Alcol: bere poco e spesso abbassa il rischio cognitivo a lungo termine
(da Univadis) Uno studio di coorte prospettico ha incluso un campione di 20.000 adulti (età media: 62 anni) rappresentativo della popolazione degli Stati Uniti e ha scoperto, dopo un follow-up medio di 9 anni, che il consumo di alcol da basso a moderato (1-7 alcolici/settimana nelle donne, 1-14 alcolici/settimana negli uomini) è associato a un RR corretto significativamente inferiore di declino cognitivo, in tutte le dimensioni valutate (punteggio totale, vocabolario, rievocazione di parole, ecc.). Tuttavia, questo effetto positivo non è stato osservato nei forti bevitori.
(Association of Low to Moderate Alcohol Drinking With Cognitive Functions From Middle to Older Age Among US Adults https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2767693)
Certificato telematico: il lavoratore deve collaborare col medico
Covid, aumenta la disinformazione sul web
(da DottNet) La pandemia ha portato un peggioramento per quanto riguarda la disinformazione sul web e in particolare sui social network: fare polemica, creare odio e dirigerlo contro un determinato gruppo di persone e' stato ancora più facile in un terreno fertile come quello determinato da una problematica che ha toccato tutti nel mondo profondamente. Facebook, ad esempio, e' una risorsa per la circolazione delle informazioni e come possibilità di reperirle, ma è anche un problema, che richiede una valutazione critica della qualità dell'informazione che vi viene prodotta, per i giornalisti e non solo. Può essere infatti territorio di professionisti della disinformazione. Se n'è parlato al Tavolo digitale di confronto - Facebook: educazione, informazione, ingaggio, di Cicap e Fondazione Msd. Che strumenti hanno in particolare i professionisti dell'informazione per verificare le informazioni e difendere se stessi e i lettori dalle fake news? Prima di tutto dedicare risorse specifiche al monitoraggio dei social network, magari uno specialista. "Non può essere un qualcosa di temporaneo, da aggiungere al lavoro che si fa già quotidianamente, ci vogliono risorse dedicate", spiega Paolo Attivissimo, Giornalista IT, Radio svizzera, Il Disinformatico, anche debunker. Ci sono poi strumenti per verificare ad esempio le origini delle foto, dei video e anche di alcune dichiarazioni. Occorre inoltre essere consapevoli di poter incappare nella disinformazione. "Basti pensare - spiega Enrico Bucci, professore aggiunto di Biologia dei sistemi complessi, Temple University di Philadelphia - che il coronavirus è stato terreno di una fabbrica di disinformazione, partita su Twitter, che ha utilizzato il film Contagion del 2015. Fin da gennaio fabbriche professionali hanno diffuso l'idea che quello fosse il trailer di un film che doveva uscire a settembre 2020. Questo per rinforzare l'idea che una certa elite avesse già previsto tutto, addirittura che fossero loro ad aver creato il virus, per creare un mercato per un vaccino già pronto e brevettato".
Ocse, scenario molto incerto, vaccino di massa solo a fine 2021
(da Adnkronos Salute/Labitalia) Tre mesi fa l'economia mondiale 'camminava sul filo' fra ripresa post-pandemia e nuovi crolli. Oggi le prospettive restano "eccezionalmente incerte", ma il calo del Pil si preannuncia inferiore al previsto e il rimbalzo del 2021 - quando dovrebbe essere finalmente disponibile a livello di massa un vaccino anti-Covid - sufficientemente robusto. Così, l'Ocse nell'Interim Economic Outlook, appena diffuso, 'riscrive' lo scenario globale dopo un primo semestre senza precedenti, che in alcune grandi economie ha visto cali di attività persino superiori al 20%.
L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico riconosce come, "senza il supporto tempestivo ed efficace di politiche adottate in tutte le economie, la contrazione della produzione sarebbe stata sostanzialmente maggiore" e oggi la produzione "è aumentata rapidamente a seguito dell'allentamento delle misure di confinamento e della riapertura iniziale delle imprese", anche se "il ritmo della ripresa globale ha perso un po 'di slancio nei mesi estivi". Sul fronte Covid, l'Ocse spiega che le proiezioni presumono "epidemie locali sporadiche, affrontate con interventi locali mirati piuttosto che con blocchi nazionali", con la previsione che solo alla fine del 2021 sarà possibile procedere a vaccinazioni di massa.
Il dato di un Pil globale per il 2020 a -4,5%," sebbene senza precedenti nella storia recente - prosegue l'Ocse - maschera notevoli differenze tra i Paesi": peraltro, si sottolinea, "con poche eccezioni, i Paesi che hanno registrato i maggiori tagli ai consumi privati hanno anche sperimentato le maggiori flessioni del Pil nel secondo trimestre del 2020", evidenziando il peso di questa spesa sull'attività globale. Là dove (come nel caso della Cina) la produzione ha un peso più rilevante rispetto ai consumi privati, la ripresa si preannuncia più vigorosa.
In generale, "nella maggior parte delle economie, il livello di Pil alla fine del 2021 dovrebbe rimanere al di sotto di quello alla fine del 2019 e notevolmente più debole di quanto previsto prima della pandemia, evidenziando il rischio di costi duraturi" della crisi aperta dal coronavirus. Non solo: una "recrudescenza del virus, o misure di contenimento più rigorose, potrebbero tagliare 2-3 punti percentuali dalla crescita globale nel 2021 , con una disoccupazione più elevata e un periodo prolungato di investimenti deboli".
Gli interventi di sostegno in materia di politica fiscale, monetaria e strutturale "devono essere mantenuti per preservare la fiducia e limitare l'incertezza" anche se dovranno "evolversi in base alle relative condizioni economiche", dice l'Ocse nell'aggiornamento del' Economic Outlook, in cui pone l'accento sulle misure di bilancio che "devono essere mantenute nel 2021": l'Organizzazione accoglie "con favore i recenti annunci in molti Paesi di misure fiscali aggiuntive", perché "l'obiettivo deve essere quello di evitare una stretta di bilancio prematura in un momento in cui le economie sono ancora fragili".
"Il mantenimento di un forte sostegno fiscale - precisa l'Ocse - non dovrebbe impedire gli adeguamenti necessari ai principali programmi di emergenza, inclusi i programmi di mantenimento del lavoro e le misure di sostegno al reddito, per limitare i costi a lungo termine della crisi e incoraggiare la necessaria riallocazione delle risorse verso settori in espansione". L'Organizzazione 'promuove' anche le scelte di "molte banche centrali che negli ultimi 3 mesi hanno opportunamente annunciato un ulteriore allentamento delle politiche, introducendo cambiamenti per convincere gli investitori che i tassi ufficiali saranno mantenuti bassi per lungo tempo".
Coronavirus: Cdc Usa, mascherine proteggono più di vaccino
(da AGI) Le mascherine sono più protettive del vaccino. Lo ha detto in un'audizione al Senato Usa il direttore dei Cdc Usa, Robert Redfield, citato dalla Cbs. Le mascherine sono "lo strumento di salute pubblica più importante e potente che abbiamo" contro il coronavirus e potrebbero essere ancora più protettive rispetto all'assunzione di un vaccino, ha detto Redfild, all'indomani delle dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, che ha messo in dubbio l'utilità dal dispositivo di protezione. "Alcuni pensano che le mascherine non siano buone", ha detto il presidente durante il town hall della Abc in Pennsylvania.
Pensioni, slittano le scadenze dei contributi. Ecco le date aggiornate
Le vaccinazioni contro l’influenza e la polmonite sono associate a un minor numero di decessi ospedalieri nei pazienti con insufficienza cardiaca
a Cardiolink) Questo è il risultato di uno studio su quasi 3 milioni di americani presentato on line al Congresso ESC 2020 da Karthik Gonuguntla dell'Università del Connecticut, USA. Una persona su cinque svilupperà insufficienza cardiaca nel corso della sua vita. Si stima che in tutto il mondo ne siano affette 26 milioni di persone. Le infezioni respiratorie come l'influenza e la polmonite peggiorano l'insufficienza cardiaca e per tale motivo si raccomandano vaccinazioni annuali. "La pandemia COVID-19 ha puntato i riflettori sull'importanza della vaccinazione per prevenire le infezioni respiratorie, in particolare per le persone con malattie come l'insufficienza cardiaca", ha detto Gonuguntla. Sebbene sia noto che le vaccinazioni proteggono dalle infezioni respiratorie e che queste infezioni esacerbano l'insufficienza cardiaca, pochi studi hanno confrontato i risultati dei pazienti vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. Questo studio ha esaminato se le immunizzazioni avessero qualche legame con il rischio di pazienti con scompenso cardiaco che muoiono mentre erano in ospedale. Lo studio ha incluso 2.912.137 pazienti con insufficienza cardiaca ricoverati in ospedale dal 2010 al 2014. L'età media era di 70 anni. I dati sono stati ottenuti dal National Inpatient Sample (NIS), che copre oltre il 95% della popolazione degli Stati Uniti. Solo l'1,4% dei pazienti nello studio aveva il vaccino antinfluenzale e l'1,4% aveva il vaccino contro la polmonite. I ricercatori hanno confrontato i tassi di morte in ospedale tra i pazienti con insufficienza cardiaca che hanno ricevuto vaccinazioni contro l'influenza e la polmonite quell'anno e quelli che non l'hanno fatto. I tassi di mortalità intraospedaliera erano significativamente inferiori nei pazienti che hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale (1,3%) rispetto a quelli che non hanno ricevuto il vaccino antinfluenzale (3,6%). Allo stesso modo, i tassi di mortalità intraospedaliera erano significativamente inferiori nei pazienti vaccinati contro la polmonite (1,2%) rispetto a quelli che non erano stati vaccinati(3,6%). Gonuguntla ha dichiarato: “Il nostro studio fornisce ulteriore impulso alle vaccinazioni annuali nei pazienti con insufficienza cardiaca". Ha osservato inoltre che le reazioni gravi alle vaccinazioni contro l'influenza e la polmonite sono molto rare, si verificano entro poche ore e può essere trattato efficacemente.
(ESC 2020 - Virtual session)
Acne causata da determinati comportamenti alimentari: non è una vecchia storia da dimenticare
(da Univadis) Uno studio osservazionale prospettico francese “NutriNet-Santé”, che ha avuto inizio nel 2009 ed è ancora in corso, ha analizzato le risposte di 24.400 partecipanti (75% di sesso femminile, età media: 57 anni) e ha scoperto che il consumo di prodotti grassi e zuccherati, bevande zuccherate e latte è associato a un aumento moderato ma significativo del rischio relativo di acne, anche dopo aver regolato l’analisi per vari fattori confondenti (età, attività fisica, tabagismo, apporto calorico, sintomi depressivi, ecc.).
(Association Between Adult Acne and Dietary Behaviors. Findings From the NutriNet-Santé Prospective Cohort Study https://jamanetwork.com/journals/jamadermatology/article-abstract/2767075 )
EFP: l’interruzione del trattamento odontoiatrico può compromettere seriamente la salute
da Odontoiatria33) Negli ultimi mesi, molti pazienti odontoiatrici in tutto il mondo hanno visto la sospensione improvvisa del loro trattamento a causa della pandemia Covid-19 (SARS-CoV-2). I professionisti della salute orale hanno implementato nuovi protocolli e raccomandazioni per posticipare i trattamenti non urgenti, che hanno causato ritardi significativi nelle cure dentistiche e nei piani di trattamento dentale. Per fornire al settore dentale una guida su come affrontare efficacemente la crisi da Covid-19, la Federazione Europea di Parodontologia (EFP) ha emesso delle raccomandazioni che includono un protocollo di sicurezza per gli studi dentistici da seguire durante il trattamento dei pazienti prima, durante e dopo il loro arrivo. Misure preventive simili sono state proposte e adottate in tutto il mondo da altre organizzazioni odontoiatriche nazionali e internazionali e sembrano essersi dimostrate efficaci nel limitare la diffusione virale in ambito odontoiatrico.
Incubi, sono un fattore di rischio cardiovascolare indipendente?
(da M.D.Digital) Secondo una nuova ricerca gli incubi frequenti sarebbero collegati in modo indipendente a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. I risultati di un ampio studio su veterani militari relativamente giovani hanno mostrato che coloro che avevano incubi due o più volte alla settimana avevano un rischio significativamente aumentato di ipertensione, infarto miocardico o altri problemi cardiaci. Una diagnosi di disturbo da stress post-traumatico (PTSD) include, tra i sintomi, il disturbo del sonno come sintomo. Ma i ricercatori sono rimasti sorpresi nello scoprire che gli incubi continuavano ad essere associati a malattia cardiovascolare anche dopo aver controllato non solo il disturbo da stress post-traumatico e i fattori demografici, ma anche la poresenza di abitudine al fumo e di depressione.
I fermenti lattici aiutano a dimagrire
Dopo il cancro troppi continuano a fumare
(da Univadis) Circa un cancer survivor su dieci ha continuato a fumare dopo la diagnosi di tumore. Rispetto ai survivor di tumori non legati al fumo, i survivor di tumori legati al fumo hanno una probabilità doppia di essere fumatori e di non avere smesso di fumare dopo la diagnosi di tumore.
Descrizione dello studio Sono stati analizzati i dati della National Health Interview Survey (un’indagine condotta su un campione rappresentativo della popolazione americana adulta) del 2017. 3.068 dei 26.742 intervistati (9,42%) avevano avuto una diagnosi di tumore; 589 di questi (19,96%) erano sopravvissuti a un tumore legato al fumo (smoking-related cancer, SRC), 2.297 (74,50%) a un tumore non legato al fumo (non smoking-related cancer, NSRC), 197 (4,96%) a entrambi; dei restanti 14 mancavano informazioni. Gli esiti primari erano la prevalenza del consumo di sigarette tra i cancer survivor e la prevalenza della cessazione del fumo dopo la diagnosi di tumore. Fonti di finanziamento: National Cancer Institute, Cancer Prevention and Research Institute of Texas.
Scuola. L’Emilia Romagna chiarisce: “Attestati Dipartimento di sanità pubblica per chi rientra dopo il covid, per gli altri malanni non serve certificato medico né autocertificazione”
La Regione e l’Ufficio scolastico regionale forniscono ai dirigenti scolastici, ai coordinatori didattici, responsabili della sanità pubblica, pediatri e medici di medicina generale, un documento contenente le indicazioni per la riammissione a scuola dopo l’assenza per malattia. Per i casi no-covid restano valide le regole previste dalla legge regionale 16 luglio 2015, n.9 – art. 36, per la “Semplificazione delle certificazioni sanitarie in materia di tutela della salute in ambito scolastico”. Leggi L'articolo completo al LINK
Coronavirus: pronto il test salivare rapido italiano
(da DottNet) È made in Italy il nuovo test rapido, tutto italiano, capace di dire in soli 3 minuti se si è positivi o meno al Sars-Cov-2 attraverso la saliva e che ora dovra' passare al vaglio del Ministero della Salute A realizzarlo un'azienda brianzola di Merate (Lecco), in collaborazione con l'università del Sannio. Una nuova frontiera della ricerca che arriva nel momento in cui bisogna gestire un grande flusso di persone ogni giorno, come le scuole ormai prossime alla ripresa delle lezioni, gli ospedali, o quei settori aperti al pubblico, ora operanti a porte chiuse, come sport o musica.
Nuove linee guida ESC sulla cardiologia dello sport e l’esercizio fisico nei pazienti con malattie cardiovascolari
(da Cardiolimk) Per la prima volta sono state pubblicate raccomandazioni sullo sport e sull'attività fisica in tutti i tipi di malattie cardiache sull’ European Heart Journal. "Con l'aumento dei livelli di obesità e stili di vita sedentari, la promozione dell'attività fisica è ora più cruciale che mai", ha affermato Antonio Pelliccia, co-presidente della Task Force per le linee guida e direttore della cardiologia presso l’Istituto di medicina e scienza dello sport di Roma.
