Intelligenza artificiale, approvata la legge quadro. Per i medici resta un supporto, non un surrogato
(da Sanitainformazione.it) Con 77 voti favorevoli e 55 contrari, il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge quadro sull’Intelligenza artificiale. L’Italia diventa così il primo Paese Ue a dotarsi di un quadro normativo nazionale allineato all’AI Act europeo. La legge disciplina l’uso dell’IA nei settori produttivi, della difesa, della ricerca, del lavoro, della giustizia e, in particolare, della sanità. Stabilisce che l’intelligenza artificiale debba svilupparsi nel rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà individuali, promuovendo trasparenza e tutela della persona.
Un sostegno al medico
Alle applicazioni in ambito sanitario è dedicato il Capo II del provvedimento. Qui viene chiarito che i sistemi di IA “contribuiscono al miglioramento del sistema sanitario, alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle malattie”, ma che restano uno strumento di supporto. La decisione clinica – in prevenzione, diagnosi, terapia e prescrizione – resta sempre prerogativa del medico. “Un chiarimento cruciale – sottolinea la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) – che da tempo chiedeva di circoscrivere l’uso dell’IA senza snaturare l’atto medico”.
Adolescenti e device: il tempo trascorso davanti allo schermo provoca disturbi del sonno e depressione, più esposte le ragazze
Oms: la prossima pandemia può scoppiare ovunque e in qualsiasi momento
La dengue aumenterà in Europa. Tutta colpa del cambiamento climatico
A scuola senza smartphone, dall’Iss i consigli per il digital detox
Con i cibi meno lavorati si dimagrisce di più e meglio
Medici INAIL assenti nei giorni 17, 18 e 19 settembre
Le ondate di caldo fanno invecchiare come fumo e alcol
Salute dentale. Il 6,3% degli europei non riesce a curarsi, il 4,6% in Italia
Intelligenza artificiale: un’arma a doppio taglio
(da M.D.Digital) Un recente editoriale pubblicato su 'JMIR Medical Informatics' ha esaminato la rapida diffusione dell’intelligenza artificiale (Ia), dove le tecnologie progettate per automatizzare la documentazione clinica sono in grado di alleggerire il carico amministrativo degli operatori sanitari. Sebbene questi strumenti siano molto promettenti nel ridurre il burnout e nel liberare tempo per la cura dei pazienti, in quanto consentono una riduzione del tempo dedicato alla documentazione dopo l'orario di lavoro e a una migliore interazione medico-paziente, l'editoriale evidenzia preoccupazioni significative che giustificano ulteriori indagini.
Tuttavia, gli autori avvertono che questi benefici sono bilanciati da una serie di sfide. L'editoriale evidenzia preoccupazioni persistenti sull'accuratezza e l'affidabilità delle note generate dall'intelligenza artificiale, inclusi errori, omissioni e abbagli. Solleva anche questioni etiche e legali, come i pregiudizi algoritmici, i rischi per la privacy e il potenziale di "debito cognitivo" o l'eccessiva dipendenza dall'intelligenza artificiale, che potrebbero diminuire le capacità di pensiero critico. Sebbene l'entusiasmo per l'IA sia comprensibile, la comunità medica deve procedere con cautela e impegnarsi per una valutazione rigorosa e basata sull'evidenza. L'analisi mostra che, sebbene questi strumenti siano una soluzione promettente a un problema di lunga data, molte domande rimangono senza risposta sul loro impatto sulla sicurezza dei pazienti, sulla formazione dei medici e sui risultati a livello di sistema.
(Leung TI, et al. AI Scribes in Health Care: Balancing Transformative Potential With Responsible Integration. JMIR Med Inform 2025. doi: 10.2196/80898. PMID: 40749188; PMCID: PMC12316405.)
Inchiesta tra i colleghi cha hanno completato o stanno frequentando il Corso di Formazione Regionale per la Medicina Generale
vi saremmo molto grati se poteste far girare il seguente link fra i medici iscritti a codesto Ordine:
Come specificato nel cappello introduttivo, l' indagine è rivolta ai medici che
· hanno già completato il corso di formazione specifica in medicina generale; o
· stanno ancora frequentando il corso di formazione specifica in medicina generale;
Indipendentemente dal fatto che ora lavorino o meno come medici di assistenza primaria (medico di medicina generale, medio di continuità assistenziale, altro)
Si tratta di un' indagine conoscitiva anonima, promossa dall' ateneo di Trieste ed approvata dal rispettivo comitato etico universitario nella seduta del 17 Dicembre 2024 (Verbale N.11).
Confidando in un positivo riscontro porgo cordiali saluti
Prof. Luca Cegolon, MD, MSc, PhD