Aborto, Anelli (FNOMCeO): “I medici vicini alle persone, rendono possibile l’applicazione della Legge nel rispetto della libertà di ognuno”.
“I medici sono sempre vicini alle persone che soffrono, che hanno bisogno del loro aiuto. Nel caso specifico, svolgono questo delicato compito rendendo possibile l’applicazione di una Legge dello Stato, la 194/78. Una legge che prevede il rispetto della salute e della dignità della donna e della libertà sia della donna che del medico. Il professionista ha infatti la facoltà di avvalersi dell’obiezione di coscienza, libera scelta personale che non deve diventare elemento di giudizio o discriminazione”.
Così il Presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, il giorno dopo l’intervista del Pontefice sull’aereo che lo riportava a Roma dal suo viaggio apostolico in Belgio, durante la quale ha definito l’aborto ‘un omicidio’ e i medici che lo praticano ‘dei sicari’.
Medici specialisti esterni. Il contributo Enpam del 4% slitta al 20 dicembre
(da Enpam.it) L’Enpam ha rinviato al 20 dicembre il termine ultimo per versare il nuovo contributo del 4 per cento a carico degli specialisti che esercitano in strutture private accreditate con il Servizio sanitario nazionale. Lo slittamento della scadenza servirà a dare più tempo ai professionisti e alle società per far valere il tetto al contributo introdotto dalla Fondazione.
Come deliberato dal Consiglio di amministrazione della Fondazione, infatti – si legge in una nota – i medici e gli odontoiatri potranno chiedere di limitare il pagamento del contributo aggiuntivo in modo che l’importo non superi un decimo del compenso ricevuto dalla struttura (oppure un ventesimo del compenso nel caso di pensionati). Sul nuovo contributo previdenziale introdotto dall’Enpam si è già espresso il Tribunale del lavoro di Roma, che ne ha riconosciuto la legittimità. Le modalità operative per versare il contributo del 4% verranno rese note dall’Enpam in tempo utile per la scadenza dei termini di pagamento.
Istituto della Comunicazione di svolgimento di attività sanitaria artt. 10 e 11, LR 22/2019 – Ulteriore proroga termini per la presentazione della Comunicazione di svolgimento di attività sanitaria, nonché del termine di adeguamento ai requisiti di cui alla DGR 1919/2023
Si dispone al 31/12/2024 il rinvio dei termini per la presentazione della Comunicazione di svolgimento di attività sanitaria per tutti gli studi professionali/studi associati/polistudi, siano essi:
– esistenti al 20/12/2023;
– equiparati a quelli esistenti (ai sensi della nota interpretativa P.G.30/09/2024.1090990.U);
– avviati dopo il 20/12/2023 e in esercizio dopo tale data che non abbiano ancora presentato la prescritta Comunicazione in attesa dei chiarimenti forniti con la nota interpretativa P.G.30/09/2024.1090990.U;
– in corso di avvio negli ultimi mesi del 2024.
Si dispone al 31/12/2025 il rinvio dei termini per l’adeguamento ai requisiti (non derogabili) previsti dalla DGR 1919/2023 e nota interpretativa P.G.30/09/2024.1090990.U, degli studi professionali/studi associati/polistudi di cui al capoverso precedente, esclusi i casi in cui, a seguito di controlli, sia accertata la presenza di condizioni che possano pregiudicare la tutela della salute dei cittadini (art. 11, comma 3, LR 22/2019).
Influenza. Via libera negli Usa al primo vaccino spray ‘fai da te’
(da Quotidiano Sanità) Via libera negli Usa al primo vaccino ‘fai da te’ contro l’influenza stagionale. Si chiama FluMist, è in formato spray nasale e si può fare senza bisogno di rivolgersi a un operatore sanitario. È possibile auto-somministrarselo, oppure farselo ‘spruzzare’ da un’altra persona, purché over 18. FluMist, di MedImmune, è un vaccino a virus attenuato approvato per la prevenzione dell’influenza da virus influenzali A e B nelle persone di età compresa fra 2 e 49 anni, spiega la Food and Drug Administration statunitense. Viene utilizzato in modo sicuro ed efficace da diversi anni. L’ente regolatorio Usa lo ha infatti autorizzato nel 2003 per l’uso dai 5 ai 49 anni, e nel 2007 ha incluso anche i bambini dai 2 ai 5 anni. Finora, però, doveva essere somministrato da un operatore sanitario. Da oggi, invece, le opzioni diventano due: il vaccino può essere somministrato da un operatore sanitario in contesti sanitari (farmacie comprese), oppure può essere auto-somministrato o somministrato da un assistente non sanitario di età pari o superiore ai 18 anni. Per ottenerlo è comunque necessaria una prescrizione medica.
Long Covid pediatrico: può durare anche tre anni e impedire la ripresa della vita normale
(da fimmg.org) È il lavoro di follow-up più lungo mai effettuato finora in età pediatrica sulle conseguenze dell”infezione da SARS CoV-2 nella popolazione pediatrica ed ha prodotto una serie di risultati importanti, su più fronti. Condotto su circa 1.300 pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni, seguiti presso l”Ambulatorio del Post-Covid pediatrico del Gemelli, lo studio, pubblicato su ‘eClinical Medicine’, rivista parte di The Lancet Discovery Science, si è focalizzato sui casi di Long Covid pediatrico, comparsi dopo la prima infezione o dopo le reinfezioni e sulla loro durata. Obiettivo del lavoro era descrivere le caratteristiche del Long Covid nei pazienti in età pediatrica, di valutare la presenza di fattori in grado di predire il rischio di sviluppare Long Covid e di valutare il ruolo del vaccino nel prevenire il Long Covid, il rischio di reinfezioni o la comparsa di malattie autoimmuni.
I telefoni cellulari non sono collegati al cancro al cervello
(da DottNet) I telefoni cellulari non sono collegati ai tumori al cervello e alla testa, anche se utilizzati a lungo o nel corso di molti anni. Lo ribadisce una revisione completa dei dati disponibili, commissionata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e pubblicata sulla rivista ‘Environment International’. I cellulari, come tutto ciò che utilizza la tecnologia wireless, inclusi laptop e tv, emettono radiazioni elettromagnetiche a radiofrequenza, o onde radio. Sulla base di alcuni primi studi che mostravano che poteva esserci una possibile associazione con il cancro al cervello derivante dall’uso di questi telefoni per molte ore, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Oms ha designato i campi a radiofrequenza dei cellulari come un ‘possibile’ rischio di cancro, categoria in cui rientrano centinaia di altri agenti e ben diversa da sostanze ‘certamente’ cancerogene come il fumo.
Da allora sono stati pubblicati molti altri studi di coorte più approfonditi che hanno avuto risultati diversi. In ultimo la nuova revisione sistematica guidata dall’Australian Radiation Protection and Nuclear Safety Agency (Arpansa), che ha esaminato oltre 5000 studi, tra cui sono stati identificati i più rigorosi dal punto di vista scientifico. L’analisi finale ha incluso 63 studi osservazionali sugli esseri umani pubblicati tra il 1994 e il 2022, rendendola la revisione più completa finora condotta. “Abbiamo concluso che le prove non mostrano un collegamento tra telefoni cellulari e cancro al cervello o altri tumori alla testa e al collo”, ha affermato l’autore principale, il professore associato Ken Karipidis, vicepresidente della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti. La revisione non ha trovato infatti alcuna associazione tra l’uso del cellulare e il cancro, nessuna associazione con l’uso prolungato (utilizzo per 10 anni o più) né con la quantità di utilizzo (il tempo trascorso al telefono). Lo dimostra il fatto che “anche se l’uso del cellulare è salito alle stelle, i tassi di tumore al cervello sono rimasti stabili”, ha affermato Karipidis.
Gli agrumi possono combattere la malattia parodontale?
(da Odontoiatria33) E’ noto come la malattia parodontale sia una malattia infiammatoria causata da un’infezione batterica parodontale patogena che colpisce la salute orale e interna. Una buona igiene orale è essenziale per la prevenzione, ma la maggior parte dei prodotti per l’igiene orale da banco sono disinfettanti che possono essere irritanti. Questo li rende inadatti all’uso da parte di bambini piccoli e anziani, che sono suscettibili alla malattia parodontale.
Per trovare un antibatterico che sia facile da usare ed efficace nel prevenire la malattia parodontale a tutte le età, il professor Shigeki Kamitani della Graduate School off Human Life and Ecology dell’Università Metropolitana di Osaka ha guidato un gruppo di ricerca per verificare l’effetto antibatterico di sette diversi composti. Il prunina laurato (Pru-C12) e i suoi analoghi sono stati testati contro il batterio parodontale patogeno, Porphyromonas gingivalis.
Questo composto derivato da sostanze naturali ha mostrato una significativa attività antimicrobica, suggerendo il suo potenziale come trattamento per le malattie parodontali, in particolare per la sua azione contro batteri dannosi della cavità orale. I risultati hanno mostrato che, sebbene molti dei composti abbiano inibito la crescita batterica, Pru-C12, che può derivare da biomassa come le piante di agrumi e componenti derivati dalla noce di cocco, ha avuto il più alto effetto antimicrobico. Tre degli inibitori più potenti hanno anche inibito la formazione di biofilm. Inoltre, Pru-C12 ha inibito il riassorbimento osseo alveolare in un modello sperimentale di parodontite di topo per infezione da P. gengivalis. Questi risultati, hanno sottolineato i ricercatori, possono essere utili nello sviluppo di prodotti per l’igiene orale per la prevenzione e il controllo della malattia parodontale e dei disturbi correlati.
Il medico di carta
Ndr: Oggi pubblichiamo questa lettera inviata da un collega a “Quotidiano Sanità” la settimana scorsa. In essa si possono leggere le difficoltà e le complicazioni recenti dei medici territoriali, non a caso, rispettivamente, in aumento (le complicazioni burocratiche) e in diminuzione (i medici territoriali)
Gentile Direttore,
provo a spiegare il senso di stanchezza e demotivazione che mi assale quando leggo la posta e trovo la solita sconcertante mail della mia azienda. L’ultima perla amministrativa arriva per Ferragosto, evidentemente cerca di eludere l’attenzione in un clima di caldo festaiolo: le deiezioni amministrative richiedono tempo e luogo giusto, così si spacciano per robetta da poco. Per quanto, l’odore, rimane lo stesso. La perla riguarda la richiesta e autorizzazione di trasferimento dei pazienti dall’abitazione ad una struttura di ricovero, quali RSA, Ospedale o Ospedale di Comunità.
All’inizio della mia folgorante carriera di medico di base, bastava una telefonata al Suem 118 per organizzare il trasporto in ambulanza. Poi, per volontà insondabili ma sicuramente di ampio spessore burocratico, veniva richiesta opportuna impegnativa rossa da consegnare ai congiunti del paziente da trasferire. Poi, la creatività dell’amministratore di turno ha ideato e voluto un modulo che inizialmente constava di una sola pagina, di rapida compilazione da consegnare ai congiunti di cui sopra, pochi dati salienti e pochi minuti dedicati, ma da aggiungere a tutta una serie di altri moduli che nel totale fa una pila di cartaceo a cui dedicarsi a fine giornata. Ma negli insondabili circuiti neuronali degli amministratori, deve essere scattata una profonda crisi di impegno istituzionale di stampo tecnico-scientifico, perché sotto Ferragosto, il modulo è raddoppiato: due pagine, con i dati anagrafici, fiscali, clinico-anamnestici, fenotipo e posizione geografico-logistica del paziente e, sicuramente in futuro, qualche dato genetico.
Se questa fosse una delle poche incombenze burocratiche, sarebbe accettabile, ma si aggiunge a tutta una serie di altre corbellerie che calano dall’alto dell’empireo aziendale senza alcuna preventiva consultazione o discussione: solo diktat a cui obbedire “uso ad obbedir, tacendo”, come recita il motto dei Carabinieri. Ma la desolante stanchezza e frustrazione, nascono da quello che si evince da questi diktat: la considerazione con cui veniamo trattati noi medici di base. Ignoranti e muti compilatori di moduli perché è risaputo che il nostro impegno clinico non è riconosciuto da nessuno, siamo gli sfaccendati che aprono bottega solo tre ore al giorno e, talmente in basso nella squadra del SSN, da esserne esclusi e impiegati per la compilazione di ricette, certificati e moduli.
Gli uscieri o portinai del SSN. Noi puliamo le scale e i capi decidono come e quando.
Dopo quasi quaranta anni di professione, mi arrivano mail con i report di prescrizione farmaceutica con i “consigli” per moderare la spesa, quando anche mia nonna sa che la maggior parte della prescrizione è indotta dai medici specialisti, quelli bravi che nessuno controlla perché bravi.
Noi asini del ricettario abbiamo bisogno di un supplemento di istruzioni dai farmacisti della USL laureati l’altro ieri. Sempre da asini, ci viene ordinato un atto notarile in triplice copia per trasferire un paziente. Sempre da asini, l’azienda ci organizza incontri sulle prescrizioni incongrue di esami imaging e di laboratorio, perché non sappiamo ancora prescrivere, dopo quaranta anni, ignorando con pervicacia quanto sbagliata sia la nostra posizione contrattuale che ci pone costantemente nei ricatti prescrittivi di pazienti e medici specialisti privati.
Tutto questo, non è solo offensivo, e su questo ormai da anni abbiamo chinato la testa rassegnati, ma produce stanchezza e demotivazione. Quella voglia di mollare tutto se non fosse per quanto dovuto ai pazienti e alla nostra professione in cui crediamo ancora, nonostante tutto.
Una volta, quando incontravi un collega medico di base, la domanda era: quando vai in pensione? Ora la domanda è: cosa farai dopo morto?
Dott. Enzo Bozza
Medico di base per i Comuni di Vodo e Borca di Cadore (BL)