È ufficiale, il coronavirus è trasportato dal particolato atmosferico

(da Agi)  A poco più di un mese dalla pubblicazione di un Position Paper sulla "Valutazione della potenziale relazione tra l'inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione dell'epidemia da Covid-19" (https://www.agi.it/cronaca/news/2020-03-22/contagi-morti-lombardia-coronavirus-7761453/) la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) annuncia che il coronavirus SARS-Cov-2 è stato ritrovato sul particolato (PM). "Questa prima prova apre la possibilità di testare la presenza del virus sul particolato atmosferico delle nostre città nei prossimi mesi come indicatore per rilevare precocemente la ricomparsa del coronavirus e adottare adeguate misure preventive prima dell'inizio di una nuova epidemia", anticipa il professor Alessandro Miani, presidente della Sima.

Anziani e Covid, “non è un fatto anagrafico”

(da DottNet e Ansa.it)     "Il Covid-19, lo dicono i numeri, è più letale con gli anziani, ma non è l'età il fattore determinante. Aggredisce chi è particolarmente fragile". Lo ha spiegato all'ANSA Roberto Pili, medico e presidente della Comunità mondiale della longevità.
Leggi tutto

Coronavirus, arriva dall’Emilia-Romagna la svolta per le prognosi dei pazienti Covid

(da Univadis)  Lo studio di un team di medici dell'Ospedale di Piacenza pubblicato su 'Radiology': valutazione immediata del rischio reale, se e come la malattia evolverà, ricovero necessario oppure no. L'assessore Donini: "Motivo di grande orgoglio per l'intera comunità regionale"    La ricerca, accettata per la pubblicazione da una delle più autorevoli riviste della comunità scientifica internazionale, fornisce indicazioni concrete per individuare le persone più a rischio e, dunque, il percorso terapeutico più idoneo.

Leggi tutto

Coronavirus. Zucchelli: “La Fondazione è aperta a tutti”. L’Onaosi assisterà tutti gli orfani dei sanitari morti per Covid-19

L’Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari Italiani, da anni impegnata al fianco dei sanitari, insieme all’Associazione Mogli dei Medici italiani ha deciso di aprire i propri servizi anche ai figli degli operatori sanitari non contribuenti. Potranno essere ospitati presso il Collegio Unico di Perugia ed essere assistiti dal personale e dai tutor della Fondazione  Leggi l'articolo completo al LINK

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=84370&fr=n

Coronavirus: il 43% dei positivi è asintomatico

(da DottNet)   Quasi una persona su due tra chi è positivo al test per il coronavirus è asintomatico. Lo ha scoperto uno studio condotto in Islanda, pubblicato dal New England Journal of Medicine, basato su una serie di test di massa su una percentuale notevole della popolazione. Lo Studio relativo alla diffusione precoce in Islanda del virus SARS-Cov-2, è stato realizzato da un team composto da ricercatori di deCODE Genetics,società controllata da Amgen, Operatori del Ministero della Salute islandese e dell'Ospedale Universitario Nazionale (NUHI). Dall'analisi sono stati identificati almeno due sottotipi virali, il sottotipo A2, originario da Austria e Italia e il sottotipo A1, prevalente in Paesi come il Regno Unito. E, inoltre, nei campioni di virus testati, sono state scoperte 409 mutazioni, tra cui 291 nuove mutazioni che non sono state identificate altrove.  "Per rallentare, il più rapidamente possibile, la curva di propagazione di questa pandemia abbiamo necessità di informazioni scientificamente precise su come il virus si diffonda nelle comunità", ha affermato Robert A. Bradway, Presidente e Amministratore Delegato di Amgen. "Credo che la rapida risposta di deCODE a questa emergenza e le intuizioni che hanno generato daranno al resto del mondo una base scientifica più solida per assumere provvedimenti in materia di salute pubblica".

COVID-19. Le raccomandazioni di Choosing Wisely International.

Mascherine per tutti e consulto con familiari prima di intubare pazienti anziani fragili. No a farmaci di efficacia non dimostrata   Sono solo alcune delle raccomandazioni messe a punto dal movimento internazionale (lanciato in Italia da Slow Medicine nel 2012). a lista è stata divulgata il 2 aprile ed è pubblicata nel sito di CW Italy nella versione inglese e nella traduzione italiana. Le nove raccomandazioni su pratiche a rischio di inappropriatezza nel corso dell’epidemia di COVID-19, quattro per i cittadini e cinque per i professionisti, come di consueto riguardano cose da NON fare e sono accompagnate da un razionale e da note bibliografiche.  Leggi l'articolo completo al LINK

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=83975&fr=n

Dalla Teledentistry possibili aiuti per lo studio al tempo del coronavirus

(da Odontoiatria33)  La tele-odontoiatria (Teledentistry) è un consulto dentale o la pianificazione di un piano di trattamento realizzato grazie allo  scambio di informazioni e di immagini cliniche che avviene tramite l’utilizzo delle telecomunicazioni, tra un paziente e un odontoiatra posti a distanza. In questi giorni di emergenza in cui i dentsiti sono chiamati a gestire con attenzione gli spostamenti dei paziente, e valutare se doverlo trattare ed in che modalità, può risultare utile per evitare un contatto diretto che potrebbe risultare inutile.  “In Italia, per vari motivi non ultime le implicazioni medico legali, la Teledentristry non è molto utilizzata ma oggi può rilevarsi utile”, ci dice Davis Cussutto, odontoiatra, utilizzatore di nuove tecnologie applicate al settore, ed autore di volumi dedicati alla comunicazione studio paziente.

Leggi tutto

Coronavirus. L’appello di 100 mila medici a Governo e Regioni: “Pazienti vanno trattati il più presto possibile sul territorio”

In una lettera vengono dettate le priorità: “Oltre ai Dispositivi di Protezione e ai Tamponi, chiediamo di Rafforzare il Territorio, vero punto debole del Servizio Sanitario Nazionale, con la possibilità per squadre speciali, nel decreto ministeriale del 10 Marzo, definite USCA, di essere attivate immediatamente in tutte le Regioni”.  Leggi l'articolo completo al LINK

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=84198&fr=n

Coronavirus, allo studio l’estensione della tutela Inail ai medici liberi professionisti.

(da Fimmg.org)  Nel corso di un incontro in conference call, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri (Enpam), la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) e l’Inail hanno deciso di costituire un gruppo di lavoro per studiare un rafforzamento delle tutele garantite ai medici, attualmente impegnati nella gestione dell’emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus.  Il gruppo di lavoro valuterà, in particolare, la possibilità di estendere ai medici e odontoiatri liberi professionisti e convenzionati, che attualmente non beneficiano della copertura assicurativa Inail, la tutela dell’Istituto per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che causano inabilità temporanea, inabilità permanente o morte

Fnomceo: “Con la pandemia è emersa inesorabile l’impossibilità per lo Stato di governare 21 sanità regionali”

L’Ordine dei medici torna sulla questione del titolo V della Costituzione. “È emersa la carenza di un centro unico di governance, ad esempio per la raccolta di dati e informazioni, che selezionasse le sperimentazioni più efficaci e standardizzasse velocemente la risposta in tutto il territorio, in modo coerente in tutto il Paese”. Leggi l'articolo completo al LINK

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=84086&fr=n

Coronavirus, linee guida Oms su mascherine. No a uso generalizzato

(da Doctor33)   «L'uso esteso di mascherine da parte di persone sane nell'ambiente della comunità non è supportato da prove e comporta incertezze e rischi. Non esistono al momento evidenze secondo cui indossare una mascherina (sia medica che di altro tipo) da parte di tutta la comunità possa impedire la trasmissione di infezione da virus respiratori, incluso Covid-19». Lo ribadisce l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in un nuovo documento con linee guida e criteri per sostenere i Paesi nel prendere una decisione sull'utilizzo generalizzato delle mascherine da parte della popolazione.
Leggi tutto

Impatto della pandemia Covid-19 sui Medici di Medicina Generale: stato attuale e nuove prospettive

Carissimi Colleghi,
la pandemia da Covid-19 ha cambiato in questi mesi la nostra vita e il nostro modo di lavorare. In particolare quello dei Medici di Medicina Generale, sin da subito si sono trovati in prima linea ad affrontare enormi difficolta cliniche e logistiche.
Abbiamo deciso di creare una survey(tempo di compilazione 5 minuti) con l'intento di avere una fotografia del modo di affrontare l'epidemia da parte dei Medici di Medicina Generale nelle diverse province italiane. Inoltre, vorremo interrogarvi sulle prospettive future: cosa ci porteremo dietro da questa epidemia? Ci sono insegnamenti che potranno rivelarsi utili in futuro?
Le risposte del questionario saranno registrate in forma rigorosamente anonima e saranno considerate per un'eventuale pubblicazione scientifica in un giornale peer-reviewed in modo da essere consultabili da tutti voi.
Termine ultimo compilazione Survey 30 Aprile 2020

Convivere con COVID-19. Una proposta per riaprire l’Italia, gestendo in modo sicuro la transizione da pandemia a endemia

L'hanno messa a punto il virologo Roberto Burioni insieme a diversi esperti e con la sottoscrizione di Fnomceo, Enpam e Fimmg, nonchè della Società italiana di virologia e la Società italiana di malattie infettive e tropicali. La proposta si basa sulla creazione di una struttura di monitoraggio e risposta flessibile con capacità e risorse per poter eseguire un altissimo numero di test sia virologici che sierologici e di una Struttura di sorveglianza centrale potenziata presso l’ISS. Il tutto con aperture e nuovi lockdown a secondo dell'evoluzione dell'epidemia    Leggi l'articolo completo al LINK

Covid-19, il punto dell’avvocato sulle responsabilità istituzionali nel non aver armato i Mmg.

(da Doctor33)   «Con ruoli e sfumature diverse, Stato, Regioni, Ats hanno delle responsabilità nell'aver lasciato sguarnito il territorio durante l'epidemia, non proteggendo i medici. È vero che ogni nazione sperava di arrivare ultima nel contagio, ma in Italia c'era un piano pandemico dal 2006 e in Lombardia c'era un piano regionale per le pandemie dal 2009. C'era tutto il tempo di procurare i kit protettivi, previsti da quei piani. E i medici di famiglia sono il primo avamposto a contatto con il virus». Paola Ferrari, avvocato, referente del sindacato Fimmg sul tema Covid-19, fa il punto sulle conseguenze legali che potrebbe implicare l'aver lasciato i medici "a mani nude" contro il Covid 19. Posto che anche i familiari dei pazienti morti, caso per caso, potranno chiedere che siano vagliate forme responsabilità in casi di gravi omissioni. Con emendamenti al decreto legge Cura Italia, in questi giorni le forze politiche da una parte stanno chiedendo lo scudo legale per il personale sanitario per tutta la durata dell'emergenza; dall'altra parte, altri emendamenti ora ritirati, hanno chiesto fino a ieri l'immunità per le strutture. «Lo scudo legale è tema delicato, che dal punto di vista delle catene decisionali riguarda non solo strutture ma più persone. Ci sono diversi livelli di responsabilità che il testo unico contro gli infortuni 81/08 pone in capo al datore di lavoro. In Lombardia - spiega Ferrari - ha pesato la mancata predisposizione di misure di sicurezza minime per proteggere gli operatori, in particolare i medici di medicina generale. Che sono liberi professionisti convenzionati e non dipendenti del Servizio sanitario, ma hanno un rapporto di lavoro coordinato e continuativo con l'Agenzia di tutela sanitaria, e in quanto presìdi del Ssn vanno protetti. Non lo sono stati. E ciò benché fossero il primo baluardo contro un'epidemia, e il piano pandemico nazionale imponesse di minimizzare il rischio di trasmissione. Necessitavano adeguati volumi di kit protettivi aggiornati, e c'era tutto il tempo di procurarli. Del resto, in vista dell'arrivo dell'influenza, l'Ats procura vaccini e mezzi di produzione per le vaccinazioni. In tv avevamo tutti visto i sanitari cinesi vestiti da "ghostbusters", militarizzati. Chi ha inviato i medici a organizzare una prima difesa della popolazione a mani nude, ha pesanti responsabilità. Anche politiche. La riforma della sanità lombarda del 2015 non ha messo al centro l'assistenza territoriale ma ha creato tra Asst e Ats più catene di comando autonome sulla falsariga della gestione ospedaliera». Accanto alla mancata dotazione di Dpi, c'è un altro elemento che ha peggiorato la situazione epidemica, stavolta da far risalire alla catena di comando nazionale. «Nel triage per scoprire il contagio è stato inserito il criterio della provenienza dalla Cina. La Lombardia ha 3 aeroporti internazionali, densità di 400 abitanti al km quadrato e di 17 mila a Milano, e per giunta da dicembre c'era un boom di polmoniti. Tanto bastava per far scattare quantomeno l'acquisto dei dispositivi, previsti dal Testo Unico 81/08 nella procedura di valutazione del rischio biologico nonché dalle misure di sicurezza pubblicate da Inail. È vero, l'Oms ha indicato le mascherine chirurgiche per le procedure a rischio, in tutto il mondo c'è stata sottovalutazione sul momento, ma noi le linee guida le avevamo e dovevamo rispettarle». Intanto la Ragioneria dello Stato ha negato l'equiparazione dei medici convenzionati agli ospedalieri per l'accesso ai dispositivi di protezione. «Voglio pensare che la Ragioneria non si occupi di affrontare pandemie. In guerra non hai problemi contabili, hai un nemico e devi essere equipaggiato. Stato, Regioni ed Asl non possono pensare che essendo il medico di famiglia un libero professionista potesse andare lui a comprarsi i Dpi, a sue spese e aspettando la spedizione. La convenzione prevede già il rimborso dei mezzi di produzione -dice Ferrari- dal personale di studio all'informatica. Di più: si sarebbero dovuti prevedere kit anche per i collaboratori del medico, e un organismo di controllo per verificare se tutti gli operatori sanitari fossero dotati a sufficienza. I medici di famiglia sono presìdi del Ssn, è una qualificazione contenuta nella legge. Un presidio che costituisce il primo avamposto contro la pandemia. Ed il primo che intercetta il nemico va "armato"», senza se e senza ma».

Servizio gratuito di consulenza specialistica online e riabilitazione respiratoria a distanza rivolto a paziente con infezione COVID-19 ion silamento domiciliare e in post-degenza

I pazienti affetti da COVID-19 presentano danni talvolta molto gravi all’apparato respiratorio. I sintomi principali sono: febbre tosse, dispnea, affaticamento respiratorio fino all’insufficienza respiratoria acuta. Questa situazione determina una profonda sofferenza nel paziente e una costante sensazione di “fame d’aria” Questi sintomi alimentano un circolo vizioso che crea uno stato di profonda ansietà psicologica. Il supporto domiciliare e la riabilitazione polmonare  (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32125127/) possono migliorare la funzionalità respiratoria, alleviare la dispnea e lo stato ansioso depressivo di questi pazienti migliorandone la salute e il benessere complessivo. Il servizio è GRATUITO ed è rivolto ai pazienti COVID-19 in isolamento domiciliare e in post-degenza. Il servizio consiste nell’assistenza domiciliare del paziente e in un programma di riabilitazione respiratoria a distanza.
Leggi tutto

Coronavirus, a medici e infermieri morti in servizio stesso indennizzo poliziotti caduti

(da Adnkronos Salute) - "Tutti ci dicono che siamo eroi, ma intanto 107 medici sono morti, come pure 28 infermieri. Allora serve una proposta di legge che tratti gli operatori sanitari morti in servizio esattamente come i poliziotti morti sul campo, riconoscendo le stesse indennità". A sollecitare la politica a intervenire è Antonio Rebuzzi, professore di Cardiologia all'Università Cattolica di Roma e direttore della Terapia intensiva cardiologica del Policlinico Gemelli, che insieme all'Adnkronos Salute e al canale tv su Sky Doctor's Life (seguito da circa 100 mila medici e farmacisti italiani) chiede con forza al mondo politico di intervenire "con una proposta di legge che dia a medici e infermieri morti mentre erano impegnati a contrastare Covid-19 le stesse indennità dei poliziotti uccisi in servizio".  "Siamo eroi? Alcuni colleghi sono morti alla soglia della pensione, altri richiamati in servizio, altri ancora quando avevano tutta la vita davanti. Dunque lo Stato - insiste Rebuzzi - deve riservare a questi operatori sanitari e alle loro famiglie lo stesso trattamento dei poliziotti morti in servizio: una somma agli eredi di questi colleghi, medici e infermieri caduti perché stavano facendo il proprio dovere. Vorrei proprio sapere chi sarà contrario, e soprattutto perché", conclude il cardiologo, prima di andare a 'bardarsi' per entrare in servizio come ogni giorno in ospedale.

Mascherine, come aumentare la loro durata di utilizzo

(da M.D.Digital)  A causa della carenza di mascherine chirurgiche un gruppo di ricercatori si è attivato per trovare sistemi che ne possano aumentare la durata di utilizzo. In condizioni normali infatti una maschera chirurgica ha un ciclo di vita di circa 4 ore. Uno dei fattori che limita la durata utile effettiva della maschera chirurgica è l'elevata umidità dell'aria espirata dell'utilizzatore e l’emissione di goccioline di saliva che determinano un aumento dell'umidità nelle maschere. Con una duplice conseguenza, una crescita batterica e una irritazione cutanea. Una soluzione semplice ma a quanto pare estremamente pratica è quella di fare ricorso ai semplici tovaglioli di carta, di larghissima diffusione nella quotidianità di tutti, con un alto potere di assorbimento e un prezzo popolare. Corredare la mascherina chirurgica con un tovagliolo di carta riduce in modo significativo la quantità di vapore acqueo e lo assorbe insieme alle goccioline di saliva emesse dall’utilizzatore. Il tovagliolo di carta va opportunamente piegato a metà, formando un rettangolo che andrà quindi posizionato all'interno e al centro della mascherina che potrà quindi essere indossata.  La sostituzione del tovagliolo ripiegato va fatto ogni 30 minuti o quando si inizia ad avvertire disagio.  In questo modo è possibile aumentare la resistenza della mascherina chirurgica all’umidità e attenuare le irritazioni cutanee che derivano da un suo uso costante. Scaricando il pdf del lavoro è possibile vedere le figure che illustrano le modalità dell’uso di tovaglioli di carta con le mascherine chirurgiche.

(Yu N, et al. One more paper towel, longer protection. J Am Acad Dermatol 2020; doi: https://doi.org/10.1016/j.jaad.2020.03.064)  

1 109 110 111 112 113 171