Più tempo per dichiarare i redditi all’Enpam con il Modello D

(da DottNet)   L’Enpam ha spostato dal 31 luglio al 6 settembre il termine per la dichiarazione dei redditi libero-professionali (modello D) ai fini previdenziali. La decisione della Cassa dei medici e degli odontoiatri arriva dopo che il Governo ha disposto lo slittamento dei termini per il versamento del saldo 2023 e della prima rata di acconto 2024 delle imposte sui redditi per i soggetti Isa e forfettari. Le imposte potranno infatti essere versate, con interessi minimi, fino al 31 agosto. Tenuto conto che i dati per le dichiarazioni previdenziali si desumono da quelle fatte ai fini fiscali, l’Enpam – come già accaduto in passato – ha spostato la propria scadenza per permettere ai propri iscritti e ai loro consulenti di usufruire appieno delle dilazioni statali.

 Resta invece invariato il termine per il pagamento dei contributi di Quota B, fissato al 31 ottobre per chi paga in unica soluzione. I medici e i dentisti che sceglieranno l’addebito diretto su conto corrente, o che l’hanno scelto in passato, potranno invece diluire il pagamento in due, cinque o nove rate, sempre a partire dal 31 ottobre.

Attività fisica, Iss: sedentari quasi tre italiani su dieci

(da Doctor33)   Gli adulti fisicamente attivi tra i 18 e i 69 anni sono il 48%, poco meno di 1 su 2. Il 24% lo è solo parzialmente, mentre quasi 3 su 10 (28%) sono sedentari. Il problema cresce con l'avanzare dell'età: la sedentarietà si attesta intorno al 24% tra i 18 e i 34 anni, per salire al 33% fra i 50-69enni e arrivare al 38% tra gli over 65. Una cattiva abitudine più frequente nelle donne e fra le persone con uno status socioeconomico più svantaggiato, e che si manifesta maggiormente nelle regioni del Sud con un picco in Campania dove i sedentari sono il 50%. È il quadro tracciato per il biennio 2022-2023 dalle sorveglianze Passi e Passi d'argento dell'Istituto superiore di sanità. Le indicazioni su cui ci si basa precisa l'Iss sono i criteri dell'Organizzazione mondiale della sanità, che 'prescrive' 150 minuti a settimana di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa.

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NON SI TROVA, Carenze e indisponibilità di farmaci. Il libretto prodotto dall’AIFA su questo tema

(da Fimmg.org - riproduzione parziale)  Quando un farmaco non si trova in farmacia, potrebbe essere "carente". Vuol dire che l''azienda che lo commercializza potrebbe aver dichiarato ad AIFA le difficoltà a rifornire il mercato e AIFA, quindi, lo avrà inserito nell''elenco dei farmaci carenti che è pubblicata sul portale dell''Agenzia. In questo elenco, il paziente e i professionisti sanitari possono trovare una possibile indicazione su cosa fare per sopperire alla mancanza del farmaco, come ad esempio:    a)  ricorrere ad un medicinale equivalente presente sul mercato;   b)  rivolgersi al MMG/specialista per valutare la prescrizione di un farmaco alternativo disponibile per la propria patologia;  c)  rivolgersi alle strutture sanitarie competenti per il territorio (aziende sanitarie/ospedaliere) per richiedere l''importazione del farmaco mancante, reperendolo sul mercato estero.    Tutte queste azioni sono spiegate nel libretto "Non si Trova" recentemente prodotto da AIFA, scaricabile qui Libretto NON SI TROVA

Farmaci. Aifa attiva nuovo servizio di consultazione della banca dati

(da Quotidiano Sanità)  L’Agenzia Italiana del Farmaco ha attivato il nuovo servizio di consultazione della banca dati dei farmaci “AIFA Medicinali” (https://medicinali.aifa.gov.it/it/#/it/). Il servizio consente una ricerca più veloce e accurata dei documenti e delle informazioni sui farmaci autorizzati in Italia. Oltre a visualizzare e scaricare il Foglio Illustrativo e il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto dei medicinali, i cittadini, gli operatori sanitari e le aziende possono trovare informazioni sulla rimborsabilità del medicinale da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), sul regime di fornitura e su eventuali carenze.