ECM e copertura assicurativa, si parte dal 2026

(da Odontoiatria33)  Quello che prevede la mancata copertura assicurativa in caso di contenzioso per i medici e gli odontoiatri che non hanno ottenuto almeno il 70% dei crediti ECM previsti nel triennio formativo è un obbligo che parte da lontano, dal Decreto attuativo Gelli/Bianco. Testo che aveva ottenuto il parere favorevole, richiesto dal Ministero della Salute, da parte della Commissione Nazionale ECM.    Con il Decreto legge per l’attuazione del PNRR è stato riproposto lo stesso vincolo indicando, però, il limite temporale da quando la norma si deve applicare: dal triennio formativo 2023-2025. 

Questo il testo contenuto nel Decreto “Al fine di attuare le azioni previste dalla missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, relative al potenziamento e allo sviluppo delle competenze tecniche, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario, a decorrere dal triennio formativo 2023-2025, l’efficacia delle polizze assicurative di cui all’articolo 10 della legge 8 marzo 2017, n. 24, è condizionata all’assolvimento in misura non inferiore al 70 per cento dell’obbligo formativo individuale dell’ultimo triennio utile in materia di formazione continua in medicina". 

Quindi da quando si rischia di non vedersi riconosciuta la copertura assicurativa se non si ha raccolto almeno il 70% dei crediti ECM? 

Da una interpretazione letterale del provvedimento, salvo ulteriori modifiche legislative, la data in cui il provvedimento diventerà operativo sarà gennaio 2026, visto l’obbligo di conseguire il 70% dei crediti previsti nel triennio 2023-2025 ed il professionista può raccogliere i crediti necessari fino al 31 dicembre 2025”, dice ad Odontoiatria33  Alessandro Nisio, componente della Commissione Nazionale ECM e Segretario Nazionale Albo Odontoiatri, e aggiunge che “il limite del 70% è riferito al proprio fabbisogno del triennio, al netto delle esenzioni, dossier formativi, bonus per il triennio precedente, ecc…”. 

Presidente Nisio che sul tema assicurazioni aggiunge un dubbio che, dice, dovrà essere chiarito. “Tra le questioni che la norma non chiarisce, c’è quella della responsabilità pregressa visto che le polizze di RC professionale operano in claims made, cioè al momento della richiesta di risarcimento danni si è coperti dall’assicurazione che si ha attiva; in secondo luogo le prescrizioni per le azioni civili di responsabilità professionale si prescrivono in 5 anni (extra-contrattuale) o in 10 anni (per la responsabilità contrattuale)”. “Quando il professionista riceve una richiesta di risarcimento danni –si chiede Nisio- la valutazione della presenza dei crediti ECM previsti dovrà fare riferimento al momento della apertura del sinistro nella polizza assicurativa (dal 2026 in poi) o al momento in cui si è commesso il fatto da cui origina il danno (magari molti anni prima)?” 

Qualche anno fa un odontoiatra perse una causa di contenzioso anche perché non aveva raccolto il numero di crediti necessari, ma al tempo non era ancora stata emanata la norma che indicava il numero minimo di crediti da raccogliere e da quando entrava in vigore

Il “j’accuse” dei neonatologi: “L’Italia non è un paese per bambini, serve cambio di rotta”

I neonati non sono ancora al centro degli obiettivi del nostro Paese e continueranno a non esserlo se non si cambia rotta rapidamente, con politiche strutturali di sostegno alla famiglia e soprattutto ai giovani. L’assegno unico universale ha rappresentato un grande passo avanti, ma da solo non basta. La denatalità non può essere considerato un problema tra gli altri. Non è una questione meramente demografica ma sociale, economica e culturale.   Leggi L'articolo completo al LINK

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=108579&fr=n

Odontoiatria “Troppi 1.400 laureati l’anno. Non corrispondono alle richieste del mercato del lavoro”

(da DottNet - riproduzione parziale)   "Ogni anno contiamo mediamente 1.400 laureati in Odontoiatria, è un numero altissimo che non corrisponde alle reali richieste del mondo del lavoro. Il problema è che molte regioni sovrastimano il loro fabbisogno formativo, ossia di quanti odontoiatri hanno effettivamente bisogno, e il risultato è che molti laureati finiscono per essere sottoccupati. E' necessario prestare attenzione a questa situazione e rivedere il fabbisogno formativo così da consentire ai nuovi laureati di essere assorbiti dal mondo del lavoro". A dirlo è Brunello Pollifrone, presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Roma, sottolineando come dal controllo generale della programmazione annuale sfugga poi tutta quella quota di studenti che si laurea all'estero "andando ad aumentare ancora di più il numero di nuovi odontoiatri che, così, non riesce a trovare occupazione". 

Quello del fabbisogno formativo è stato uno dei temi al centro della tre giorni dedicata al futuro dell'Odontoiatria italiana svoltasi lo scorso weekend a Roma alla presenza dei presidenti delle Commissioni Albo Odontoiatri degli Ordini. Sempre sul fronte formazione e mercato del lavoro il summit degli odontoiatri ha tenuto a ribadire il valore della laurea in Odontoiatria "che è di per sé una laurea specialistica", ha ricordato Pollifrone. "Ancora oggi, invece- ha detto il presidente della Cao Roma- ci troviamo a raccogliere le lamentele di molti colleghi che non riescono a partecipare ai concorsi pubblici perché viene richiesta loro la specializzazione, una specializzazione che di fatto però già hanno. E' un aspetto importante da ribadire con forza". 

OBBLIGO AGGIORNAMENTO ECM SU RADIOPROTEZIONE

In ottemperanza all’art. 162 (relativo alla Formazione) del decreto legislativo 31 luglio 2020, n° 101, la Commissione Nazionale per la Formazione Continua ha adottato una delibera in materia di radioprotezione del paziente, recentemente pubblicata sul portale AgeNaS, (Vedi allegati in fondo pagina).

Si ricorda che per il triennio 2020-2022, l’obbligo di aggiornamento di tutti i professionisti sanitari che operano in ambiti direttamente connessi all’esposizione medica e, limitatamente alle tematiche connesse ai criteri di giustificazione e appropriatezza, dei medici di base e dei pediatri di famiglia è così inteso:

• “i crediti specifici in materia di radioprotezione devono rappresentare almeno il 10 per cento dei crediti previsti nel triennio al netto di riduzioni e bonus, per i medici specialisti, i medici di medicina generale, i pediatri di famiglia, i tecnici sanitari di radiologia medica, gli infermieri e gli infermieri pediatrici, e almeno il 15 per cento dei crediti complessivi previsti nel triennio per gli specialisti in fisica medica e per i medici specialisti e gli odontoiatri che svolgono attività complementare”.

 
 
Corsi FAD di FNOMCeO, tra cui radioprotezione da 8 crediti ECM.
 

Novità nella riscossione contributi quota A Enpam 2023

(da enpam.it)  Dal prossimo anno cambieranno radicalmente le modalità di riscossione. Con l’obbligo di utilizzare il sistema pubblico PagoPA, sarà consentito solo il versamento in unica soluzione, con scadenza aprile.  Mentre ancora si sta concludendo il pagamento dei contributi minimi Enpam 2022 (l’ultima rata scade il 30 novembre) è già giunto il momento di occuparsi degli importi richiesti per il prossimo anno.  Infatti, all’interno del bilancio di previsione dell’Enpam per l’esercizio 2023, che sarà approvato dall’Assemblea Nazionale alla fine di novembre, dovrà essere esposto l’importo dei contributi minimi obbligatori che tutti i medici e gli odontoiatri dovranno pagare anche nel 2023 in conseguenza dell’iscrizione all’Albo Professionale.   Conformemente a quanto previsto dall’art. 3 del Regolamento del Fondo di Previdenza Generale, il contributo dovuto alla "Quota A" è determinato in misura fissa e per fasce di età, e viene annualmente rivalutato "in misura pari al 75% dell’incremento percentuale fatto registrare dal numero indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati elaborato dall’Istituto Centrale di Statistica fra il mese di giugno del secondo anno precedente a quello di pagamento ed il mese di giugno dell’anno immediatamente precedente il pagamento medesimo, maggiorato di un punto e mezzo percentuale".

Al fine di determinare l’importo dei contributi da porre in riscossione nell’anno 2022 si è proceduto in questo modo:

- è stato preso come base di partenza l’incremento percentuale dell’indice Istat fatto registrare fra giugno 2021 e giugno 2022, pari a + 7,8%;

- si è provveduto a determinare il 75% di tale percentuale (+ 7,8% diventa + 5,85%).

A questo punto l’aliquota ottenuta è stata maggiorata di un ulteriore 1,5%, arrivando all’aliquota finale del 7,35%, sulla base della quale sono stati incrementati i contributi del 2022. Pertanto, i contributi da porre in riscossione per l’anno 2023 sono risultati i seguenti:

€ 257,73 per tutti gli iscritti fino al compimento del 30° anno di età;

€ 500,26 per tutti gli iscritti dal compimento del 30° anno di età fino al compimento del 35° anno di età;

€ 938,75 per tutti gli iscritti dal compimento del 35° anno di età fino al compimento del 40° anno di età;

€ 1.733,72 per tutti gli iscritti ultraquarantenni e fino al mese di compimento del 68° anno di età.

Per gli studenti del corso di laurea in Medicina e Chirurgia ed in Odontoiatria non ancora iscritti all’Albo (dal 5° anno di corso in poi), l’ammontare annuo del contributo di "Quota A" corrisponde alla metà di quello previsto per gli iscritti fino ai 30 anni e, pertanto, per l’anno 2023, è pari ad € 128,87. Ricordiamo che in questo caso l’iscrizione all’Enpam è volontaria, ma molto consigliata, per aumentare la propria copertura previdenziale e godere dei benefici riservati agli iscritti (sussidi assistenziali e coperture assicurative in primis).   Infine, l’importo del contributo dovuto per il 2023 da parte degli iscritti che, entro il 31 dicembre 1989, avevano presentato istanza di ammissione al beneficio della contribuzione ridotta, in quanto titolari di altra copertura previdenziale obbligatoria, è pari ad € 938,75.

Considerando che per il 2023 il contributo di maternità è stato fissato, per tutti gli iscritti (ad eccezione degli studenti) in 69,70 euro, il pagamento ordinario complessivo che gli iscritti non aventi riduzioni per età si troveranno nella prossima cartella in riscossione alla data del 30 aprile 2022, sarà pari ad € 1.803,42.  

Dal prossimo anno cambieranno anche radicalmente le modalità di riscossione. Con l’obbligo di utilizzare il sistema pubblico PagoPA, sarà consentito solo il versamento in unica soluzione, con scadenza aprile. La dilazione in quattro rate sarà sostituita dal pagamento in otto rate (da aprile a novembre) ma soltanto in caso di domiciliazione, sistema certamente molto comodo ma sgradito ad una certa fascia di iscritti, che hanno una certa avversione a consentire interventi esterni non singolarmente autorizzati sul proprio conto corrente.    Tuttavia, se non si vuole correre il rischio di dover pagare tutto l’importo in una volta sola, la strada della domiciliazione resta l’opzione migliore. Per attivarla, occorre compilare l’apposito modulo online direttamente dall’area riservata del sito Enpam entro e non oltre il 31 marzo di ciascun anno; è possibile richiederla anche dopo, ma in quel caso la domanda avrà effetto dall’anno successivo. Con la domiciliazione per la Quota A scatta in automatico anche quella per la Quota B (contributi proporzionali al reddito libero professionale prodotto).

Medici di medicina generale ‘vittime’ predilette della burocrazia

(da M.D. Digital)  Il carico burocratico e la condizione economica da un lato, lo stress e il bilanciamento con la vita privata dall'altro: su questi fattori sembra giocarsi oggi, a due anni e mezzo dall’inizio della pandemia, la situazione professionale dei medici italiani. A indagare il loro vissuto, lo studio svolto da 'MioDottore' – piattaforma leader nella prenotazione online di visite mediche e parte della Unicorn Docplanner. Alla survey, svolta nel periodo di luglio-agosto 2022 in collaborazione con PKE, azienda leader nella gestione dei database della Sanità e nelle strategie di marketing per le aziende farmaceutiche, hanno partecipato complessivamente 694 medici, tra specialisti e medici di famiglia, e i risultati offrono una istantanea delle criticità vissute, dei desideri e delle prospettive sul futuro della professione.

I medici di medicina generale non sono appagati dalla professione. Medici specialisti e medici di medicina generale sembrano vivere in modo quasi opposto la propria condizione professionale. Se il 72% degli specialisti si dichiara soddisfatto dal proprio lavoro, lo stesso non vale per i medici di famiglia: solo 3 su 7 si dicono appagati dalla professione (29%). Tra le cause di questo malcontento, in primis, il carico burocratico, ritenuto il fattore meno soddisfacente da più della metà dei rispondenti (56%), seguito da un trattamento economico non adeguato (18%). Più nel dettaglio, la burocrazia impatta negativamente sul vissuto dei medici di medicina generale: per il 77% di loro è proprio questo il fattore più frustrante, contro il 41% degli specialisti. Questi ultimi lamentano, invece, in maniera maggiore l’aspetto economico: per il 23% dei medici specialisti lo stipendio non è adeguato (aspetto riportato da solo 1 medico di medicina generale su 10). Meglio invece la comunicazione con i pazienti, ritenuta buona dal 58% degli intervistati. Particolarmente appagati dalla relazione con i propri assistiti sono gli specialisti (69%), mentre circa la metà (55%) dei medici di famiglia intravedono un margine di miglioramento anche nell’aspetto comunicativo.

FNOMCEO:EVENTO VIRTUALE CIPOMODAY 2022 IN MODALITA’ VIDEOCONFERENZA SABATO 12 NOVEMBRE 2022

Spett.li Ordini,

in riferimento all'evento virtuale CIPOMODAY 2022, che si svolgerà in modalità videoconferenza sabato 12 novembre p.v. a partire dalle ore 11.30, si trasmette in allegato il programma definitivo dei lavori.

Si chiede cortesemente di diffondere ai propri iscritti l'invito a partecipare all'evento.

Si ricorda che ai fini della partecipazione è necessario iscriversi al seguente link

ISCRIZIONE

ECM Crediti assegnati: 4,5

L'evento rivolto a:

Professioni:  Medico Chirurgo, Infermiere, Psicologo, Biologo, Farmacista Discipline per Medico Chirurgo:

Oncologia, Medicina Generale, Anatomia Patologica, Direzione Medica di Presidio Ospedaliero, Ematologia, Igiene epidemiologia e sanità pubblica, Medicina Interna, Radiodiagnostica, Radioterapia; Psicoterapia.

L'occasione è gradita per porgere cordiali saluti

Ufficio Presidenza FNOMCeO

via Ferdinando di Savoia,1- ROMA

Tel. 06.36203219  -211 -252 -210

Long Covid, da depressione a insonnia ecco i sintomi psichiatrici che durano di più

(da Doctor33)    Covid-19 fa aumentare di oltre il 10% i sintomi di disturbi psichiatrici nei dodici mesi successivi alla malattia. E del 20% altri segnali come mancanza di concentrazione e attenzione. Anche in caso di Long Covid, gli altri sintomi scompaiono, ma non depressione, ansia e insonnia. Lo rivela una ricerca tutta italiana, condotta all'ospedale universitario di Udine per dodici mesi su un campione di 472 pazienti dimostrando che dopo l'infezione da coronavirus aumentano i sintomi tipici dei disturbi psichiatrici e si manifestano dopo la malattia, per protrarsi a lungo, a scapito della qualità della vita. 
Un dato preoccupante, sottolinea la Società italiana di NeuroPsicoFarmacologia (Sinpf), in uno dei "momenti storici più difficili per la psichiatria italiana, alle prese con un 'cedimento strutturale' di molte delle articolazioni territoriali e ospedaliere della salute mentale, un calo dei dipartimenti di salute mentale (da 183 a 141), una drammatica fuga del personale medico (nel 2025 mancheranno mille psichiatri e novemila professionisti sanitari) e risorse a disposizione di un terzo rispetto a quelle degli altri principali paesi europei (3% invece del 10%)". Per la Sinpf, insomma, "la psichiatria è completamente dimenticata dal Pnrr". Gli psichiatri ribadiscono la "necessità di istituire una Agenzia nazionale per la salute mentale che possa, a 44 anni dalla riforma, rivedere tutto il settore a 360 gradi".
Il lavoro, dal titolo 'Mental health symptoms one year after acute Covid-19 infection: Prevalence and risk factors' e pubblicato sulla rivista spagnola di Psichiatria e salute mentale, è stato condotto tra marzo e maggio 2020, con l'obiettivo di esaminare in tutti i pazienti (ricoverati e ambulatoriali) i sintomi di salute mentale associati a Covid-19, con le relative cause, per dodici mesi dall'esordio della malattia. Dei 479 pazienti seguiti, con una leggera prevalenza di donne (52,6%), dopo un anno il 47,2% presentava ancora almeno un sintomo.
"L'aspetto più nuovo e sorprendente di questi dati - spiega Matteo Balestrieri, professore di psichiatria all'università di Udine, direttore della Clinica psichiatrica dell'azienda ospedaliero-universitaria della città e co-presidente nazionale della Sinpf - è che mentre la maggior parte dei sintomi (neurologici, respiratori, gastrointestinali e reumatologici) era diminuita rispetto all'esordio del Covid, quelli psichiatrici erano significativamente aumentati (+10%) così come la mancanza di concentrazione e attenzione (+20%). Da notare anche come coloro che presentavano al follow-up sintomi di tipo neurologico, reumatologico e gastrointestinale, avevano maggiori probabilità di soffrire anche di sintomi di disturbi psichiatrici un anno dopo l'infezione. Inoltre, lo studio ha potuto riscontrare un rischio maggiore di presentare mancanza di concentrazione e di attenzione in chi lamentava sintomi psichiatrici al momento dell'esordio del Covid-19".

Enpam apre le domande di bonus per gli specializzandi

Enpam apre le domande di bonus per gli specializzandi

(da Enpam.it)   Accogliendo una sollecitazione del proprio Osservatorio giovani, l’Enpam ha aperto oggi a tutti gli specializzandi la possibilità di chiedere i bonus da 200 euro e 150 euro.  L’Ente raccoglierà le domande con riserva in attesa di chiarimenti da parte del ministero del Lavoro.  Il problema si è posto perché un decreto ministeriale stabilisce che chi, come gli specializzandi, è iscritto sia alla previdenza privata sia alla previdenza pubblica deve fare domanda esclusivamente all’Inps; l’Inps tuttavia ha fatto sapere che non accetterà le domande presentate dagli iscritti ai corsi di specializzazione medica poiché non appartengono alle categorie per le quali può farlo (gli specializzandi non sono né dottorandi, né assegnisti di ricerca né contribuenti alla gestione separata in qualità di co.co.co.).    L’Enpam invita i medici e gli odontoiatri specializzandi a fare al più presto domanda dei bonus nella loro area riservata su www.enpam.it in modo da avere un quadro il più possibile completo della situazione. Sempre con riserva, potranno fare richiesta anche gli specializzandi privi di partita iva.
I dati sulle domande ricevute verranno quindi trasmessi al ministero vigilante per ottenere il via libera all’eventuale pagamento.

Il chewing gum che potrebbe bloccare SARS-CoV-2 passa alla sperimentazione clinica

(da Odontoiatria33)   Uno studio clinico lanciato di recente dall'Università della Pennsylvania valuterà una nuova gomma da masticare studiata da Henry Daniell del Penn Dental Medicine’s, professore presso il Department of Basic & Translational Sciences   La caratteristica di questa gomma da masticare è quella di intrappolare SARS-CoV-2 – il virus causa del Covid-19 – nella saliva, potenzialmente bloccandone la trasmissione da una persona all'altra.   I partecipanti allo studio saranno selezionati tra un pool di dipendenti del Penn Dental Medicine’s,   La gomma è stata creata per intrappolare e neutralizzare SARS-CoV-2 nella saliva e, idealmente, diminuire la quantità di virus che permane in bocca.  I ricercatori ipotizzano che la presenza di una minore quantità di virus possa corrispondere a una minore probabilità di trasmettere l'infezione ad altri.   I risultati di uno studio preclinico sull'efficacia della gomma nel neutralizzare SARS-CoV-2 e il virus dell'influenza in campioni di pazienti – pubblicati sulla rivista 'Biomaterials' nel settembre 2022 – hanno mostrato che la gomma potrebbe ridurre la carica virale a livelli quasi impercettibili.  Visti i risultati, è stata avanzata un’application alla Food and Drug Administration degli Stati Uniti per un nuovo farmaco sperimentale, che è entrata in vigore a maggio e ha aperto la strada al lancio della sperimentazione clinica.   “Questa tecnologia potrebbe avere la capacità di ridurre la diffusione di Covid-19 e dell'influenza, oltre a rendere più sicuro per i dentisti e altri operatori sanitari fornire assistenza a pazienti che sappiamo essere infetti” ha affermato il dottor Mark Wolff, Morton Amsterdam Dean of Penn Dental Medicine, anche coautore dello studio pubblicato su 'Biomaterials'.

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