Covid, per uscire dall’isolamento non servirà più il tampone negativo. Sarà abolito il Green Pass
(da IlSole24Ore) Il decreto "Rave party" approvato la scorsa settimamana al Senato e passato all'esame della Camera contiene anche alcune norme di carattere sanitario importanti nella gestione della pandemia, a partire da quelle annunciate dal ministro della Salute Orazio Schillaci, sull'isolamento dei contagiati da Covid. L'isolamento delle persone infettate si concluderà senza bisogno di fare un tampone. Chi ha il Covid deve restare a casa per 5 giorni, ma al termine potrà uscire senza più l'obbligo di fare un test. La modifica ha bisogno però di un chiarimento. Cosa succede se una persona ha ancora sintomi dopo 5 giorni? La questione dovrà essere risolta da una circolare del ministero della Salute. Non finisce qui. Il decreto prevede l'abolizione del green pass negli ultimi luoghi in cui era rimasto l'obbligo. Familiari e visitatori di pazienti in ospedali e residenze sanitarie assistite (RSA) non avranno più l'obbligo di esibire il certificato verde. Cambiano le norme anche per la quarantena. Chi ha avuto contatti stretti con positivi oggi può uscire seguendo un regime di autosorveglianza per 10 giorni, indossando la mascherina. Un emendamento ha abbassato la durata a 5 giorni, sempre con mascherina al chiuso o in caso di assembramenti. E ha abolito la misura attuale che prevede «l'obbligo di effettuare un tampone» alla «prima comparsa dei sintomi». Come noto, grazie a un emendamento della Lega, quando entrerà in vigore la legge di conversione saranno sospesi fino al 30 giugno 2023 i procedimenti per le sanzioni da 100 euro per insegnanti, forze dell'ordine e in generale over 50 che al 15 giugno scorso non erano in regola con le vaccinazioni. Infine l'Unità per il completamento della campagna vaccinale, guidata dal generale Tommaso Petroni (istituita dopo la fine dell'incarico di commissario al generale Figliuolo), che doveva passare tutte le competenze al ministero alla Salute dal primo gennaio 2023, è stata prorogata fino al 30 giugno dell'anno prossimo.
Al via le somministrazioni del vaccino contro Covid-19 per la fascia di età 6 mesi – 4 anni (compresi)
(da Ufficio Stampa Ausl Romagna) Dopo l’autorizzazione di Ema e AIFAe ilvia libera del ministero della Salute, una formulazione specifica del vaccino Comirnaty (BioNTech/Pfizer) contro Covid-19 è disponibile per la fascia di età 6 mesi - 4 anni (compresi). La vaccinazione, come specificato nella circolare del Ministero della Salute, è raccomandata ai bambini che presentino condizioni di fragilità tali da esporli allo sviluppo di forme più severe di infezione da SARS-Cov2 quali immunodeficienze, patologie oncologiche, alcune patologie ematologiche, cardiologiche e respiratorie, malattie renali croniche, quadri gravi di obesità, diabete di tipo 1, patologie neurologiche e muscolari, trisomia 21 e altre malattie cromosomiche e sindromiche, prematurità nei primi 2 anni di vita, disabilità grave. Per la raccomandazione alla vaccinazione i genitori potranno confrontarsi con il proprio Pediatra di Famiglia, con i medici del centro specialistico di riferimento e della Pediatria di Comunità che provvederanno anche a contattare le famiglie per una sensibilizzazione.
Il vaccino potrà essere reso disponibile anche per la vaccinazione dei bambini che non presentino condizioni di rischio, su richiesta del genitore.
Dal 20.12 al via per tutti i bambini le prenotazioni presso le Pediatria di Comunità, secondo le modalità di seguito riportate:
Ravenna: presso CMP - primo piano, su prenotazione
sportello da lunedì a giovedì: 8.30-11; mail pedcom.ra@auslromagna.it; telefono 0544 286909 da lunedì a giovedì 8.30 12.30
Lugo: Viale Masi 20, su prenotazione
sportello da lunedì a giovedì: 8.30-11.00; mail pedcom.lu@auslromagna.it; telefono 0545 213930 da lunedì a giovedì 12-14
Faenza: Via della Costituzione 28/51, su prenotazione
Sportello da lunedì a giovedì: 8.30-11; mail pedcom.fa@auslromagna.it; telefono 0546 602121 da lunedì a giovedì 12-14
Forlì: via Colombo 11, ingresso C primo piano, su prenotazione
sportello n. 13 dal lunedì al venerdì 8.00-12.30; mail vaccpedcovid.fo@auslromagna.it; telefono 0543 733145 dal lunedì al venerdì 8.30-12.30
Cesena: Piazza Anna Magnani 146, 1° piano, scala B, su prenotazione
segreteria 0547/394204 da lunedì a venerdì 8.00-8,30 e 12,00-13,00 ped.comunita.ce@auslromagna.it
Savignano sul Rubicone: Via F.lli Bandiera 15, su prenotazione
segreteria 0541/801830 da lunedì a venerdì 8,00-9,00 e 12,30-13,30 ped.comunita.ce@auslromagna.it
Rimini: via Coriano 38 (presso Colosseo), Rimini - piano terra, su prenotazione
sportello oppure telefonare allo 0541-707512/16 dal lunedì al venerdì ore 12.00 -14.00, martedì ore 8.30-14.00; mail vacc.pediatriche.rn@auslromagna.it
Riccione: via Formia 14 (Palazzina Direzione Medica), su prenotazione
sportello oppure telefonare allo 0541 - 608681 lunedì-mercoledì e giovedì dalle ore 12 alle 13.30; mail vacc.pediatriche.rn@auslromagna.it
Le vaccinazioni saranno effettuate all’interno dei servizi Pediatrie di Comunità dei diversi ambiti
Sindrome di “Hikikomori”. Questionario ad hoc per rilevare precocemente la condizione
L’Hikikomori è una condizione patologica in cui un individuo si ritira dalla società e resta in isolamento ogni giorno per più di sei mesi. Riconosciuta in Giappone per la prima volta nel 1998, è in costante aumento soprattutto nei Paesi industrializzati. Un gruppo di psichiatri e neuropsichiatri della Kyushu University ha messo a punto una nuova versione del questionario di valutazione per diagnosticare l’Hikikomori quanto più precocemente possibile. Leggi L'articolo completo al LINK
https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=109387&fr=n
Iss, scoperto un marcatore di malattie collegate allo stress
(da DottNet) Una riduzione nel sangue di una proteina (la MECP2) sembrerebbe favorire il rischio di sviluppare malattie correlate allo stress, in persone, soprattutto donne, che, durante l'infanzia o l'adolescenza, abbiano vissuto esperienze particolarmente avverse. A questa conclusione sono giunti i ricercatori del Centro di riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), in uno studio pubblicato su Translational Psychiatry, suggerendo che MECP2 possa essere un marcatore di suscettibilità allo stress. Al centro delle indagini la proteina MECP2, ovvero Methyl-CpG binding protein 2, fondamentale per il funzionamento delle cellule nervose, nota perché alcune mutazioni del gene che la codifica sono la principale causa della Sindrome di Rett, una malattia neurologica rara, molto grave, che colpisce fin dalla prima infanzia prevalentemente il genere femminile. Oggi sappiamo che questa proteina, oltre a essere implicata in numerosi processi del neurosviluppo, svolge un ruolo fondamentale nel determinare gli effetti che l'ambiente in cui viviamo ha sul nostro organismo, suggerendo un suo coinvolgimento nei processi che predispongono allo sviluppo di psicopatologie indotte dall'esposizione a eventi stressanti nel corso della vita. Sulla base di queste evidenze, i ricercatori hanno analizzato i livelli di MECP2 in campioni di sangue di 63 persone clinicamente sane. I risultati hanno confermato le loro ipotesi, ovvero che esiste una connessione tra i livelli ridotti di MECP2 e gli esiti disadattivi - quali ansia e depressione - delle esperienze avverse vissute in infanzia, e che tale legame è più forte tra le donne. "Ulteriori studi finalizzati ad approfondire i meccanismi alla base di questa associazione potranno svelare nuovi bersagli per l'implementazione di interventi preventivi personalizzati" spiega l'Iss.
Covid-19, i vaccinati sono meno contagiosi
(da Doctor33) Le persone vaccinate e rivaccinate contro Covid-19, se anche si infettano come spesso accade con le varianti della famiglia Omicron, sono meno contagiose per gli altri. In altre parole, oltre a proteggere dalla malattia grave, i vaccini hanno anche un certo effetto nel contenere la circolazione virale. In estrema sintesi è questa la conclusione di un gruppo di scienziati dell'Università di Ginevra, in Svizzera, autori di un articolo pubblicato su 'Nature Reviews Microbiology'. Nel passaggio chiave dell'analisi si legge che, "tra pazienti non vaccinati, completamente vaccinati o boosterizzati, non sono state riscontrate differenze significative nella quantità di Rna virale" recuperabile dopo infezione da varianti Omicron BA.1 e BA.2 di Sars-CoV-2. Ma per i contagiati "i titoli infettivi", ossia in grado di trasmettere Covid, anche "dopo una sola dose vaccinale di richiamo erano inferiori". Nel loro complesso, gli studi esaminati dai ricercatori elvetici indicano che "la tripla vaccinazione riduce la carica virale infettiva", pur non variando "il periodo di tempo durante il quale il virus può essere isolato" dai contagiati Omicron.
"Anche se i vaccini" anti-Covid "attualmente utilizzati sono ancora basati sulla proteina Spike del virus ancestrale" Wuhan "e stimolano principalmente una risposta immunitaria sistemica, piuttosto che mucosale - evidenziano gli autori - sono stati" comunque "osservati effetti sulla carica virale, sulla diffusione e sulla trasmissione del virus infettivo".
Ricette “bianche” elettroniche anche nelle Parafarmacie. In Gazzetta il decreto Mef-Salute
Pubblicato il nuovo decreto che integra quanto previsto per le sole Farmacie. Ora anche le Parafarmacie potranno ricevere e gestire le ricette dematerializzate contenenti farmaci non soggetti a prescrizione medica. Leggi L'articolo completo e il decreto al LINK
https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=109662&fr=n
Vanni Agnoletti e Fausto Catena tra gli autori delle Linee guida internazionali del dolore post operatorio in chirurgia generale d’urgenza non traumatica
(da Ufficio Stampa Ausl Romagna) Sono state pubblicate le linee guida sulla gestione del dolore post - operatorio in chirurgia generale d'urgenza non traumatica sul World Journal of Emergency Surgery. Gli autori sono un gruppo di esperti a livello internazionale tra cui figurano i nomi del Professor Vanni Agnoletti, Direttore Anestesia e Rianimazione - Cesenae Direttore ad interim Anestesia e Rianimazione - Ravenna e il Dott Fausto Catena, Direttore della Chirurgia Generale e d’Urgenza di Cesena. “Rappresentano le prime linee guida al mondo che affrontano tale argomento di straordinaria importanza – spiegano Agnoletti e Catena - Tutti i pazienti che vengono sottoposti ad un intervento chirurgico per una patologia addominale urgente possono avvantaggiarsi dei risultati di questo lavoro scientifico. In esso, attraverso una analisi sistematica della letteratura scientifica, vengono date raccomandazioni su come valutare il dolore post- operatorio e su come trattarlo alla luce delle migliori evidenze scientifiche presenti. Tutto questo attraverso la collaborazione di quattro importanti società scientifiche: World Society of Emergency Surgery, American Association for Surgery of Trauma,Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva e Global Alliance for Infections in Surgery.” “Seguendo queste linee guida – proseguono - tutti i pazienti del mondo potranno ricevere il miglior trattamento possibile per quel che riguarda la gestione e il contenimento del dolore post- operatorio dopo intervento di chirurgia generale d'urgenza non traumatica. In urgenza, infatti, anche tale problematica clinica è più difficile da affrontare, trattandosi di patologie ‘tempo dipendenti’ che spesso mettono a rischio la vita del soggetto. Il pregio di questo lavoro è di affrontare anche tale aspetto e standardizzare il suo approccio in modo che esso non venga trascurato di fronte all'assoluta necessità di trattare una patologia chirurgica che mette a rischio la vita.”
(Postoperative pain management in non-traumatic emergency general surgery: WSES-GAIS-SIAARTI-AAST guidelines. Coccolini F, Corradi F, Sartelli M, Coimbra R, Kryvoruchko IA, Leppaniemi A, Doklestic K, Bignami E, Biancofiore G, Bala M, Marco C, Damaskos D, Biffl WL, Fugazzola P, Santonastaso D, Agnoletti V, Sbarbaro C, Nacoti M, Hardcastle TC, Mariani D, De Simone B, Tolonen M, Ball C, Podda M, Di Carlo I, Di Saverio S, Navsaria P, Bonavina L, Abu-Zidan F, Soreide K, Fraga GP, Carvalho VH, Batista SF, Hecker A, Cucchetti A, Ercolani G, Tartaglia D, Galante JM, Wani I, Kurihara H, Tan E, Litvin A, Melotti RM, Sganga G, Zoro T, Isirdi A, De'Angelis N, Weber DG, Hodonou AM, tenBroek R, Parini D, Khan J, Sbrana G, Coniglio C, Giarratano A, Gratarola A, Zaghi C, Romeo O, Kelly M, Forfori F, Chiarugi M, Moore EE, Catena F, Malbrain MLNG.)
Sanità: Ricciardi, crisi Ssn strutturale, urge accedere a Mes
(da AGI) L'anziana di 96 anni al freddo su una carrozzina all'ospedale San Giovanni di Roma sarà sempre più una regola nei Pronto Soccorso italiani perché "la crisi che affronta oggi il Servizio Sanitario Nazionale è di tipo strutturale e può essere affrontata solamente con le risorse: è necessario accedere al Mes sanitario che ci può dare 37 miliardi di euro. I soldi in finanziaria, circa 2 miliardi, sono insufficienti e basteranno forse a coprire le spese per le bollette e il caro energia degli ospedali mentre il resto dei fondi non basterà a ripianare nemmeno l'aumento dei costi dovuti all'inflazione". Parola di Walter Ricciardi, docente di Igiene all'università Cattolica di Roma e già consigliere dell'ex ministro Speranza, che, parlando con l'AGI, esprime grande preoccupazione per l'attuale gestione delle risorse in tema di sanità. "Accedere ai fondi straordinari è la scelta giusta, va avviata una campagna di acquisto straordinaria di medici, infermieri e operatori sanitari che vanno anche messi nelle condizioni adeguate per lavorare al meglio: compenso giusto e, grazie alla rotazione, orario di lavoro equiparato al resto d'Europa", afferma Ricciardi. Molto passa anche dalla qualità dei direttori generali degli ospedali che devono essere all'altezza del compito. "La crisi va affrontata globalmente anche perché il rischio è di creare cittadini di serie A, ovvero coloro che pagando potranno avere accesso al privato, e persone di serie B a cui non sarà garantita l'assistenza necessaria". Una crisi sistemica che appare ancora più evidente guardando ai Pronto Soccorso. "Travolti dalla crisi più nera perché il personale è abbandonato a se stesso e si trova a fronteggiare due incendi: i cittadini che si riversano al Pronto Soccorso perché unico accesso al servizio, vista la crisi dei medici di medicina generale e l'abbandono totale da parte della politica che li ha lasciati soli e in prima linea, contro tutti: c’è un bisogno crescente e i politici li hanno abbandonati", dice Ricciardi. A queste condizioni il "quadro drammatico" - citando le parole del ministro della Salute Orazio Schillaci - rappresentato dai parenti dei pazienti che hanno raccontato all'AGI di disagi immensi nei Pronto Soccorso della Capitale sarà solo la punta dell'iceberg. "Con queste condizioni tutto questo peggiorerà e saremo travolti: la Gran Bretagna, un Servizio Sanitario da sempre all'avanguardia, è oggi allo sfascio: lista di attesa lunghissima anche per i medici di medicina generale con un aumento della mortalità importante", conclude
Aumentare la pensione e tagliare le tasse con i riscatti
(da enpam.it) Riscatto, previdenza complementare e sanità integrativa e sono i tre assist da cogliere al volo per pagare meno tasse. Prima che suoni la sirena di fine anno, i professionisti hanno la possibilità di cogliere la palla al balzo e ridurre il proprio imponibile fiscale 2022. Di seguito un approfondimento sui riscatti e sull’allineamento.
ACCONTI AUMENTA-PENSIONE
Investire per aumentare la propria pensione è la strada maestra per ridurre il bacino reddituale dal quale il fisco andrà a pescare. Per farlo è possibile ricorrere allo strumento del riscatto, dato che le somme versate per questa finalità sono integralmente deducibili dal reddito imponibile. Il riscatto è uno strumento che consente di far valere ai fini della pensione gli anni di studio universitari o il servizio civile o militare, o altri periodi previsti dal regolamento della previdenza (ad esempio, se ne ricorrono le condizioni, formazione, specializzazione, periodi precontributivi). In ogni caso, indipendentemente dall’anzianità guadagnata – che potrebbe permettere di andare in pensione prima del tempo – i contributi pagati in più comportano un aumento della pensione futura. Ciò è tanto più vero per il riscatto da allineamento dei contributi, che ha esclusivamente la finalità di aumentare l’importo pensionistico.
QUALI PERIODI SONO RISCATTABILI
Si possono riscattare:
● il corso legale del diploma di Laurea (non gli anni fuori corso):
6 anni per i medici chirurghi;
5 anni per gli odontoiatri laureati con il “Vecchio Ordinamento” (Decreto Ministeriale 3 novembre 1999, numero 509);
6 anni per gli odontoiatri laureati in base al Decreto Ministeriale del 22 ottobre 2004, numero 270 (a partire dall’anno accademico 2009/2010);
● il corso di specializzazione frequentato entro il 31 dicembre 2006 (per la specializzazione attinente all’attività professionale svolta);
● il corso di formazione in medicina generale frequentato entro il 4 novembre 2010;
● il servizio militare o civile;
● il periodo precontributivo compreso tra l’iscrizione all’Albo professionale e il 1° gennaio 1990, per i medici chirurghi, oppure il 1° gennaio 1995, per i laureati in Odontoiatria;
● periodi precontributivi (in cui non risultano contributi versati dalle Asl, è un’eventualità molto rara);
● periodi di sospensione dell’attività convenzionata;
● periodi liquidati (periodi contributivi relativi a precedenti rapporti professionali svolti in regime di convenzione per i quali l’Enpam ha restituito i contributi).
ANCORA IN TEMPO
Se non ho un riscatto in corso, faccio ancora in tempo ad avere i benefici fiscali prima della fine dell’anno? La risposta è sì. All’Enpam infatti basta presentare una domanda di riscatto (si fa online nella propria area riservata) e si può subito versare un acconto anche se non si ha ancora ricevuto la proposta da parte degli uffici Enpam. Bisogna tenere presente che il riscatto può essere totale o parziale: anche se non si verserà il massimo possibile, tutto ciò che viene pagato verrà valorizzato nell’assegno futuro di pensione.
COME FARE DOMANDA DI RISCATTO
La domanda di riscatto si fanno esclusivamente online entrando nella propria area riservata del sito www.enpam.it oppure rivolgendosi all’Ordine dei medici e degli odontoiatri di appartenenza. La richiesta non è vincolante e una volta ricevuta la proposta da parte degli uffici, l’eventuale accettazione va spedita entro 120 giorni. Trascorso tale termine, la proposta viene considerata decaduta. Può chiedere il riscatto l’iscritto che:
● non ha compiuto l’età per la pensione al momento in cui presenta la domanda;
● ha maturato un’anzianità contributiva al fondo non inferiore a 10 anni (5 anni per il riscatto di allineamento);
● è in regola con il pagamento di altri riscatti in corso;
● non ha fatto domanda di pensione d’inabilità assoluta permanente;
● non ha rinunciato da meno di 2 anni allo stesso riscatto.
VERSAMENTI AGGIUNTIVI
Ma anche gli iscritti che stanno pagando un riscatto, a fine anno, possono fare versamenti in più rispetto alle rate previste dal piano di pagamento scelto per beneficiare dei vantaggi della deducibilità fiscale. I versamenti aggiuntivi ovviamente possono essere fatti solo nei limiti del debito residuo. I versamenti aggiuntivi e gli acconti vanno fatti con bonifico a favore di Fondazione Enpam, IBAN: IT 06 K 05696 03200 000017500X50. La causale da indicare nel versamento deve contenere cognome e nome dell’iscritto, codice Enpam, tipologia di riscatto e fondo. I contributi volontari da riscatto, come quelli ordinari, sono interamente deducibili e quindi permettono di sottrarre materia imponibile al fisco e “mettere in salvo dalle tasse un’altra piccola parte del proprio reddito.
Centrare le scadenze
31 Dicembre = Termine entro cui fare versamenti deducibili o detraibili l'anno successivo
30 Dicembre = Quest'anno l'ultimo giorno dell'anno è sabato,quindi i bonifici devono essere eseguiti il giorno precedente
15 Dicembre = Data entro cui è preferibile fare i pagamenti per agevolare la contabilizzazione
ALLINEARE I CONTRIBUTI
L’allineamento dei contribuiti è un riscatto che consente di portare i contributi già pagati al livello di una contribuzione più alta versata nei periodi in cui si è lavorato di più e quindi il reddito è stato maggiore. In questo modo si può ottenere un incremento sostanziale dell’importo della pensione (e non dell’anzianità contributiva). La domanda non è vincolante e, al pari di altre forme di contribuzione, una volta ricevuta la proposta da parte degli uffici, l’eventuale accettazione va spedita entro 120 giorni. Anche in questo caso, trascorso tale termine la proposta viene considerata decaduta. A questo punto va da sé, ma è comunque opportuno ribadire che i contributi volontari da riscatto, come quelli ordinari, sono interamente deducibili dalle tasse.
L’OPPORTUNITÀ DELL’ALLINEAMENTO
I criteri secondo i quali avviene l’allineamento variano in base al fondo in cui si fa domanda, se quello della Libera professione o della Medicina convenzionata e accreditata. Nella gestione della Libera professione – Quota B si allineano i contributi inferiori al contributo più alto degli ultimi tre anni. Invece per quanto riguarda le gestioni della Medicina generale e della Specialistica ambulatoriale si allineano i contributi inferiori alla media annua dei contributi versati negli ultimi 36 mesi coperti da contribuzione effettiva.
SOLO PER CHI PAGA L’IRPEF
Ovvio, ma è comunque bene precisarlo, la possibilità in termini di deducibilità e detraibilità valgono per quei medici o dentisti che pagano l’Irpef. Per chi invece è soggetto all’imposta sostitutiva perché ha una partita iva con il regime forfettario, la legge non prevede detrazioni e restringe il campo delle spese che possono essere portate in deduzione.
Tutti i limiti dell’ECM
(da Univadis, riproduzione parziale) In mezzo a tanti discorsi sulla disinformazione, mentre invitiamo i cittadini a rivolgersi sempre al proprio medico per ottenere informazioni corrette, sarebbe bene che ciascun professionista della salute si guardasse allo specchio e valutasse quanto le proprie convinzioni e i propri approcci diagnostici e terapeutici sono basati su dati scientifici e non su informazioni di dubbia provenienza, vecchie abitudini o reazioni istintive, indistinguibili da quelle di chiunque non abbia la stessa formazione. In questo quadro, però, la formazione stessa diventa un problema. Non solo quella universitaria, con i suoi programmi e i vecchi libri ancora adottati da molti docenti, che talvolta contengono concetti largamente superati, ma soprattutto quelle attività ECM che dovrebbero rappresentare, nelle intenzioni, un’importante, fondamentale fonte di aggiornamento per gli operatori sanitari. Tutti sappiamo che molti di questi corsi presentano importanti limiti nelle loro modalità. Non devo essere l’unica ad avere assistito, al termine di un evento residenziale, alla dettatura delle risposte del questionario da parte dell’organizzatore. Non va meglio con la FAD, di cui comunque è quasi sempre possibile aggirare diverse fasi per arrivare in fondo più rapidamente, senza preoccuparsi troppo di ciò che si è davvero appreso.
La verità è che se a lavoratori già stressati da orari e turni impegnativi si impone per legge di dedicare altro tempo all’acquisizione di 150 crediti annuali, senza distinguere troppo sul come e sul perché, questi inevitabilmente cercheranno quelli che si possono raccogliere gratuitamente e con maggiore facilità, anche a costo di tralasciare lo studio o la lettura di articoli scientifici importanti e attinenti a quel che si trovano a dover fare ogni giorno. Tra le tante assurdità del sistema attuale, infatti, c’è l’assenza di una correlazione tra il reale valore del corso e il punteggio che può procurare o di un’attinenza tra la propria specializzazione e il contenuto dei corsi frequentati. Partecipare a un importante congresso internazionale poi, vale meno che seguire l’evento sponsorizzato da un’azienda nella propria città, così come essere coordinatore di un importante studio multicentrico osservazionale non vale nulla ai fini della formazione, diversamente da quel che accade per le ricerche di tipo farmacologico, anche se riguardano pochi pazienti con un farmaco fornito dall’industria. Perché?
L’altra, enorme, criticità del sistema è la carenza di corsi davvero indipendenti, mentre la maggior parte subisce l’influsso di aziende farmaceutiche o di altra natura con chiari interessi in gioco. Quasi il 70% del migliaio di provider riconosciuti e inclusi nell’albo nazionale dell'AGENAS sono società, agenzie ed enti privati, mentre solo 9 sono pubblici. Anche in questo caso, tuttavia, si possono trovare contenuti per lo meno discutibili. Recentemente, per esempio, è stato portato alla mia attenzione un corso organizzato dall’ATS Milano “sui possibili rischi da esposizione alle Onde Radio e Micro Onde emessi da questi dispositivi (cioè ‘smartphone e altri dispositivi digitali’) e sui comportamenti di protezione che facilmente ciascuno può adottare”. Con i livelli di inquinamento presenti nel capoluogo lombardo, il tasso di fumatori tra gli operatori sanitari e l’emergenza salute mentale esacerbata dalla pandemia, l’impatto, poco più che ipotetico, di questi strumenti sul benessere dei lavoratori sembra veramente trascurabile, e conoscerlo meglio forse non merita i 9 punti ECM garantiti a chi lo frequenterà. Scorrendo le voci relative alla formazione su internet, soprattutto in giorni di “Black Friday”, sembra inoltre di avere a che fare con l’offerta di detersivi o elettrodomestici, per non parlare di “pacchetti” a costo ridotto che ricordano quelli delle vacanze tutto compreso. È un po’ demoralizzante pensare che l’aggiornamento degli operatori sanitari, colonna essenziale per la salute del paese, dipenda da un simile carnevale di occasioni, senza riguardo per l’importanza dell’obiettivo a cui dovrebbero puntare.
La piattaforma Tech2Doc realizzata da Enpam sarà utilizzata dall’ISS per telemedicina e sanità digitale
(da DottNet - riproduzione parziale) La piattaforma Tech2Doc realizzata da Enpam sarà utilizzata dall’Istituto Superiore di Sanità per fare formazione sui temi della telemedicina e la sanità digitale. "Nostro obiettivo era creare uno strumento fruibile da tutti i medici e gli odontoiatri con una funzione di informazione e divulgazione nel campo della frontiera avanzata della conoscenza, della tecnologia e della scienza medica, e siamo orgogliosi di aver creato il mezzo per una facile diffusione di questi contenuti – dice il presidente di Fondazione Enpam Alberto Oliveti –. Siamo onorati della scelta da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, che offrirà ai professionisti un’occasione di acquisire competenze validate scientificamente. Del resto perseguire la qualità dell’esercizio professionale è la nostra missione, perché se c’è buon lavoro ci può essere buona previdenza." La collaborazione tecnico-scientifica a supporto della piattaforma Tech2Doc è assicurata dal Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’ISS. Il Presidente dell’Istituto, Prof. Silvio Brusaferro, si rallegra dell’iniziativa: "Ringrazio la Fondazione Enpam per aver voluto condividere con l’Istituto Superiore di Sanità l’impegno di contribuire al progresso della sanità digitale in Italia mettendo insieme le competenze e le risorse con nuove modalità e nuove tecnologie, dimostrando ancora una volta il valore della collaborazione tra enti a beneficio del sistema sanitario." Firmato l’accordo di collaborazione, iniziano le attività congiunte finalizzate a raggiungere alcuni obiettivi di rilievo per lo sviluppo del corretto utilizzo clinico e assistenziale dei sistemi di telemedicina e per diffondere la conoscenza scientifica delle innovazioni digitali in sanità. Nel primo anno di vita la piattaforma www.Tech2Doc.it ha collezionato 41.000 utenti per un totale di 141.000 contenuti visualizzati. Gli argomenti che hanno riscosso maggiore interesse sono stati Telemedicina, Digital health e Intelligenza artificiale. Tech2Doc coinvolge un bacino di oltre 70 esperti e figure autorevoli provenienti da diversi settori, da quello sanitario alla giurisprudenza. Tra i contenuti già presenti si segnalano 80 videointerviste; 20 descrizioni di casi esemplari (case history); 225 recensioni di articoli autorevoli dal mondo; 360 approfondimenti su altrettante soluzioni digitali già disponibili sul mercato; videopillole e quiz interattivi.