Contro il coronavirus la ‘multi-disciplinarietà è il fattore chiave

(da DottNet)   La cooperazione multidisciplinare, l'osservanza dei principi sanitari basati su prove scientifiche e l'innovazione sono risultati fondamentali per il trattamento dei pazienti positivi al coronavirus a Shanghai. Lo ha affermato in conferenza stampa a Pechino il dott. Zhang Wenhong, direttore del Center for Infectious Disease dello Shanghai Huashan Hospital della Fudan University.

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ENPAM: Ampliato il bonus da 1.000 euro

(da enpam.it )   L’Enpam estende la platea dei beneficiari del proprio bonus di mille euro ai giovani, agli iscritti in difficoltà con i contributi previdenziali e ai pensionati che ancora lavorano. Stiamo parlando di categorie di liberi professionisti che in un primo momento erano rimaste escluse dalle prime misure, e che ora potranno richiedere il nuovo bonus denominato Enpam+ (più).  “È un altro tassello che si aggiunge, a conferma che Enpam non lascia nessuno indietro – dice il presidente Alberto Oliveti –. Speriamo solo che i tempi siano brevi perché, anche se siamo una fondazione privata, per i provvedimenti che aumentano le prestazioni abbiamo bisogno del via libera ministeriale. Confidiamo comunque che anche in questo caso arrivi celermente, visto che nel caso del primo bonus l’ok dei vigilanti è arrivato in meno di un mese.”.  Alla platea dei 133mila possibili interessati dal primo provvedimento, con il bonus Enpam+ si aggiungono ulteriori 31mila potenziali beneficiari. 

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Garante privacy: i dentisti possono chiedere informazioni sul Covid

(da Odontoiatria33)   Il Garante, nelle FAQ pubblicate oggi sul proprio sito torna sulla questione della possibilità di richiedere al paziente le informazioni sullo stato di salute necessarie per capire se possa essere affetto da coronavirus.   Alla specifica domanda che interroga se “I dentisti possono raccogliere informazioni sullo stato di salute del paziente in relazione al COVID 19?”, il Garante così risponde:   “Tutti i professionisti sanitari possono raccogliere le informazioni che ritengono necessarie nell’ambito delle attività di cura dei loro pazienti, ivi comprese quelle legate alla presenza di sintomi da COVID-19. Come ogni altro operatore sanitario, i dentisti sono inoltre tenuti a osservare le disposizioni emergenziali, in continua evoluzione, in merito alle misure di profilassi volte a prevenire e a limitare il contagio da COVID-19”.

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App tracciamento. Governo approva il decreto: volontaria, nessuna geolocalizzazione e dati cancellati entro dicembre 2020. Nessun ruolo a company private

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con una serie di misure in materia di giustizia all'interno del quale anche le regole per la gestione della App che dovrà monitorare il tracciamento dei contagi da Covid 19. Lo scopo quello di allertare le persone che siano entrate in contatto con soggetti risultati positivi al nuovo coronavirus e tutelarne la salute attraverso le previste misure di profilassi legate all'emergenza sanitaria.  Leggi l'articolo completo al LINK     

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=84715&fr=n

Isolamento da Covid-19: aumento di peso per il 40% degli italiani

(da Nutrienti e Supplementi - Nicola Miglino)     La vita in isolamento rischia di farci fare i conti con un’eredità pesante, anche in termini di nuove abitudini alimentari e relative ricadute. A rivelarlo, un’indagine realizzata da Villa Miralago (centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare) e dalla School of management (Som) del Politecnico di Milano, attraverso un questionario online per comprendere il ruolo che il cibo e l’alimentazione in generale stanno avendo durante questo periodo di isolamento.   In pochi giorni, circa 8.300 persone hanno risposto compilando il questionario. “Abbiamo quindi lavorato per estrarre dal campione complessivo un sotto-campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana in termini di sesso, età, distribuzione geografica, titolo di studio e situazione economica”, spiegano i promotori.   I risultati emersi dalla survey, con riferimento a 1.000 questionari rappresentativi della popolazione nazionale, descrivono la condizione psicofisica degli italiani durante l’emergenza Covid-19 e sono suddivisi in tre campioni di studio (Lombardia-Veneto, Emilia Romagna, Piemonte-resto d’Italia) a seconda dell’impatto, rispettivamente alto-medio-basso, dell’epidemia sul territorio nazionale.  Riguardo alle abitudini alimentari è emerso che un italiano su due in questo momento consuma cibi più freschi (carne, pesce, uova, latticini) unitamente a frutta e verdura, preferendo il consumo di acqua agli altri tipi di bevanda. Da non sottovalutare, però, il fatto che un italiano su quattro stia consumando bevande zuccherate (succhi di frutta e bibite gassate) e che in pochissimi si stanno informando su quale sia l’alimentazione più corretta per fronteggiare il Covid-19 e l’isolamento.  “Un italiano su 4 riferisce una diminuzione del peso, mentre il 40% è ingrassato”, spiegano i ricercatori. “Tale variazione interessa più frequentemente le donne, è maggiormente riscontrabile nella fascia di popolazione più preoccupata per l’impatto economico dell’emergenza e in un range di età compreso tra i 30 e i 50 anni. Vi è una correlazione chiara in tutta Italia tra preoccupazione economica e variazione di peso; inoltre, più della metà di coloro che hanno aumentato l’introito calorico lo ha fatto per gola-noia-nervosismo, mostrando l’insorgenza di un emotional eating”.  Più della metà della popolazione sta facendo meno attività fisica del solito e circa un italiano su tre ha visto peggiorare la qualità del sonno. Quasi 4 cittadini su 10 la cui qualità del sonno è peggiorata significativamente cercano aiuto in diversi prodotti per la gestione dell’emotività tra cui sostanze naturali, fitofarmaci, ansiolitici e antidepressivi.  “Questi dati dovrebbero essere monitorati nel tempo per comprendere la possibile emergenza di disequilibri psico-fisici nella popolazione”, osservano gli autori dell’indagine.  Infine, non si evidenziano differenze statisticamente significative tra le varie regioni italiane.  “Si iniziano a intravedere alcuni segnali di un possibile disagio emergente quali peggioramento della qualità del sonno, aumento del consumo di prodotti per la gestione delle preoccupazioni emotive, variazione di peso per emotional eating, che mostrano l’importanza di tenere monitorata nel tempo la tenuta psico-fisica della popolazione”, concludono i ricercatori.

La pandemia ha condizionato la domanda di salute laddove la politica aveva fallito

La pandemia è riuscita a condizionare la domanda laddove la politica sanitaria aveva miseramente fallito. Un ritorno all'autocura, le sbucciature affidate ai rimedi della nonna, il mal di gola ai rimedi da banco, i piccoli malanni alla sopportazione! La pandemia ha posto barriere (la paura del contagio) all'accesso alle prestazioni sanitarie   Leggi l'articolo completo al LINK     

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=84594&fr=n

Inail, oltre 28mila i contagi professionali da Covid-19, 45% operatori sanitari

(da Adnkronos Salute)   Sono più di 28mila i contagi da Covid-19 di origine professionale denunciati all’Inail tra la fine di febbraio e lo scorso 21 aprile. Il 45,7% riguarda la categoria dei ‘tecnici della salute’, che comprende infermieri e fisioterapisti, seguita da quella degli operatori socio-sanitari (18,9%), dei medici (14,2%), degli operatori socio-assistenziali (6,2%) e del personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione (4,6%). A rilevarlo, alla vigilia delle celebrazioni del primo maggio, è il primo report dell’Inail dedicato al fenomeno delle infezioni sul lavoro da Covid-19, da cui emerge anche che i casi mortali da contagio sono stati 98 (52 in marzo e 46 in aprile) pari a circa il 40% del totale dei decessi sul lavoro denunciati all’Inail nel periodo preso in esame. 
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La rivincita della scienza sulla classe politica

(da Clinical Network - Danilo Ruggeri)  In Italia sale ai più alti livelli la fiducia nei medici, nei ricercatori e in generale nei professionisti della salute, mentre è in caduta libera quella nei politici. E’ uno degli effetti della COVID-19. Lo rileva un’indagine Omnibus su oltre 63.000 cittadini di Germania, Spagna, Regno Unito e Italia condotta dall’istituto di ricerche tedesco YouGov Deutschland GmbH, per conto del Gruppo STADA.

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Comunicato del Dott. Paganelli Paolo (Presidente Commissione Albo Odonotiatri Forlì-Cesena) su riapertura studi odontoiatrici

Cari Colleghi, l’Ordinanza emessa ieri dalla Regione Emilia Romagna, abolendo di fatto l’efficacia dell’Ordinanza n. 61 dell’11 aprile 2020 che, con l'art. 1, lettera c) imponeva la sospensione di qualunque erogazione di prestazioni programmabili e non urgenti da parte delle strutture del sistema sanitario privato sino al 3 di maggio, riapre di fatto la possibilità tornare ad operare con un’attività di tipo ordinario all’interno dei nostri studi, cosi come in tutta la sanità privata; pertanto saranno nuovamente possibili da oggi non solo le attività urgenti ed indifferibili, ma anche quelle programmabili. . Tuttavia nonostante il “via libera” dell’Ordinanza n. 70 del 27/04/2020 della Regione Emilia-Romagna è vivamente sconsigliato il ripristino immediato della normale e completa attività operativa, in attesa di provvedere all’adozione di tutte le procedure operative ed all’applicazione dei protocolli che usciranno presumibilmente nel giro di qualche giorno dal Tavolo Tecnico presieduto dal prof. Gherlone e che saranno validati dal Ministero della Salute: infatti entro breve, con l’auspicabile successiva validazione ministeriale, verranno proposte alla professione odontoiatrica le misure per tornare alla piena attività con serenità e sicurezza. La tutela della salute del paziente, dell’odontoiatra e del personale di studio ci deve pertanto guidare nella cauta ripresa della nostra attività sempre nel rispetto di scienza, coscienza e responsabilità deontologica. Aggiornare il DVR, adottare ad interim tutte le precauzioni previste dalla più recenti circolari INAIL, della regione Emilia Romagna e dell’Istituto Superiore di Sanità: anche queste sono alcune indicazioni che ci debbono guidare ed orientare nella ripresa della nostra attività lavorativa nel pieno rispetto delle misure di contenimento della diffusione della malattia infettiva a partire dall’uso di idonei Dispositivi di Protezione Individuali. Sconsigliamo qualunque prestazione a quei colleghi che non possiedono all’interno dei loro studi idonei dispositivi di protezione individuali (almeno semimaschere facciali FFP2 senza filtro, schermi facciali, camici monouso) da mettere a disposizione sia degli odontoiatri che del personale dipendente. Ciò va fatto anche al fine di limitare i rischi di natura penale ed assicurativa a carico del responsabile dello studio (titolare o direttore sanitario) in caso di evenienze negative legate alla pandemia. In caso di mancata attuazione di queste misure da parte dei colleghi è opportuno raccomandare di astenersi dal ripristino della normale attività operativa. Auguro a tutti Voi un buon ritorno alla normalità, ma Vi prego di evitare comportamenti imprudenti che annullerebbero l’atteggiamento, fin qui responsabile degli Odontoiatri Italiani che, per tutelare l’interesse collettivo di contenere il contagio, hanno deciso fino ad ora di limitare il loro lavoro alle sole prestazioni urgenti non differibili. Il Presidente CAO Dr. Paolo Paganelli

Apertura attività libero professionali dal 4 maggio

Secondo il Decreto 26.4.20, a partire dal 4 maggio sarà possibile riaprire le attività mediche libero professionali. Secondo l'art. 2, comma 3 del Decreto 26.4.20, "sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica necessità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 146/90". Fra le attività definite essenziali dalla legge 146/90, rientra anche la sanità (art. 1, comma 2, lettera a della legge, riportata sotto). Ulteriore conferma della possibilità di riaprire gli ambulatori medici è data dalla menzione del codice ATECO 86 (assistenza sanitaria) nell'allegato 3 del Decreto, che identifica le attività che possono operare a partire dal 4 maggio p.v. Perché ciò sia possibile, è comunque necessario che siano rispettate le tutele igienico sanitarie indicate negli allegati al Decreto 26.4.20, con particolare riguardo alle disposizioni dell’allegato 4 (norme generiche igienico – sanitarie) e dell’allegato 6 (norme per lo svolgimento di attività lavorative). Per l’organizzazione dell’attività e l'applicazione delle norme di prevenzione del contagio  sarà possibile svolgere attività lavorativa (senza apertura al pubblico) a partire dal 27.4.20 (art. 2 comma 9 Decreto 26.4.20). E’ bene tuttavia ricordare che le indicazioni contenute negli allegati al Decreto 26.4.20 sono rivolte in via generale alla tutela dei lavoratori, ma non sono specifiche per chi svolge la professione medica ed odontoiatrica. Si segnala in particolare che è in corso di elaborazione da parte della CAO presso la FNOMCeO una serie di linee guida che saranno sottoposte a breve all’esame del Ministero della Salute. In attesa della definitiva identificazione delle linee guida per il contrasto al contagio, si segnala che la Federazione ha suggerito agli odontoiatri di procrastinare l’apertura degli studi professionali per evitare di incorrere in possibili conseguenze negative in caso di contagi di pazienti o operatori sanitari.   DPCM 26 aprile 2020 Leggi il precedente articolo su apertura studi     Dott. Michele Gaudio Presidente OMCeO   Avv. Francesco Farolfi Consulente Legale OMCeO --------------------
  1. 12 giugno 1990, n. 146.
Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge. Art. 1
  1. Ai fini della presente legge sono considerati servizi pubblici essenziali, indipendentemente dalla natura giuridica del rapporto di lavoro, anche se svolti in regime di concessione o mediante convenzione, quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla vita, alla salute, alla libertà ed alla sicurezza, alla libertà di circolazione, all'assistenza e previdenza sociale, all'istruzione ed alla libertà di comunicazione.
  2. Allo scopo di contemperare l'esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, di cui al comma 1, la presente legge dispone le regole da rispettare e le procedure da seguire in caso di conflitto collettivo, per assicurare l'effettività, nel loro contenuto essenziale, dei diritti medesimi, in particolare nei seguenti servizi e limitatamente all'insieme delle prestazioni individuate come indispensabili ai sensi dell' articolo 2:
  3. a) per quanto concerne la tutela della vita, della salute, della libertà e della sicurezza della persona, dell'ambiente e del patrimonio storico-artistico: la sanità; l'igiene pubblica; la protezione civile; la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani e di quelli speciali, tossici e nocivi; le dogane, limitatamente al controllo su animali e su merci deperibili; l'approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, nonché la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi; l'amministrazione della giustizia, con particolare riferimento ai provvedimenti restrittivi della libertà personale ed a quelli cautelari ed urgenti, nonché ai processi penali con imputati in stato di detenzione; i servizi di protezione ambientale e di vigilanza sui beni culturali; l'apertura al pubblico regolamentata di musei e altri istituti e luoghi della cultura, di cui all'articolo 101, comma 3, del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
  4. b) per quanto concerne la tutela della libertà di circolazione: i trasporti pubblici urbani ed extraurbani autoferrotranviari, ferroviari, aerei, aeroportuali e quelli marittimi limitatamente al collegamento con le isole;
  5. c) per quanto concerne l'assistenza e la previdenza sociale, nonché gli emolumenti retributivi o comunque quanto economicamente necessario al soddisfacimento delle necessità della vita attinenti a diritti della persona costituzionalmente garantiti: i servizi di erogazione dei relativi importi anche effettuati a mezzo del servizio bancario;
  6. d) per quanto riguarda l'istruzione: l'istruzione pubblica, con particolare riferimento all'esigenza di assicurare la continuità dei servizi degli asili nido, delle scuole materne e delle scuole elementari, nonché lo svolgimento degli scrutini finali e degli esami, e l'istruzione universitaria, con particolare riferimento agli esami conclusivi dei cicli di istruzione;
  7. e) per quanto riguarda la libertà di comunicazione: le poste, le telecomunicazioni e l'informazione radiotelevisiva pubblica.

Iss, l’esito del Covid si decide nei primi 15 giorni di contagio

(da DottNet)   La storia dell'evoluzione del coronavirus si decide nei primi 10-15 giorni della malattia. L'esito finale, favorevole o sfavorevole, dell'infezione da Covid-19 si decide infatti nei primi 10-15 giorni dal contagio. E tutto si giocherebbe su tre elementi cruciali: l'esposizione virale, la debolezza immunitaria o uno sforzo fisico intenso nei giorni dell'incubazione. A dimostrarlo è uno studio dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che mette insieme il puzzle delle manifestazioni cliniche del virus, dalle forme asintomatiche alla morte. 
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