Neonati prematuri: il latte d’asina riduce sensibilmente i casi di intolleranza

È quanto emerge da uno studio condotto dall’Ospedale S.Anna e dal Cnr-Ispa di Torino, pubblicato sulla rivista Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition. Enrico Bertino, direttore della Terapia Intensiva Neonatale dell’Università di Torino: “Lo studio clinico ha mostrato che gli episodi di intolleranza alimentare erano 2,5 volte inferiori nei soggetti che assumevano il prodotto a base di latte d’asina”  Leggi l’articolo completo al LINK

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Pubblicità in sanità, passa l’emendamento dell’On Boldi. No a messaggi a ”carattere promozionale’’ e vincolo territoriale per il direttore sanitario

(da Odontoiatria33)  La Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento presentato dall’On. Rossana Boldi e fortemente voluto dalla CAO e dai Sindacati AIO ed ANDI, contenuto nella legge di Bilancio.  Il testo regolamenta a oltre dieci anni dall’entrata in vigore delle liberalizzazioni della Legge Bersani, il settore della pubblicità sanitaria vietando “qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestionale”, consentendo di fatto solo quella pubblicità che permette ai pazienti di individuare quelle informazioni necessarie alla scelta. Rispetto al testo presentato, viene riformulato senza l’obbligo di autorizzazione preventiva dell’Ordine al quale rimane il potere di verifica e controllo “post” pubblicazione.  Norma che pone ulteriori responsabilità verso il direttore sanitario, che sarà il responsabile dei messaggi ritenuti non corretti. Direttore sanitario che potrà assumerne l’incarico in una sola struttura, mentre la struttura dovrà dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’Albo territoriale in cui ha sede operativa.  Ordini che in caso di violazione delle disposizioni sull’informativa sanitaria, dovranno sanzionare il direttore sanitario e segnalare all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, le violazioni rilevate in modo che possa adottare provvedimenti nei confronti della proprietà della struttura.

Allergopatie e test “alternativi”

(da Nutrizione33) L’allergia alimentare e l’anafilassi costituiscono un onere crescente per i cittadini nei Paesi sviluppati. La prevalenza è elevata nei bambini piccoli, ma recenti evidenze indicano che sta diventando sempre più comune negli adolescenti e nelle giovani donne e anche nelle nazioni in via di sviluppo (1).
Tuttavia, il numero delle persone che si definisce “allergico agli alimenti” è molto sovrastimato (2) per l’uso improprio del termine “allergico”, che porta a definire allergici gli effetti indesiderati di farmaci, le reazioni tossiche agli alimenti, i deficit enzimatici (per es. deficit di lattasi o di saccarasi-isomaltasi) e le reazioni vasomotorie agli agenti irritanti (per es. agrumi o pomodoro) (3).

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Anelli (Fnomceo): “Sulle ambulanze trovare un modello che valorizzi medico e infermiere per garantire massimo livello di cura e assistenza al cittadino”

Abbiamo sempre dichiarato che la professione medica e quella infermieristica sono complementari e indispensabili per assicurare un’efficace assistenza. Nel delicatissimo campo dell’emergenza abbiamo più volte ribadito che la diagnosi non può che essere affidata al medico e che, quindi, anche nel soccorso avanzato, dovremmo trovare un modello che valorizzi le due figure professionali, medico e infermiere, per assicurare al cittadino il massimo livello delle cure e dell’assistenza  Leggi l’articolo completo al LINK

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Più carboidrati e meno proteine, così il cervello invecchia bene

(da DottNet)  Diete con poche proteine e un alto apporto di carboidrati possono essere una chiave per la longevità, in special modo quella del cervello, favorendone un invecchiamento sano. A suggerirlo è una ricerca dell’Università di Sidney, pubblicata su ‘Cell Reports’. “Al momento non ci sono trattamenti farmacologici efficaci per la demenza: possiamo rallentare questo tipo di malattie ma non possiamo fermarle, quindi è stimolante il fatto che stiamo iniziando a identificare diete che possono influenzare il modo in cui il cervello invecchia”, evidenzia l’autore principale dello studio Devin Wahl. 

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Malattia di Parkinson: si previene con…. l’appendicectomia?

(da M.D.Digital)  L’eziopatogenesi della malattia di Parkinson indica come causa l’accumulo di aggregati di alfa-sinucleina che, secondo alcuni dati di recente pubblicazione, potrebbe essere di origine intestinale. L’aberrante accumulo di alfa-sinucleina nel tratto gastrointestinale avviene in risposta alla presenza di tossine e batteri che attivano il sistema immunitario. In altre parole questo potrebbe significare che le regioni del tratto gastroenterico che hanno regolari interazioni con agenti patogeni ambientali hanno un rischio maggiore di generare alfa-sinucleina. In accordo con questa ipotesi, è stato di recente dimostrato che l’appendice vermiforme – o appendice cecale – contiene un’abbondanza di alfa-sinucleina in soggetti che hanno malattia di Parkinson in fase prodromica o conclamata, ma anche in soggetti neurologicamente ancora indenni. Sebbene l’appendice vada a ragione considerata un organo vestigiale, la sua mucosa è ricca di cellule immunocompetenti e la sua funzione primaria è quella di supportare il sistema linfatico nel rilievo e nell’eliminazione dei patogeni, oltre che a contribuire a regolare la composizione della microflora intestinale. Il fatto che questa formazione tubulare sia in grado di accumulare alfa-sinucleina ne sancirebbe il suo coinvolgimento nella comparsa della malattia di Parkinson.  In due serie di dati epidemiologici indipendenti, che hanno coinvolto oltre 1.6 milioni di individui e oltre 91 milioni di anni-persona, è stato osservato che la rimozione dell’appendice decenni prima dell’insorgenza della malattia di Parkinson era associata a un minor rischio di sviluppare la neuropatologia e a un ritardato esordio della malattia. Analizzando i  dati di pazienti  svedesi seguiti per 52 anni, di cui 500 mila operati di appendicectomia,  è risultato che la rimozione della appendice aveva ridotto di quasi il 20%o il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson e tardato l’età della diagnosi in media di 3.6 anni.  È stato anche osservato che l’appendice umana sana conteneva aggregati di alfa-sinucleina e un’abbondante quantità di prodotti di degradazione che si accumulano nei corpi di Lewy, e diventano il tratto caratteristico della malattia di Parkinson. Inoltre i lisati di tessuto di appendice umana sono in grado di indurre la rapida scissione e oligomerizzazione della a-sinucleina ricombinante. Questi fattori fanno dunque ipotizzare che la normale appendice vermiforme contenga forme patogene di alfa-sinucleina che influenzano il rischio di sviluppare malattia di Parkinson.
(Killinger BA, et al. The vermiform appendix impacts the risk of developing Parkinson’s disease. Sci Transl Med 20018; 10: eaar5280.)

Burioni lancia un sito anti fake news

(da www.ilgiornale.it)   «In medicina contano i fatti e non le opinioni». Roberto Burioni, il medico paladino pro vax non lascia la sua battaglia in difesa della scienza. Oltre alla pagina Facebook, diventata protagonista nello scontro con il fronte dei no vax, il virologo del San Raffaele ora lancia il sito medicalfacts.it. Un punto di riferimento dove trovare «una corretta informazione scientifica». Iniziativa necessaria perché in giro purtroppo, dice Burioni ci sono ancora «troppi somari antiscientifici». Nel sito si affronteranno tanti temi in primo piano nel settore della salute. Insomma non si parlerà soltanto di vaccini. Burioni racconta come è nata la sua pagina Facebook. All’inizio «quasi per gioco». Poi di fronte al dilagare di bufale la sua pagina è cresciuta, diventando sempre più popolare.

L’odontoiatra, per la prevenzione, diagnosi e terapia delle patologie assume una obbligazione di mezzi

(da Doctor33)   La condotta colposa del responsabile e il nesso di causa tra questa e il danno costituiscono, infatti, l’oggetto di due accertamenti concettualmente distinti, cosicché la sussistenza della prima non comporta, di per sé, la dimostrazione del secondo e viceversa; e per il principio di “vicinanza della prova”, secondo cui essa va posta a carico della parte che più agevolmente può fornirla, al danneggiato spetta l’onere di allegare la condotta colposa e di provare il nesso di causa tra questa e il danno, mentre al professionista l’onere di fornire la prova “positiva” dell’avvenuto adempimento o dell’esattezza dell’adempimento.   Detta regola vale senz’altro anche nei confronti dell’odontoiatra, che si occupa della prevenzione, della diagnosi e della terapia medica e chirurgica delle patologie che colpiscono denti, gengive, ossa mascellari ecc., e che, al pari di ogni altro medico-chirurgo, assume nei confronti del paziente in cura un’obbligazione di mezzi e giammai di risultato. (Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net)

I medici sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica

(da M.D.Digital)   Per il prossimo anno i medici e i farmacisti sono stati esonerati dall’obbligo di emettere fatturazione elettronica e potranno continuare ad emettere la “vecchia” fattura cartacea. A sancirlo è l’art.10 bis del Decreto Legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale. Si tratta di uno dei due emendamenti approvati in seno alla Commissione Finanze del Senato durante l’esame del decreto legge.
L’Art. 10-bis recita:
(Disposizioni di semplificazione in tema di fatturazione elettronica per gli operatori sanitari)
1. Per il periodo d’imposta 2019 i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, ai sensi dell’articolo 3, commi 3 e 4, del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, e dei relativi decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, con riferimento alle fatture i cui dati sono inviati al Sistema tessera sanitaria. I dati fiscali trasmessi al Sistema tessera sanitaria possono essere utilizzati dall’Agenzia delle entrate anche per finalità diverse dall’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.
Secondo quanto declinato dall’art. 1 comma 3 i soggetti esonerati sono:
* le aziende sanitarie locali,
* le aziende ospedaliere,
* gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico,
* i policlinici universitari,
* le farmacie, pubbliche e private,
* i presidi di specialistica ambulatoriale,
* le strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa,
* gli altri presidi e strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari
* gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri.

Il provvedimento era già nell’aria dopo che il Garante della Privacy aveva riscontrato numerose criticità  inerenti al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali  (Gdpr europeo), sottolineando che la messa a disposizione della fattura a tutti i consumatori che non hanno partita IVA sul portale dell’Agenzia delle Entrate senza chiedere il consenso “nonostante il diritto di ottenerne una copia, digitale o analogica, direttamente dall’operatore” comporta “un ingiustificato incremento dei rischi per i diritti e le libertà di tutti i privati cittadini, insiti in un trattamento massivo e informatizzato di dati accessibili tramite un applicativo web”(…).    Inoltre il Garante ha evidenziato la necessità di prevedere:   “tecniche e organizzative adeguate ad assicurare il rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali in tutta la filiera del trattamento dei dati personali effettuato a fini di fatturazione elettronica”, con particolare riferimento al ruolo degli intermediari e alla concentrazione, presso soggetti che operano nei confronti di una grande moltitudine di operatori economici, di una mole enorme di informazioni, con elevati rischi di utilizzi impropri.
dati sanitari     In sintesi, i dati delle fatture non sono in linea con la legge sulla privacy, ma non lo sono nemmeno tutti i dati sanitari, le ricette, le diagnosi, i trattamenti, che i medici di famiglia inviano ogni giorno nei server ministeriali e delle Regioni. A ricordare ciò è stato Paolo Misericordia  Responsabile nazionale del Centro Studi Fimmg e dell’ITC in una intervista su FimmgLazio Tv : “la Nostra Sanità” in cui ha sottolineato che tali trasmissioni di dati avvengono senza che il cittadino ne sia a conoscenza e che abbia dato l’autorizzazione all’invio di tali dati. Per Misericordia il cittadino non ha cogenza dell’utilizzo di quelle informazioni e “i medici sono scoperti da questo punto di vista”. Inoltre, le informazioni sanitarie incrociate con i dati sanitari darebbero luogo ad una mega struttura informatica di controllo delle abitudini dei cittadini

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