Tamponi, Mmg obbligati e senza standard di sicurezza. Le ragioni di chi dice no
(da Doctor33) Non ci saranno firme tecniche sull'accordo dei tamponi. Anche se ai sindacati il no dovesse costare l'esclusione da tutte le trattative regionali. Angelo Testa, presidente Snami spiega che «sulla volontarietà abbiamo mantenuto ferma la nostra pregiudiziale. Non eÌ possibile che ci sia una costrizione mentre il comparto vive un aumento esponenziale dei carichi di lavoro e la maggior parte degli studi è inidonea all'effettuazione di una prestazione laboratoristica a rischio». Salvatore Santacroce tesoriere Snami parte dall'esclusione dei sindacati del "no" dai tavoli per gli accordi regionali che indicheranno chi deve vaccinare e chi può. «È incostituzionale, sancisce la dittatura assoluta della Fimmg e la impugneremo».
Tamponi da Mmg, Fimmg e Intesa sindacale dicono sì. Accordi validi per tutti. Ecco quali sono
(da Doctor33) I medici di famiglia eseguiranno i tamponi sui pazienti sospetti Covid, obbligati se hanno camici, guanti, visiere e mascherine. Saranno pagati 12 euro negli uffici del distretto o comunque se agiscono fuori dai propri studi, 18 se nel proprio studio. Si sbloccheranno intanto i fondi per fare diagnosi in studio. L'accordo è stato firmato prima da Fimmg e poi da Intesa sindacale (che raggruppa Cisl Medici, Fismu e Sumai) e a questo punto rappresenta quasi il 70% delle 37 mila deleghe di medici di famiglia iscritti a sindacati. Non hanno firmato Snami e Smi che, per come è congegnato il testo dell'intesa, rischiano di non essere ammessi alle trattative regionali preposte a valutare le modalità dell'esecuzione dei tamponi e della consegna degli apparecchi diagnostici.
Ciascun componente dell’équipe medica attua un controllo sull’operato e sugli errori degli altri
Il bonus bebè Enpam diventa più grande
(da enpam.it) Attesa finita per le tutele extra dell’Enpam dedicate ai neogenitori.
Con l’arrivo dell’autunno la Fondazione infatti riapre la possibilità di chiedere il bonus bebè, l’assegno di 1.500 euro per coprire le spese di nido e babysitting nel primo anno di vita del bambino o dell’ingresso del minore in famiglia, in caso di adozione e affidamento. Le cicogne potranno contare su una dotazione economica più ampia rispetto agli anni passati. Il bando del 2020 infatti ricopre un arco temporale più lungo (i nati nel corso di 23 mesi contro i 17 dei precedenti bandi), dopo un’attesa causata dalla necessità di questi mesi di fare fronte all’emergenza Covid-19. Il bonus potrà essere chiesto per i bambini nati dal primo gennaio 2019 fino alla chiusura delle domande, stabilita per le 12 del 30 novembre 2020. I nati oltre questo termine verranno ricompresi nel bando del 2021. N.B. Il bonus potrà essere chiesto per i bambini nati dal 1° gennaio 2019 fino al 30 novembre 2020
COVID-19 e test diagnostici: caratteristiche, utilità e scenari d’impiego
(da Univadis) I ricercatori da marzo 2020 hanno sviluppato un numero elevato di test di laboratorio per COVID-19 e quasi ogni settimana ne sono disponibili di nuovi. L’impiego dei test nella pratica clinica, insieme all'ampia risonanza che hanno ricevuto, ha fatto sorgere domande relative alle varie tipologie disponibili, alla loro utilità e alle loro prestazioni. Oggi possono essere utilizzati sia i test molecolari che i test antigenici per diagnosticare infezioni virali attive per COVID ‐19, con una ricerca concentrata prevalentemente sulla sensibilità dei test, ma ora anche sulle strategie d’impiego.
In un farmaco per l’ulcera possibile anti Covid
(da DottNet) Scoperto in un farmaco già in uso per l'ulcera - la Ranitidina bismuto citrato - un nuovo potenziale antivirale utile contro il SARS-CoV-2. È il risultato ottenuto per ora in uno studio su animali condotto presso l'Università di Hong Kong e pubblicato sulla rivista 'Nature Microbiology'. Gli esperti hanno testato diverse 'metallo-proteine', una famiglia di molecole soprattutto note per la loro azione antimicrobica ma poco studiate contro i virus. Poi i ricercatori hanno selezionato tra tutte la Ranitidina bismuto citrato vedendo che in provetta riduce di mille volte la carica virale di cellule infettate dal coronavirus. Testata su animali, la Ranitidina bismuto citrato riduce di 100 volte la carica virale delle vie respiratorie superiori e inferiori, diminuisce la polmonite da SARS-CoV-2 nonché i livelli di citochine infiammatorie. Gli esperti hanno visto che la Ranitidina bismuto citrato agisce impedendo la replicazione del genoma virale; il farmaco infatti attacca specificamente un enzima virale - l'elicasi Nsp13 - indispensabile alla replicazione del genoma. Secondo gli esperti il farmaco è promettente perché risulta avere un bersaglio molto specifico nonché inedito, ed è sicuro.
CONVENZIONE ARCURI-FNOMCEO RICHIESTA MASCHERINE
Covid: vaccino contro morbillo può evitare complicazioni gravi
Immunità gregge bocciata da 80 esperti, non ferma il virus
(da DottNet) Era apparsa come la soluzione ideale per combattere il nuovo coronavirus e vari leader mondiali - dal premier britannico Boris Johnson al presidente brasiliano Jair Bolsonaro fino a quello degli Stati Uniti Donald Trump - l'hanno appoggiata convintamente, nonostante il giudizio degli esperti non fosse unanime. Oggi arriva però la bocciatura ufficiale della scienza: l'immunità di gregge non arresta il virus, avvertono 80 esperti da tutto il mondo in una lettera aperta sulla rivista 'Lancet'. Ciò che serve in questo momento, al contrario, sono misure efficaci per il contenimento del contagio mentre nuovi passi avanti si stanno facendo sul fronte dei vaccini anti-Covid, anche se per un vaccino disponibile per tutti bisognerà presumibilmente attendere il 2022.
Dipendenti: occhio alla tenuta delle pensioni pubbliche
(da enpam.it) Un recente studio mostra che i costi per le pensioni pubbliche subiranno nei prossimi anni una preoccupante impennata e per questo i medici dipendenti farebbero bene, se già non l’hanno fatto, a costruirsi una previdenza di scorta. L’avvertimento arriva dal Fondo Perseo Sirio, il fondo pensione complementare dei lavoratori della Pubblica amministrazione e della Sanità, che ha commissionato la ricerca in questione intitolata “Il ruolo dei Fondi Negoziali per la crescita del Sistema Paese”, che verrà presentata ufficialmente il prossimo 20 ottobre alle ore 10.00 presso Roma Eventi – Fontana di Trevi – Sala Loyola in Piazza della Pilotta, 4 a Roma (diretta streaming al LINK https://vimeo.com/468058420/df992448ab).
Medici, come cambia il regime fiscale in base al contratto
(da DottNet) Com’è noto, l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 41/E del 15 luglio 2020), ha recentemente stabilito il principio che le guardie mediche a tempo determinato, diversamente da quanto in precedenza affermato dall’Agenzia stessa, producono reddito da lavoro autonomo. Di qui, da un lato l’appesantimento burocratico dell’apertura obbligatoria della partita Iva, ma dall’altro anche la possibilità di un consistente risparmio di imposte, grazie alla possibile applicazione del regime fiscale forfettario (con aliquota al 15%, ridotta al 5% per le startup).
COVID-19 e mascherine: cosa ci ha insegnato il loro uso fino ad ora
(da Univadis) Studi recenti raccomandano l’impiego delle mascherine per la possibilità che offrono di interferire nei meccanismi di trasmissione e contagio del coronavirus. Il loro impiego potrebbe ridurre la gravità dell’infezione nei soggetti che comunque contraggono la malattia. Una risposta definitiva su quanto funzionino le mascherine facciali e quando usarle non c’è, ma rispetto all’inizio della pandemia da SARS-Cov2 oggi sono disponibili diverse prove che ne confermano l’efficacia d’uso.
Effetti correlati all’uso di mascherine Diverse analisi hanno contribuito ad aggiungere prove sull’efficacia dell’uso di mascherine. Tra queste uno studio (1) che ha esaminato 200 paesi e ha rilevato che gli aumenti settimanali della mortalità pro capite erano quattro volte inferiori nei luoghi in cui le mascherine erano usate normalmente o rese obbligatorie da disposizioni governative, rispetto ad altre regioni. Per esempio negli Stati Uniti la raccomandazione all’uso di mascherine tra aprile e maggio 2020 ha ridotto la crescita dei casi di COVID-19 fino a 2 punti percentuali al giorno, con una stima conseguente di circa 450.000 casi evitati. Questi studi si basano sul presupposto che la raccomandazione all’impiego delle mascherine sia applicata in modo omogeneo e che le persone le indossino correttamente. Inoltre, l'uso della mascherina spesso coincide con altri cambiamenti, come i limiti alle riunioni e il distanziamento sociale, variabili confondenti che complicano l’interpretazione dei risultati. Ciò nonostante c’è un consenso emergente sul fatto che l'uso della mascherina protegga chi la indossa e anche gli altri che ne vengono a contatto.
Mascherine e carica virale In un articolo pubblicato sul Journal General internal Medicine (3) si ipotizza che l’impiego di mascherina riduca la dose di virus che chi la indossa potrebbe ricevere, determinando infezioni più lievi o addirittura asintomatiche. Elemento che potrebbe migliorare l'immunità a livello di popolazione senza aumentare il peso di malattie gravi ad elevato indice di mortalità.
Mascherine e diffusione del virus Il virus viaggia nell'aria e diffonde l'infezione nel momento in cui una persona respira o parla, starnutisce o tossisce, e uno spruzzo di particelle liquide si libera per via aerea sotto forma di goccioline (visibili e uniformi) e aerosol (microscopiche). Le goccioline nell'aria risentono della gravità, ma possono atterrare sugli occhi, sul naso o sulla bocca di una persona vicina e causare infezioni. Gli aerosol, al contrario, possono fluttuare nell'aria per minuti o ore. Questo è determinante per la capacità delle mascherine di impedire la trasmissione di COVID-19. Infatti benchè il virus abbia un diametro di 0,1 µm la mascherina lo può bloccare perché sono le goccioline e gli aerosol che lo trasportano che hanno un diametro maggiore variabile da 0,2 µm a centinaia di micrometri.
Mascherina e tipologia di materiale I respiratori N95 effettivamente filtrano circa il 90% degli aerosol in ingresso fino a 0,3 µm, mentre si stima che le mascherine chirurgiche e simili abbiano un’efficacia del 67% nel proteggere chi le indossa (4). Esperti di ingegneria ambientale sostengono che una maglietta di cotone può bloccare metà degli aerosol inalati e quasi l'80% degli aerosol espirati di 2 µm di diametro. Una volta che si arriva ad aerosol di 4-5 µm, quasi tutti i tessuti possono bloccare più dell'80% in entrambe le direzioni. Mascherine multistrato di materiali diversi (cotone e seta) sono più efficienti di quelle composte da un unico materiale (5).
Mascherine e misure di mitigazione La trasmissione per via aerea di COVID-19 è la modalità dominante di diffusione della malattia. Lo studio pubblicato sui Proceeding National Academy of Science (6) ha Analizzato la tendenza e le misure di mitigazione a Wuhan, Italia e New York City, dal 23 gennaio al 9 maggio 2020, illustrando che l’impatto delle misure di mitigazione sono distinguibili dall’ andamento della pandemia. L’analisi ha mostrato che la differenza con e senza mascherina facciale obbligatoria rappresenta il fattore determinante nel plasmare le tendenze pandemiche nei tre epicentri. Questa misura di protezione da sola ha ridotto il numero di infezioni, in Italia di oltre 78.000 dal 6 aprile al 9 maggio e a New York City di oltre 66.000 dal 17 aprile al 9 maggio.
In conclusione è ammissibile affermare che indossare mascherine in pubblico è il mezzo più efficace per prevenire la trasmissione interumana, e questa pratica poco costosa, insieme al simultaneo distanziamento sociale, quarantena e tracciamento dei contatti, rappresenta attualmente la corretta strategia di contrasto alla pandemia da COVID-19.
(1. Christopher T Leffler CT et al. Association of country-wide coronavirus mortality with demographics, testing, lockdowns, and public wearing of masks. Update August 4, 2020 medRxiv 2020.05.22.20109231;doi:https://doi.org/10.1101/2020.05.22.2010923
- Lyu, W. & Wehby, G. L. Community Use Of Face Masks And COVID-19: Evidence From A Natural Experiment Of State Mandates In The USHealth Aff.2020;30:8doi.org/10.1377/hlthaff.2020.00818
- Gandhi M et al. Mask Do More Than Protect Others During COVID-19: Reducing the Inoculum of SARS-CoV-2 to Protect the Wearer. J Gen Intern Med 2020;https://doi.org/10.1007/s11606-020-06067-8
- Chu DK, et al COVID-19 Systematic Urgent Review Group Effort (SURGE) study authors. Physical distancing, face masks, and eye protection to prevent person-to-person transmission of SARS-CoV-2 and COVID-19: a systematic review and meta-analysis. Lancet. 2020;395:1973-1987
- Konda A et al. Aerosol Filtration Efficiency of Common Fabrics Used in Respiratory Cloth Masks. ACS Nano. 2020;14:6339-6347.
- Zhang R et al Identifying airborne transmission as the dominant route for the spread of COVID-19 [published correction appears in Proc Natl Acad Sci U S A. 2020 Oct 5;:]. Proc Natl Acad Sci U S A. 2020;117(26):14857-14863. doi:10.1073/pnas.200963711)
Oms, lasciare circolare il virus non è un’opzione
Psicologi, una nuova chiusura sarebbe insostenibile
Diritto alla ricostruzione della carriera, nella anzianità di servizio anche i contratti di lavoro a tempo determinato
Covid-19, quarantena a dieci giorni e stop a doppio tampone. Le indicazioni del Cts
(da Doctor33) Via libera alla riduzione della quarantena da 14 a 10 giorni, e stop alla regola del doppio tampone negativo per poter dichiarare un positivo guarito. Ne basterà uno. Queste le indicazioni emerse dalla lunga riunione del Comitato tecnico scientifico convocata d'urgenza dal ministro Speranza. Il Cts, fa sapere una nota, in coerenza con le linee guida internazionali e adottando il principio di massima cautela, sottolinea "l'esigenza di aggiornare il percorso diagnostico per l'identificazione dei casi positivi così come la tempestiva restituzione al contesto sociale dei soggetti diagnosticamente guariti".
Nuova convenzione per PEC con Namirial SPA
Inibitori di pompa protonica potrebbero aumentare il rischio diabete
(da DottNet) L'uso regolare (2 o più volte a settimana) di farmaci prescritti molto comunemente - gli inibitori di pompa protonica, prescritti ad esempio contro il reflusso - è risultato associato a un rischio di diabete del 24% maggiore, e del 26% maggiore se assunti per più di due anni di seguito. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista 'Gut' e condotto presso l'università Sun Yat-sen di Shenzhen in Cina. Gli inibitori di pompa protonica sono nella top ten dei farmaci più usati al mondo e sono stati già associati a fratture, aumentato rischio di infezioni del tratto digerente, di cancro dello stomaco e altri problemi. Gli esperti hanno osservato per parecchi anni un campione di 204.689 individui e registrato nel corso del periodo di osservazione ben 10.105 nuovi casi di diabete. È emerso che 7,44 per 1000 individui che assumevano regolarmente i farmaci si sono ammalati di diabete contro 4,32 per 1000 che non hanno assunto inibitori di pompa. Ciò equivale a dire che il rischio diabete con gli inibitori di pompa è del 24% maggiore; il rischio aumenta se i farmaci sono assunti per più di due anni di seguito ed è più alto anche per coloro che sono di peso normale. Il rischio persiste anche tenendo conto di diversi fattori influenti: età, diabete in famiglia, consumo di alcolici e fumo, colesterolo e pressione alti. "La notizia colpisce visto l'uso diffuso degli inibitori di pompa - sottolinea in un commento all'ANSA il Presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia Agostino Consoli dell'Università di Chieti-Pescara - Bisognerebbe capire se l'aumentato rischio di diabete legato a questi farmaci sia il risultato di una "associazione" causale (quindi è proprio l'uso dei farmaci a causare un aumento di rischio diabete), o viceversa una associazione 'mediata' da qualche altro fattore in gioco".
