Legge anti-violenza su operatori sanità, pene fino a 16 anni e multe fino a 5mila euro
(da Adnkronos Salute) - Dopo due anni, con il via libera all’unanimità dell'Aula del Senato, il Ddl 'anti-violenze' a tutela degli operatori sanitari è legge. Il provvedimento prevede, tra le misure principali, in caso di aggressioni a medici e personale, la reclusione fino a 16 anni e sanzioni fino a 5.000 euro, l'istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie presso il ministero della Salute e dei protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi. Nel dettaglio, l'articolo 4 della legge estende al "personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell’esercizio delle sue funzioni o a causa delle funzioni o del servizio, nonché a chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, nell'esercizio o a causa di tali attività" le stesse pene previste nell'articolo 583-quater del codice penale. Ovvero: le lesioni gravi o gravissime sono punite con pene aggravate: per le lesioni gravi, la reclusione da 4 a 10 anni e per quelle gravissime da 8 a 16 anni. L'articolo 6 prevede inoltre che i reati di percosse e lesioni siano procedibili d'ufficio quando ricorre l'aggravante che consiste nell'avere agito in danno di operatori sanitari.
Covid è costato 900 milioni di euro
(da DottNet) Il costo stimato dei casi guariti o deceduti per Covid-19 che sono stati trattati dal Servizio sanitario nazionale raggiunge i 657 milioni di euro, anche se tenendo presente i livelli di gravità al 14 luglio della quota dei casi in trattamento si arriva a più di 900 milioni di euro. E' quanto si legge nella 17/a puntata dell'Instant report Covid-19, un'iniziativa dell'Altems, l'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell'Università Cattolica, di confronto dell'andamento della diffusione del Sars-Cov-2 a livello nazionale. Sull'evoluzione dei livelli di gravità dal 30 giugno al 14 luglio lo studio segnala un aumento della quota sia di casi tanto gravi da richiedere terapia intensiva (dall'1,94% del 30 giugno al 2,66% del 14 luglio) sia di casi che hanno richiesto il ricovero (da 17,47% a 26,50%). «Ciò porta la stima di spesa a oltre 900 milioni di euro», afferma la dottoressa Rossella Di Bidino, research fellow Altems. Dal gruppo di lavoro hanno anche aggiornato la stima dei costi per giornate in terapia intensiva. Date le 186.077 giornate di degenza in terapia intensiva (al 21 luglio, secondo dati del Ministero della Salute), e assunto un costo giornaliero medio di 1.425 euro, il costo totale a livello nazionale si stima superi i 265 milioni di euro. «Si conferma l'analisi esplorativa già pubblicata relativa alquadro pre-Covid 19 che evidenziava una «perdita» di ricoveri non-Covid oltre i 3,3 miliardi di euro», dicono da Altems.
Studio sul Covid dell’Ausl Romagna finisce sulla prestigiosa rivista scientifica “Radiology”
Ampliata la platea per i mutui Enpam
(da Enpam.it) L’Enpam ha modificato il proprio bando per la concessione dei mutui ai medici e agli odontoiatri allargando la platea dei potenziali beneficiari. L’ente previdenziale ha innalzato il limite d’età, che è ora di 40 anni per tutti, e ridotto sia il reddito minimo richiesto (20mila euro annui lordi per chi ha un regime agevolato e per chi frequenta un corso post laurea) sia l’anzianità di contribuzione necessaria, che passa da due anni a un anno. Con le nuove disposizioni, approvate dal Cda dell’Enpam lo scorso 30 luglio, è stata anche introdotta una clausola che facilita la concessione dei mutui anche a chi cominciato un corso di specializzazione o di formazione in medicina generale meno di un anno fa. I mutui sono destinati all’acquisto o ristrutturazione della prima casa o dello studio professionale. È possibile chiedere fino a 300mila euro in caso di acquisto o 150 mila euro per ristrutturare un immobile di proprietà. Il mutuo è aperto anche alle società purché tutti i professionisti che ne fanno parte abbiano i requisiti necessari. Il tasso fisso è pari all’1,7%, più basso rispetto agli anni passati. Scopo di quest’iniziativa Enpam è sostenere i professionisti nella fase iniziale della propria carriera quando, in assenza di garanzie reddituali consolidate, è più difficile ottenere mutui dalle banche. Una volta avviata la professione, gli iscritti potranno poi sempre ottenere una surroga nel caso trovassero nel mercato creditizio finanziamenti con condizioni più vantaggiose. Tutte le istruzioni con i link al Bando e al Regolamento sono al LINK https://www.enpam.it/comefareper/accedere-al-credito-agevolato/mutui/
Decreto semplificazioni sospende dall’Albo chi non ha la Pec. Ecco cosa prevede la norma
Coronavirus: effetto Covid, italiani più attenti a salute e Ssn
(da AGI) Il livello di consapevolezza degli italiani sui temi della loro salute, di quella dei propri cari, dei comportamenti utili alla minimizzazione di possibili trasmissioni di malattie e della disponibilità del nostro sistema sanitario, è profondamento cambiato attraverso il periodo della pandemia di Covid-19 in Italia. Per questo GSK Consumer Healthcare (CH), azienda leader nel settore Consumer Healthcare in Italia, ha commissionato uno studio internazionale all’istituto di ricerca Ipsos MORI per approfondire questo tema, con un focus sull’Italia.
ENPAM: Aperte le dichiarazioni online per i redditi libero-professionali
(da www.enpam.it) Per tutti i medici e i dentisti si è aperta la procedura per dichiarare il reddito libero professionale prodotto nel 2019. La scadenza per l’invio del modello D è stata posticipata al 30 settembre a causa della pandemia. Stesso rinvio anche per chiedere l’addebito diretto dei contributi e scegliere di pagare a rate. Da quest’anno il modello personalizzato sarà reperibile solo online e non verrà spedito per posta. Il consiglio quindi, per chi non fosse iscritto all’area riservata, è di affrettarsi a registrarsi al sito Enpam per evitare di trovarsi a ridosso delle scadenze.
La salute dipende dal reddito, ma anche dal Paese in cui si vive
(da Univadis) Sia in Europa che negli Stati Uniti sono state evidenziate differenze negli esiti di salute di adulti tra i 55 e i 64 anni in relazione alle disparità socio-economiche, con esiti migliori per i redditi più elevati. Il reddito potrebbe essere associato a salute e accesso alle cure, soprattutto in contesti nei quali la copertura sanitaria pubblica è limitata. Tali differenze sono infatti significativamente più ampie negli USA che in Inghilterra per la maggior parte degli esiti analizzati. Tra le persone con redditi bassi, gli statunitensi hanno esiti di salute peggiori rispetto agli inglesi. Politiche e interventi sanitari volti a ridurre queste differenze dovrebbero essere la priorità negli Stati Uniti.
Specializzazioni mediche. Via il limite di scelta di 3 scuole.
Chi si iscrive ai corsi di formazione in medicina generale può partecipare ai bandi solo al termine del corso. Mur cambia il regolamento. Leggi l'articolo ed il nuovo Regolamento al LINK
http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=87267&fr=n
Osteoartrite del ginocchio: la riabilitazione è più efficace delle iniezioni di glucocorticoidi
(da Univadis) Una sperimentazione randomizzata ha arruolato 156 pazienti con osteoartrite del ginocchio (età media 56 anni) e ha riscontrato una riduzione significativamente superiore del punteggio del dolore e della disabilità funzionale WOMAC, associato al trattamento mediante riabilitazione (in media 12 sessioni) rispetto a quello con iniezioni di glucocorticoidi (da 2 a 3 iniezioni). Dopo un anno, nel gruppo della riabilitazione rispetto al gruppo delle iniezioni di glucocorticoidi la variazione del punteggio WOMAC è maggiore (riduzione rispettivamente da 107 a 35 e da 108 a 55), dimostrando un beneficio superiore.
(Physical Therapy versus Glucocorticoid Injection for Osteoarthritis of the Knee https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1905877)
Dolore lombare, la risonanza magnetica può aspettare
(da Univadis) Un’analisi del Veteran Affairs (VA) Health System, il più grande sistema sanitario degli Stati Uniti, mostra che alcuni medici non si attengono alle linee guida dell’American College of Physicians e dell’American Pain Society che raccomandano di non prescrivere la risonanza magnetica nelle prime 6 settimane di un episodio di dolore lombare in assenza di red flag. Anche se nel VA Health System questa percentuale è più bassa che in altre realtà gestite tramite assicurazione sanitaria, l’uso inappropriato dell’imaging comporta costi diretti e indiretti, dovuti a interventi associati a esiti simili o persino peggiori per i pazienti.
Il funzionamento della dieta dipende dai primi giorni
Telemedicina, Fnomceo a Regioni: rinviare esame del provvedimento. Serve Tavolo congiunto
I sei tipi distinti di Covid-19 in base ai sintomi
(da DottNet) Sulla base dei sintomi e della gravità si possono distinguere 'sei tipi' di Covid-19, in base ai quali si può prevedere l'andamento della malattia. Lo afferma uno studio, ancora non sottoposto ad una rivista accademica, messo a punto con i dati di un'app in cui i pazienti dovevano inserire i sintomi accusati. I ricercatori hanno analizzato con un algoritmo i dati forniti dalla applicazione, ricavando sei differenti tipologie di pazienti. Il primo è stato denominato 'simil influenza senza febbre', caratterizzato oltre che dai sintomi classici influenzali anche dalla perdita del senso del gusto. Il secondo tipo è 'similinfluenzale con febbre' e si distingue dal precedente per la presenza di raucedine e perdita di appetito. Poi c'è il Covid 'gastrointestinale', che non ha tosse ma ha sintomi come la diarrea. Oltre a queste tipologie ce ne sono poi tre gravi: quella di livello uno, oltre a molti dei sintomi delle altre, è contraddistinta dalla fatica cronica, la seconda dallo stato confusionale e la terza da sintomi gravi respiratori e addominali. Solo l'1,5% dei pazienti del primo tipo ha bisogno del supporto respiratorio, che serve invece al 20% di quelli del gruppo 6. "Questa scoperta ha implicazioni importanti per la terapia e per il monitoraggio delle persone più vulnerabili al Covid-19 - spiega Claire Steves del King's College di Londra, l'autrice principale - Se si può predire al quinto giorno di malattia di che tipo di paziente si tratta c'è tempo per un supporto precoce, come il monitoraggio dell'ossigeno nel sangue e dei livelli di zuccheri".
