggersi

(da AGI)   Dal vaccino al lavaggio attento delle mani; dall'evitare di toccare occhi, naso e bocca all'evitare di stare vicino a persone malate fino a stare a casa nel caso in cui si rimane contagiati. Queste sono le 5 semplici azioni raccomandate dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per proteggersi dall'influenza. "I sintomi influenzali più comuni - si legge sul sito - includono febbre, tosse secca, mal di testa, dolori muscolari e articolari, mal di gola e naso che cola". Ogni anno milioni di persone vengono colpiti dall'influenza. La maggior parte guarisce entro una settimana, ma per pochi sfortunati, l'influenza può essere mortale. "Le epidemie influenzali stagionali si verificano in genere nel tardo autunno e in inverno, quindi possiamo anticiparle e prepararci di conseguenza", dice l'Oms. Il primo consiglio è vaccinarsi. "La vaccinazione annuale è il modo più efficace per proteggersi dall'influenza e da gravi complicazioni", dice l'Oms. "La vaccinazione è particolarmente importante per le donne in gravidanza, in qualsiasi fase della gravidanza. È anche fondamentale - continua - per i bambini dai 6 mesi ai 5 anni, le persone anziane, le persone che soffrono di patologie croniche e per gli operatori sanitari". Altra regola è quella di lavarsi le mani regolarmente. "Lava regolarmente le mani con acqua corrente e sapone e asciugale accuratamente con un asciugamano monouso", dice l'Oms. "Ricorda: lavarsi le mani correttamente dura circa la canzone "Happy Birthday" due volte", aggiunge. Altra raccomandazione è quella di evitare di toccare gli occhi, il naso e la bocca. È più probabile che i germi entrino nell'organismo attraverso gli occhi, il naso e la bocca. "Non puoi controllare tutto ciò che inali, ma puoi ridurre il rischio di infezione tenendo le mani lontane dal viso", specifica l'Oms. "Se devi toccare gli occhi, il naso o la bocca, fallo con un fazzoletto pulito o lavati prima le mani", aggiunge. L'Oms consiglia inoltre di evitare di di stare con persone malate. L'influenza è contagiosa. "Si diffonde facilmente in spazi affollati, come sui trasporti pubblici, nelle scuole e nelle case di cura e durante gli eventi pubblici", spiega l'Oms. "Quando una persona infetta tossisce o starnutisce, le goccioline contenenti il virus possono diffondersi fino a un metro e infettare gli altri che le inspirano", aggiunge. Infine, si raccomanda di restare a casa, in caso ci si ammali. Stare con gli altri li mette a rischio. "Questo è particolarmente vero per le persone con patologie croniche come il cancro, le malattie cardiache e l'HIV", dice l'Oms. "Isolarsi rapidamente può prevenire la diffusione dell'influenza e salvare vite umane", conclude.

Specializzandi tappabuchi in corsia, dalla Cassazione riflessioni sui rischi per i giovani medici

(da Doctor33)   Il medico specializzando è responsabile per l'attività che svolge e risponde legalmente per le proprie azioni anche quando non è in grado di portare a termine il compito. Dunque, se ravvisa che deve svolgere attività troppo complesse per la sua preparazione, deve dire no, altrimenti in caso di danno al paziente potrà essere responsabile e rispondere, nel caso in questione civilmente. Lo afferma la Corte di Cassazione che con la 3a sezione civile nella sentenza 26311 del 17 ottobre scorso chiama a risarcire un medico in formazione al quale in una casa di cura era stata affidata una gestante con il medico titolare in missione all'estero. La donna si sente male, il medico le prescrive un farmaco e lei abortisce con danno irreversibile, perdendo la capacità di procreare. Per la Suprema Corte, lo specialista gode di piena autonomia: lui, laureato in medicina ed abilitato, è in grado di capire se gli ordini può eseguirli. 

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Vaccini: Cesena, intera classe fa profilassi per compagno malato

(da AGI)   I bambini di un'intera classe di seconda elementare di Cesena, insieme agli insegnanti, si sono vaccinati contro l'influenza per permettere il ritorno sui banchi del loro compagno Tommaso, colpito un anno fa da una leucemia linfoblastica acuta che lo ha costretto a un lungo ciclo di cure ed è tuttora a rischio di infezioni. Le famiglie, in considerazione dell'estrema vulnerabilità del sistema immunitario del piccolo, hanno così deciso la profilassi di massa: si tratta di una trentina di bambini, anche di classi diverse, e di alcuni genitori e fratelli. "Questi bambini e questi genitori – commenta la dottoressa Antonella Brunelli responsabile della Pediatria di Comunità di Cesena - hanno compiuto un gesto di responsabilità, di generosità e di amicizia che ci ha riempito di gioia e ci ha fatto pure commuovere. Come riconoscimento simbolico abbiamo regalato ad ogni bambino un libro donatoci dalla Libreria 'Giunti al Punto' di Cesena nell’ambito del progetto Nati per Leggere, a conferma che la ‘literacy’ contribuisce a migliorare lo stato di salute dell’intera comunità". "L'Emilia-Romagna che ho in mente è fatta così", ha scritto sui social Stefano Bonaccini, governatore ricandidato dell'Emilia-Romagna per il centrosinistra. "Grazie ai fantastici bambini e alle loro splendide famiglie", ha concluso.

Rapporto sanità Ocse 2019

In Italia spesa è inferiore del 15% rispetto alla media. Sempre al top la speranza di vita, mentre si consumano troppi antibiotici e pochi generici. Elevato il numero dei medici rispetto agli infermieri   Nel nostro Paese si spendono 3.400 dollari pro capite per la sanità, ben 600 dollari in meno rispetto alla media. Coincide invece alla media la spesa pubblica e privata sul Pil all'8,8% I generici potrebbero far risparmiare, ma sono solo la metà di quelli venduti. Bene sulla mortalità prevenibile, ma si prescrivono troppi antibiotici e il personale invecchia rapidamente. Per l'Ocse il nostro paese dovrebbe spostare i compiti dai medici a infermieri e altri operatori sanitari per alleviare le pressioni sui costi e migliorare l'efficienza.    Leggi l'articolo completo al LINK

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=78533&fr=n

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