Webinar fiscale Aggiornamento sugli adempimenti fiscali e previdenziali per i liberi professionisti, strategie di pianificazione per ottimizzare il carico fiscale dei liberi professionisti. 22/04/2026
Gentili Colleghi,
in collaborazione con lo Studio Bertoni & Partners, é stato organizzato un incontro formativo in data 22/04/2026 dalle ore 17:00 alle ore 19:00: “Aggiornamento sugli adempimenti fiscali e previdenziali per i liberi professionisti, strategie di pianificazione per ottimizzare il carico fiscale dei liberi professionisti” al seguente link: https://kmeet.infomaniak.com/fi7bqepkf4ws1ojfxfdov7xc Il webinar è pensato sia per chi sta valutando l’apertura della partita IVA, sia per chi esercita già la libera professione e desidera approfondire i principali aspetti fiscali e previdenziali, con particolare attenzione alla pianificazione fiscale e alla corretta gestione degli adempimenti. Resto a disposizione per eventuali integrazioni o necessità organizzative e ringrazio sin d’ora per la collaborazione e la consueta disponibilità. Cordiali saluti, Dr. Jacopo Pieri Coordinatore Gruppo Giovani Medici Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Forlì-CesenaEpidemia obesità, sono responsabili le calorie in eccesso, non la sedentarietà
(da DottNet) L'obesità è causata da un eccessivo introito calorico più che dalla sedentarietà: è il verdetto di un lavoro apparso sui Proceedings of the National Academy of Sciences, che potrebbe porre fine all'annoso dibattito se la causa principale dell'obesità sia l'alimentazione o la mancanza di esercizio fisico. È emerso chiaramente che la colpa dell'obesità è da attribuire a un maggiore consumo di alimenti ultra-trasformati (UPF), come wurstel e altri preparati di carne, piatti pronti e snack dolci, osservando che "la percentuale di UPF nella dieta era correlata positivamente alla percentuale di grasso corporeo"; mentre il dispendio energetico e quindi l'attività fisica c'entrano solo marginalmente.
Condotto da Amanda McGrosky, il lavoro si basa sui dati di 4.213 adulti di 18-60 anni, appartenenti a 34 popolazioni in sei continenti. I ricercatori hanno esaminato il dispendio energetico totale (TEE), il dispendio energetico da attività (AEE), il dispendio energetico basale (BEE) e due misure dell'obesità: la percentuale di grasso corporeo e l'indice di massa corporea (BMI).
I risultati sono stati classificati in gruppi in base al livello di sviluppo economico, a causa delle differenze generali nello stile di vita e nell'alimentazione tra i gruppi con diversi livelli di sviluppo economico. E' emerso che sia il dispendio energetico totale sia il basale sono diminuiti leggermente, di circa il 6-11%, con lo sviluppo economico. È però anche emerso che l'energia bruciata con l'attività fisica risultava ancora complessivamente più alto nelle popolazioni economicamente più sviluppate, indicando che non è probabile che sia la mancanza di esercizio fisico a causare un BMI o un grasso corporeo più elevati. I ricercatori hanno inoltre scoperto che il dispendio energetico totale è solo debolmente associato all'obesità, rappresentando circa il 10% dell'aumento dell'incidenza dell'obesità nei paesi economicamente più sviluppati. Nonostante l'esercizio fisico non sia il principale fattore determinante dell'obesità, gli autori dello studio incoraggiano a praticarlo regolarmente, poiché è comunque fondamentale per prevenire le malattie e mantenere una migliore salute mentale. Lo studio sottolinea anche la necessità di porre l'accento sulla riduzione delle calorie provenienti dagli alimenti altamente trasformati per contribuire ad affrontare la crisi dell'obesità.
Dieci milioni di italiani convivono con dolore cronico, cure migliori ma non uniformi
(da fimmg.org) Sono dieci milioni gli italiani che convivono ogni giorno con il dolore cronico, una condizione sempre più trattabile, ma ancora non affrontata in modo uniforme dal sistema sanitario. A fare il punto il 25esimo Congresso Area culturale Dolore e Cure Palliative organizzato dalla Società scientifica di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) tenutori a Riccione con la partecipazione di oltre 400 specialisti da tutta Italia. Il programma delle tre giornate ha spaziato dall'intelligenza artificiale nella clinica del dolore alla medicina rigenerativa per articolazioni e tendini, fino al rapporto tra microbiota intestinale e dolore cronico.
Tra i temi al centro del congresso, ricorda la presidente Siaarti Elena Bignami, anche l'impiego dei farmaci oppiacei nel dolore oncologico, con un focus sul fentanyl, oggi supportato da dispositivi spray nasali di nuova generazione in grado di rafforzare i livelli di sicurezza e appropriatezza. Ma anche la fibromialgia con le sue sfide diagnostiche e l'utilizzo della cannabis terapeutica. "Occuparsi del dolore - commenta Ilenia Malavasi, deputata della Commissione Affari sociali della Camera - significa restituire dignità e qualità di vita a chi, troppo spesso, rischia di sentirsi invisibile proprio nel momento della sofferenza e del maggior bisogno".
APP (Anticipo della Prestazione Previdenziale) per la Medicina Generale e per la Pediatria di Libera Scelta
Presentazione delle domande per la formazione di elenchi di medici e pediatri
Il termine per la presentazione delle domande è il 30 aprile 2026
ContinuaEnpam: al via il bando mutui 2026 da 30 milioni di euro per medici e odontoiatri
(da Enpam.it) La Fondazione Enpam mette a disposizione 30 milioni di euro per i mutui destinati a medici e odontoiatri iscritti. È online dal 13 aprile la procedura per accedere ai finanziamenti, finalizzati all'acquisto della prima casa o dello studio professionale, oltre che a interventi di ristrutturazione, ampliamento e sostituzione di mutui esistenti. Le domande saranno esaminate progressivamente, mano a mano che perverranno.
Nel 2025, il tempo medio tra la presentazione della domanda e la stipula davanti al notaio è stato di circa tre mesi, salvo ritardi legati a documentazione incompleta. Possono accedere alla misura gli iscritti Enpam da almeno un anno, in regola con i contributi e senza altri finanziamenti attivi con la Fondazione; l'anzianità di iscrizione è riconosciuta anche per i periodi maturati durante gli studi, consentendo l'accesso anche agli studenti degli ultimi anni dei corsi di laurea in medicina e odontoiatria. Particolare attenzione è rivolta ai giovani professionisti under 40 - medici e odontoiatri - tra cui iscritti ai corsi di formazione in medicina generale, specializzandi e titolari di partita Iva forfettaria o contratti a termine, che spesso, nelle fasi iniziali della carriera, possono incontrare maggiori difficoltà a soddisfare i requisiti richiesti dal mercato del credito.
"Con questa iniziativa - dichiara il presidente dell'Enpam, Alberto Oliveti - continuiamo a sostenere concretamente i nostri iscritti nei momenti più importanti della loro vita professionale e personale. Per molti giovani medici e odontoiatri si tratta di un'opportunità decisiva: consente di anticipare l'accesso alla casa o allo studio anche in una fase iniziale della carriera, quando i requisiti richiesti dal mercato del credito possono risultare più difficili da soddisfare. In questo modo si evita di rinviare progetti di vita e professionali, con la possibilità, nel tempo, di trasferire il mutuo sul mercato alle condizioni più favorevoli."
Il tasso applicato sarà fisso per tutta la durata del mutuo ed è determinato sulla base del tasso di riferimento della Banca centrale europea alla data di stipula (attualmente al 2,15%), maggiorato di 1,5 punti percentuali. Le domande possono essere presentate esclusivamente online, tramite l'area riservata del sito Enpam, dalle ore 12 del 13 aprile, fino alle ore 12 del 10 settembre 2026, nell'ambito delle risorse stanziate. L'esito della richiesta sarà comunicato via email entro 60 giorni lavorativi. Gli uffici della Fondazione sono disponibili per supportare gli iscritti nella gestione delle pratiche.
L’assistenza agli anziani può far saltare il welfare. Ocse: la vera emergenza dei prossimi 25 anni
La spesa per la long-term care è destinata a raddoppiare entro il 2050 nei Paesi OCSE, arrivando al 2,8% del PIL. Una dinamica che non dipende solo dall’invecchiamento, ma da scelte politiche, organizzative e sociali. Tra carenza di personale, declino della cura familiare e bassa produttività, la sostenibilità dei sistemi di assistenza si giocherà sulle riforme dei prossimi anni
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