Bastano 7.000 passi al giorno per ridurre mortalità e rischio cronico
Alcuni disturbi mentali sono legati a un rischio di mortalità superiore per malattie cardiache
Alcuni disturbi mentali sono legati a un rischio di mortalità superiore per malattie cardiache
(da Sanitainformazione.it) La salute mentale è strettamente correlata a quella cardiaca. Infatti, alcune patologie come depressione, ansia, schizofrenia, disturbo bipolare e disturbo da stress post-traumatico, aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari dal 50% fino quasi al 100%, e peggiorano gli esiti di patologie cardiache preesistenti, con un aumento della mortalità tra il 60% e il 170%. Lo rivela uno studio dell’Università Emory, pubblicato su 'The Lancet Regional Health Europe'. Lo studio sottolinea inoltre una relazione bidirezionale: oltre il 40% delle persone affette da malattie cardiovascolari presenta anche problemi di salute mentale, suggellando un legame complesso e interdipendente tra queste condizioni.
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Dal PET al paracetamolo: batteri trasformano la plastica in farmaco
(da Doctor33) Un comune antidolorifico da banco, il paracetamolo, potrebbe essere prodotto da dei rifiuti in plastica. Lo rivela uno studio pubblicato su Nature Chemistry, secondo cui alcuni batteri sono in grado di trasformare il PET – plastica ampiamente usata per bottiglie e imballaggi – nel principio attivo acetaminofene. Normalmente derivato da combustibili fossili, il paracetamolo è stato ottenuto dai ricercatori mediante un processo di fermentazione simile a quello della birra. Il procedimento si è svolto a temperatura ambiente ed in meno di 24 ore. Il metodo, sviluppato con il supporto di AstraZeneca, consente la trasformazione del polietilene tereftalato, una molecola presente nel PET, in paracetamolo, ad emissioni di carbonio quasi pari a zero. Ogni anno si generano oltre 350 milioni di tonnellate di rifiuti PET. Lo studio, coordinato da Stephen Wallace dell’Università di Edimburgo, dimostra che queste plastiche possono essere impiegate non solo per creare nuovi materiali, ma anche per ricavare composti utili in ambito sanitario. Sebbene la tecnica non sia ancora pronta per l’utilizzo su scala industriale, i risultati sono interessanti ed aprono a nuove prospettive per il riutilizzo della plastica in modo sostenibile e a beneficio della salute.
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Ogni passo conta, ma ne servono davvero 10.000?
(da Univadis) Buone notizie per i piedi: contrariamente a una convinzione comune, le persone possono ottenere gli stessi benefici per la salute camminando 7000 passi al giorno invece di 10.000 passi, secondo una revisione con metanalisi pubblicata su The Lancet Public Health. "Per tutti i gli obiettuvi dello studio, i benefici per la salute hanno continuato ad accumularsi fino a circa 7000 passi", ha dichiarato Katherine Owen, biostatistica presso l'Università di Sydney, in Australia, che ha guidato la revisione. "Dopo i 7000 passi, i benefici si sono esauriti o sono stati molto limitati". Owen e i suoi colleghi hanno esaminato 57 studi e condotto una metanalisi su 31 di essi, esaminando la relazione tra salute e attività fisica basata sui passi giornalieri.