Pillon: «L’AI non va acquistata e messa lì, ma usata per ripensare i processi»

Pillon: «L’AI non va acquistata e messa lì, ma usata per ripensare i processi» Governance, competenze manageriali, redesign dei processi e nuove responsabilità organizzative: secondo Sergio Pillon, vicepresidente di Associazione Italiana Sanità Digitale e Telemedicina (Aisdet), sono questi i fattori chiave per rendere l’intelligenza artificiale una leva concreta di trasformazione, oltre la logica dei progetti pilota.   Leggi L'articolo completo al LINK  

PROCLAMATI I PRIMI MEDICI CHIRURGHI FORMATI AL CAMPUS DI FORLÌ

Lunedì 11 maggio, presso l’Aula Campostrino di Forlì, si è tenuta la sessione di laurea che ha visto la proclamazione dei primi Medici Chirurghi formatisi presso il Campus. La discussione delle tesi ha avuto inizio alle ore 9.00 ed è proseguita per l’intera giornata con due commissioni di laurea formate da professori dell’Università e, in base alla nota 9758/2020 del MUR, da un rappresentante dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Forlì-Cesena, il Presidente Dott. Michele Gaudio in quella della mattina e il Vice Presidente Dott. Gian Galeazzo Pascucci in quella del pomeriggio. In totale sono 27 i candidati che hanno portato a termine il percorso magistrale a ciclo unico. Il primo studente a discutere la tesi è stato il forlivese Francesco Di Lorenzo, che fu anche il primo iscritto in assoluto all'attivazione del corso. All’apertura dell’evento hanno partecipato per i saluti istituzionali: Michele De Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna, Emanuele Menegatti, Presidente del Campus di Forlì, Gian Luca Zattini, Sindaco di Forlì, Gaetano La Manna, Direttore Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Francesca Bravi, Direttrice sanitaria AUSL Romagna, Gianfranco Brunelli, Vicepresidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. A fare gli onori di casa è stato il Coordinatore del corso di laurea in Medicina e Chirurgia di Forlì, Prof. Franco Stella. Attivato nell’anno accademico 2020/2021 con 95 studenti, il corso di Medicina e Chirurgia di Forlì ha rappresentato un significativo ampliamento dell’offerta formativa dell’Università di Bologna nel campus romagnolo. Fin dai primi anni, il corso si è distinto per l’elevata attrattività, richiamando studenti provenienti principalmente dal territorio e da diverse regioni italiane, con risultati di accesso particolarmente qualificati nelle graduatorie nazionali e con ottimi risultati di percorso. Ad oggi, il corso conta 180 iscritti all’anno per un totale di 710 iscritti distribuiti sui sei anni di corso. Il progetto è frutto di una sinergia tra l’Ateneo, la Regione, l’AUSL Romagna e numerosi partner locali. Fondamentale il supporto della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, del Comune di Forlì e di Ser.In.Ar., insieme ai contributi di privati e realtà associative come lo IOR e GVM Care & Research. Il percorso formativo si distingue per gli ottimi risultati ottenuti dagli studenti e per un modello didattico fortemente integrato tra lezioni frontali, attività laboratoriali e pratica clinica. L’attività didattica si svolge tra il Teaching Hub del Campus e le strutture dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni, consentendo agli studenti di entrare fin dai primi anni in contatto con l’ambiente ospedaliero e con le diverse realtà assistenziali. Particolare valore aggiunto del corso è rappresentato dall’ampia rete di tirocini curriculari garantita grazie all’AUSL Romagna, che permette agli studenti di svolgere esperienze formative in numerosi contesti clinici e specialistici dell’intero territorio romagnolo, integrando la formazione teorica con un’intensa attività pratica sul campo.

Cesenatico. Ricerca medico per evento sportivo 29 e 31 maggio 2026

Buon giorno, sono Pironi Sergio resp acsi ciclismo F C, anche dirigente del Ped. Forlivese. Come Pedale Forlivese oganizziamo 2 manifestazioni nel ciclodromo di Villamarina, per queste manifestazioni ci serve la presenza del medico (speriamo che non debba fare nulla) e naturalmente dell'ambulanza, che abbiamo trovato, la Pubblica Assistenza del Comprensorio del Rubicone, loro non hanno medici, ci serve il medico, allego le locandine di dette manifestazioni dove ci sono data ed orario, il regolamento chiede il Medico, non qualifiche specifiche, speriamo abbiate qulcuno da inviarci. Sicuro di attenzione, Sergio Pironi resp. acsi ciclismo fc   339 2164754 Locandina evento

Obesità, circa 8.500 passi al giorno aiutano a mantenere il peso perso

(da Doctor33)  Mantenere circa 8.500 passi al giorno può aiutare a prevenire il recupero del peso dopo un percorso di dimagrimento. È quanto emerge da una revisione sistematica e meta-analisi presentata all’European Congress on Obesity (ECO 2026), in programma a Istanbul dal 12 al 15 maggio, e pubblicata sull’ 'International Journal of Environmental Research and Public Health'.  Lo studio è stato coordinato da Marwan El Ghoch, del Dipartimento di Scienze biomediche, metaboliche e neuroscienze dell’Università di Modena e Reggio Emilia, insieme a ricercatori italiani e libanesi.  Gli autori ricordano che circa l’80% delle persone con sovrappeso o obesità tende a recuperare parte o tutto il peso perso entro 3-5 anni. Per questo, spiegano, identificare strategie efficaci per il mantenimento del peso rappresenta un obiettivo clinico rilevante. La revisione sistematica ha incluso 18 trial randomizzati. Quattordici studi, per un totale di 3.758 partecipanti con sovrappeso o obesità e un’età media di 53 anni, sono stati inclusi nella meta-analisi. I programmi di modifica dello stile di vita prevedevano raccomandazioni dietetiche e indicazioni per aumentare il numero di passi quotidiani. All’inizio degli studi, i partecipanti dei gruppi intervento e controllo mostravano livelli simili di attività fisica, con circa 7.200 passi al giorno. Al termine della fase di perdita di peso, durata in media 7,9 mesi, il gruppo sottoposto ai programmi di lifestyle modification aveva aumentato il numero medio di passi fino a 8.454 al giorno, con una riduzione del peso corporeo del 4,39%, pari a circa 4 kg. Durante la successiva fase di mantenimento, durata mediamente 10,3 mesi, i partecipanti hanno mantenuto un livello di attività di circa 8.241 passi quotidiani e conservato gran parte del peso perso, con una riduzione media finale del 3,28%, pari a circa 3 kg. Secondo gli autori, l’aumento del numero di passi non è risultato associato a una maggiore perdita di peso nella fase iniziale del dimagrimento, probabilmente perché in questa fase incidono maggiormente altri fattori, come la riduzione dell’introito calorico. L’associazione più evidente riguarda invece la prevenzione del recupero ponderale.  “I partecipanti dovrebbero essere incoraggiati ad aumentare il numero di passi fino a circa 8.500 al giorno durante la fase di perdita di peso e a mantenere questo livello di attività nella fase successiva, per aiutare a prevenire il recupero del peso”, ha dichiarato Marwan El Ghoch.