Dimmi quanto veloce cammini e ti dirò quanto sei in salute

Dimmi quanto veloce cammini e ti dirò quanto sei in salute (da DottNet)   Il ritmo con cui si cammina può rivelare molto sullo stato generale di salute di una persona. La walking speed (ws), ovvero la velocità di camminata, è infatti considerata dai medici uno dei 'segni vitali', al pari del battito cardiaco e della pressione sanguigna. Strettamente correlata a fattori come forza muscolare, funzione cardiaca e polmonare, coordinazione neuromuscolare, può variare in base a fattori come l'età o il sesso. Per la maggior parte degli adulti sani è di circa 5 chilometri orari (km/h), ma se al di sotto di questi parametri può indicare problemi come artrite, malattie cardiache o persino declino cognitivo. "La velocità di camminata può essere utilizzata per valutare la probabilità di sopravvivenza di un individuo, permettendo di stratificare la popolazione in base a questo parametro tanto semplice quanto significativo - spiega il presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg), Dario Leosco - nel caso degli anziani, quando si scende al di sotto a 0,8 chilometri all'ora, chiaramente è già un indice negativo". Un test specifico utilizzato dai geriatri è quello dei 400 metri. "Si tratta di una prova semplice ma altamente indicativa - continua- che consiste nel misurare il tempo impiegato da una persona per percorrere questa distanza a passo sostenuto. Permette di valutare resistenza fisica, capacità cardiovascolare e muscolare, oltre a fornire indicazioni sul rischio di fragilità e mortalità. Partendo da questo parametro, guardando soltanto una persona, in questo caso un anziano come cammina, noi ci possiamo rendere conto di quale è la sua performance e quale sarà il suo futuro in salute". Se la velocità del passo può segnalare eventuali problemi di salute, tuttavia camminare regolarmente aiuta a prevenire condizioni future, come la sarcopenia. "È caratterizzata dalla perdita di massa e forza muscolare e strettamente legata a un invecchiamento non sano, aumentando il rischio di disabilità e perdita dell'autosufficienza. Valutare e monitorare questi parametri è fondamentale per prevenire il declino funzionale e promuovere un invecchiamento più attivo e in salute". Uno studio inglese pubblicato su Communications Biology, che ha esaminato la correlazione tra la camminata veloce e lunghezza dei telomeri dei leucociti (Ltl), le estremità protettive dei cromosomi, ha rilevato che camminare velocemente e regolarmente riduce l'età biologica di una media di 16 anni una volta raggiunta la mezza età. Ma cercare di camminare più velocemente non è l'obiettivo finale. Piuttosto, si dovrebbe dare priorità all'esercizio per farlo diventare un'abitudine. Nel caso degli anziani, "il nostro consiglio è quello di camminare tra i 4 e i 5 chilometri al giorno a passo moderato", conclude Leosco.

Ecm 2025, ecco le nuove metodologie di formazione e le priorità

(da Doctor33)   Con il Programma nazionale 2025 pubblicato dall'Agenas, la Commissione Nazionale ECM ha delineato le tematiche di interesse strategico per il triennio, confermando la crescente attenzione verso la formazione continua nel settore sanitario. Tra le priorità individuate emergono ambiti cruciali come il Piano pandemico, l'Health Technology Assessment (HTA), l'innovazione digitale e la sicurezza degli operatori sanitari, segnalando una chiara volontà di adattare il sistema sanitario alle sfide attuali e future. Il Programma 2025 introduce un incremento di 0,3 crediti ECM per ogni ora di formazione erogata su specifici temi di interesse nazionale, incentivando gli operatori sanitari a partecipare ad aggiornamenti su settori ritenuti essenziali. In particolare, le priorità identificate includono:
  • Innovazione digitale e sanità connessa: con un focus su telemedicina, intelligenza artificiale e digitalizzazione dei processi assistenziali. • One Health: un approccio integrato che considera la salute umana, animale e ambientale in un’unica prospettiva di prevenzione e risposta alle emergenze sanitarie. • DM77 e sviluppo dell’assistenza territoriale: modelli organizzativi per potenziare la medicina del territorio, riducendo la pressione sugli ospedali. • Formazione sulle infezioni ospedaliere: con l’obiettivo di ridurre i casi di infezioni correlate all’assistenza sanitaria. • Piano pandemico nazionale: strategie di preparazione e risposta a emergenze sanitarie su larga scala. • HTA (Health Technology Assessment): valutazione delle tecnologie sanitarie per migliorare la qualità delle cure e l’efficienza delle risorse. • Sicurezza per gli operatori sanitari e socio-sanitari: prevenzione delle aggressioni e tutela della salute mentale degli operatori.
La Commissione Nazionale ECM ha anche posto l’accento sulla necessità di adottare metodologie formative innovative. La modalità "ibrida", che prevede eventi in presenza combinati con formazione a distanza (FAD) sincrona, diventerà uno standard, rispondendo alla crescente esigenza di flessibilità nell’aggiornamento professionale. Inoltre, strumenti avanzati come il metaverso, i simulatori di realtà virtuale e la gamification saranno progressivamente integrati nei percorsi formativi, garantendo un apprendimento più coinvolgente ed efficace. Uno degli obiettivi cardine del nuovo programma ECM è la promozione della formazione multidisciplinare, incentivando la collaborazione tra diverse professionalità sanitarie. Questo approccio consente di migliorare la qualità dell’assistenza, favorendo il confronto tra esperti di settori diversi e ottimizzando l’applicazione delle conoscenze acquisite

Compilazione corretta nuovo Certificato per Disabilità, una segnalazione da INPS

Avvisiamo tutti i colleghi certificatori che nel corso della compilazione del nuovo Certificato Introduttivo per la Domanda di Disabilità, quando si arriva al campo "Diagnosi" è controindicato barrare - Affetto da Sordità -Legge 381/1970 se il paziente per cui si certifica non è completamente sordo e si tratta invece di una ipoacusia parziale, certificata con esame audiometrico.   Allo stesso modo è controindicato barrare - Affetto da Cecità -Legge 382/1970 se il paziente per cui si certifica non è completamente cieco, ma solo ipovedente, situazione certificata da visita oculistica o da esame campimetrico. In entrambi i casi è sufficiente annotare "ipoacusia" e/o "ipovisione" nel campo in fondo alla videata dedicato alla Diagnosi. INPS Regionale ha segnalato la criticità nel corso dell'incontro con le autorità provinciali in data 18/03, e il comportamento corretto è raccomandato per evitare ritardi nella valutazione dei soggetti, dovuti alla necessaria presenza in commissione di specialisti oculisti ed otorini se si sono barrati "Sordità" e/o "Cecità". Gian Galeazzo Pascucci

Il matrimonio triplica il rischio obesità negli uomini

(da AGI)  Il matrimonio triplica il rischio di obesità per gli uomini, ma non per le donne. È quanto emerge da uno studio guidato dall''Istituto nazionale di cardiologia di Varsavia, in Polonia e presentato al Congresso europeo sull''obesità di quest''anno a Malaga, in Spagna. I tassi di obesità globale sono più che raddoppiati dal 1990, con oltre 2,5 miliardi di adulti e bambini classificati come in sovrappeso o obesi. In tutto il mondo, si prevede che più della metà degli adulti e un terzo dei bambini saranno in sovrappeso o obesi entro il 2050. Gli autori del nuovo studio hanno esaminato i dati medici e sanitari generali di 2.405 persone con un''età media di 50 anni. L''analisi statistica è stata utilizzata per accertare i collegamenti tra aumento del peso corporeo ed età, stato civile, salute mentale e altri fattori. La ricerca ha scoperto che gli uomini sposati avevano 3,2 volte più probabilità di essere obesi rispetto agli uomini non sposati, ma non c''era alcun aumento del rischio di obesità per le donne sposate. Il matrimonio ha anche aumentato le probabilità di essere sovrappeso del 62 per cento negli uomini e del 39 per cento nelle donne. I risultati sono arrivati dopo che uno studio condotto in Cina nel 2024 ha scoperto che l''indice di massa corporea maschile aumenta nei primi cinque anni dopo il matrimonio, a causa di un maggiore apporto calorico e di un minor esercizio fisico e che essere sposati era associato a un aumento del 5,2 per cento degli uomini in sovrappeso e a un aumento del 2,5 per cento degli uomini obesi. Uno studio precedente dell''Università di Bath ha scoperto che, in media, gli uomini sposati pesano 1,4 kg in più rispetto ai loro coetanei non sposati. La ricerca di Varsavia ha scoperto che anche l''età è un fattore che influisce sull''aumento di peso: ogni anno di età in più aumenta il rischio di sovrappeso del 3 per cento negli uomini e del 4 per cento nelle donne, e il rischio di obesità del 4 per cento negli uomini e del 6 per cento nelle donne. Alcuni fattori sembrano influenzare le probabilità di obesità solo nelle donne, hanno affermato gli scienziati. Essere depressi raddoppia il rischio di obesità nelle donne e un''inadeguata alfabetizzazione sanitaria lo aumenta del 43 per cento, mentre l''obesità è più comune tra le donne che vivono in comunità più piccole. Nessuno di questi fattori aumenta il rischio negli uomini.  

AMMP ODV: consegnato a Maurizio Nizzoli e Marco Chilosi l’Ottavo Premio Morgagni

Il prestigioso riconoscimento, istituito per onorare i contributi straordinari nella ricerca e nella cura delle malattie polmonari, è stato assegnato a due figure di rilievo internazionale. Forlì, 13 marzo 2025 – L’Associazione Morgagni Malattie Polmonari (AMMP) ODV ha conferito l’Ottavo Premio Morgagni al Dott. Maurizio Nizzoli, Fondatore della Endocrinologia nella Azienda USL Romagna, e al Prof. Marco Chilosi, Professore Emerito di Anatomia Patologica dell’Università di Verona. La cerimonia di premiazione si è svolta nell’ambito del convegno IPF & FRIENDS, presso il Padiglione Valsalva dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì. Il prestigioso riconoscimento, nato per celebrare gli straordinari contributi nel campo delle malattie polmonari, è stato consegnato dal Prof. Venerino Poletti, Professore Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni, che ha dichiarato: "È un onore assegnare l’ottavo Premio Morgagni a due professionisti di altissimo livello. Maurizio Nizzoli si distingue per la sua eccellenza clinica e per l’impegno quotidiano nella cura dei pazienti affetti da patologie complesse. Marco Chilosi ha dato un contributo determinante alla comprensione dei meccanismi patogenetici delle interstiziopatie polmonari. Entrambi rappresentano un esempio di eccellenza scientifica e clinica a livello nazionale/internazionale". Alla premiazione è intervenuto Matteo Buccioli, Presidente di AMMP ODV, che ha sottolineato: "Il Premio Morgagni è nato per valorizzare coloro che, attraverso la ricerca e la pratica clinica, contribuiscono concretamente a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da malattie polmonari. Quest’anno il riconoscimento va a due figure che incarnano perfettamente questa missione. Siamo orgogliosi di poter rendere omaggio al loro straordinario impegno e ai risultati raggiunti". Il convegno IPF & FRIENDS si conferma un appuntamento di riferimento per il confronto e lo scambio di conoscenze tra specialisti, ricercatori e pazienti, promuovendo la consapevolezza e il progresso nella diagnosi e nel trattamento delle patologie polmonari. Per ulteriori informazioni sull’Associazione Morgagni Malattie Polmonari e sul Premio Morgagni è possibile contattare la segreteria AMMP ODV. Albo d’oro Premio Morgagni 1ª edizione: Prof. Ulrich Costabel 2ª edizione: Prof. Athol Wells 3ª edizione: Prof. Giampaolo Gavelli 4ª edizione: Prof. Giancarlo Agnelli 5ª edizione: Prof. Roberto Battiston 6ª edizione: Prof.ssa Katerina Antoniou 7ª edizione: Prof. Naftali Kaminski 8ª edizione: Prof. Marco Chilosi e Dott. Maurizio Nizzoli

Salute mentale. La riduzione uso telefonini ha effetto più marcato degli antidepressivi

(da Quoitidiano Sanità)   Una pausa dal telefonino può portare a un concreto miglioramento del proprio benessere. Lo conferma uno studio, condotto da ricercatori delle Università di Alberta, Georgetown, Texas, Boston e British Columbia, pubblicato su PNAS Nexus, che ha evidenziato come la riduzione dell'uso dello smartphone porti a effetti positivi paragonabili a quelli di terapie consolidate per la salute mentale. In media, gli americani trascorrono quasi 5 ore al giorno utilizzando i loro smartphone e metà di loro si preoccupa di utilizzare troppo i propri dispositivi. L'indagine ha coinvolto 467 partecipanti suddivisi in due gruppi: uno che ha bloccato completamente l'accesso a Internet mobile per due settimane e un altro che ha mantenuto l'uso regolare dello smartphone. La ricerca ha utilizzato un'applicazione per monitorare la conformità degli utenti alle ‘regole del gioco’ e misurare l'impatto della privazione di Internet su diverse variabili psicologiche. Come prima cosa si è notato che tutti i partecipanti hanno trovato l'esperimento difficile: dei 467 che hanno accettato di installare l'app ‘blocca web’, solo 266 lo hanno fatto e solo 119 hanno avuto il blocco attivo per almeno 10 giorni. Il blocco di Internet ha ridotto il tempo trascorso davanti allo schermo da una media di 314 minuti al giorno a 161 minuti al giorno e ha creato miglioramenti significativi nel benessere soggettivo, nella salute mentale e nella capacità di attenzione sostenuta misurata oggettivamente: i risultati hanno mostrato che il 91% dei partecipanti ha registrato miglioramenti in almeno una delle aree analizzate. In particolare, il gruppo che ha spento i telefoni ha riportato livelli più elevati di soddisfazione della vita, riduzione dei sintomi depressivi e miglioramenti nella concentrazione. Questi benefici sono stati attribuiti alla maggiore socializzazione in persona, all'aumento dell'attività fisica e a un maggiore tempo trascorso nella natura. Secondo i ricercatori, il miglioramento della salute mentale osservato nello studio è stato più marcato rispetto all'efficacia media degli antidepressivi. Inoltre, il miglioramento dell'attenzione sostenuta risultava equivalente a un'inversione di 10 anni nel declino cognitivo legato all'età. Oltre alla riduzione del tempo passato sugli schermi, i partecipanti hanno riferito un aumento del senso di controllo personale, un miglioramento della qualità del sonno e una maggiore connessione con le persone nel mondo reale. Ma nonostante i risultati incoraggianti, la ricerca ha evidenziato alcune difficoltà nell'aderire alla disconnessione totale. Solo il 25,5% dei partecipanti ha rispettato completamente il blocco di Internet per l'intero periodo di due settimane. Tuttavia, anche coloro che non hanno aderito perfettamente hanno riportato miglioramenti significativi, suggerendo che anche una riduzione parziale dell'uso di Internet possa essere benefica. Gli autori dello studio suggeriscono che strategie di disconnessione parziale, come la limitazione dell'accesso ai social media o l'impostazione di periodi di utilizzo offline, potrebbero essere più facili da adottare nella vita quotidiana senza sacrificare i vantaggi della connettività digitale.

ATTENZIONE !! Non è ancora in funzione la certificazione attraverso la televisita !!

Avvisiamo tutti i nostri iscritti che negli scorsi giorni l'emendamento al DL Professioni Sanitarie (n. 1241) a firma Zullo, Satta, Mancini, intitolato "Proposta di modifica n. 10-0-6 al DDL n.1241" e recante la possibilità di utilizzare lo strumento della telemedicina per la certificazione di malattia, è stato solamente approvato in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, e quindi NON ANCORA ESAMINATO DALLA PRIMA DELLE DUE CAMERE che eventualmente lo potranno convertire il legge. Pertanto, non è assolutamente legale, per ora, stilare certificazioni di malattia in cui si sostenga o si apponga in calce "visita in telemedicina" come è stato sostenuto da diverse fonti la settimana scorsa. Lo stato normativo attuale permarrà fintanto che non saranno approvate le modifiche proposte dall'emendamento da tutte e due le camere, con tanto di Decreti attuativi ministeriali che permetteranno la esecutività della norma Il Consiglio Direttivo OMCeO Forlì-Cesena

Uso precoce dello smartphone impatta negativamente sui risultati a scuola

(da DottNet)    Usare precocemente i social network incide negativamente sulle competenze relative alla lingua italiana e alla matematica degli adolescenti. Gli studenti che aprono un profilo social in prima media ottengono punteggi mediamente più bassi nelle prove standardizzate di italiano e matematica rispetto a chi aspetta i 14 anni. Lo rivela la ricerca Eyes Up (EarlY Exposure to Screens and Unequal Performance), condotta dall'Università di Milano-Bicocca con l'Università di Brescia, l'associazione Sloworking e il Centro Studi Socialis, con il finanziamento della Fondazione Cariplo.  I risultati della ricerca sono stati diffusi in occasione di un convegno all'Università degli Studi di Milano-Bicocca.  L'indagine ha coinvolto 6.609 studenti del secondo e terzo anno delle superiori lombarde (Milano, Monza e Brianza, Brescia, Cremona e Mantova) e ha combinato i dati raccolti con un questionario con quelli scolastici ufficiali dei test Invalsi. L'impatto negativo dei social, pur essendo trasversale, è più forte per gli studenti maschi. L'indagine ha messo in evidenza anche la pervasività dell'uso dello smartphone: oltre il 50% dei ragazzi lo utilizza spesso o sempre appena sveglio, il 22% lo consulta con la stessa frequenza anche durante la notte, interrompendo il riposo. Inoltre, il 51% ammette di usarlo durante i pasti in famiglia.    “Dobbiamo ora lavorare per capire come favorire un uso più consapevole delle tecnologie digitali, attraverso nuove norme sociali, strumenti educativi efficaci e policy mirate" ha dettto Marco Gui, professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Milano-Bicocca, oltre che coordinatore della ricerca. Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalla ricerca riguarda il fenomeno della cosiddetta "disuguaglianza di iperconnessione": i ragazzi con meno risorse socio-culturali tendono a essere più esposti a un uso intensivo e meno regolato degli strumenti digitali. I dati mostrano infatti che gli studenti con genitori meno istruiti ricevono il primo smartphone prima rispetto ai coetanei con background più privilegiati. “Gli studenti che iniziano prima ottengono risultati peggiori a fine ciclo rispetto a chi aspetta i 14 anni. Il fenomeno è più diffuso tra figli di migranti e di famiglie meno istruite, e questo suggerisce che stiamo osservando un meccanismo che amplifica le disuguaglianze educative" ha commentato Giovanni Abbiati, professore di Sociologia dei processi economici e del lavoro dell’Università degli Studi di Brescia. . Per quanto riguarda le attività digitali, la ricerca ha evidenziato che il 94% degli studenti utilizza Internet per cercare informazioni di interesse personale, mentre l’83% legge notizie. Praticamente tutti  ascoltano  musica online (99%) e  guardano video brevi su piattaforme come TikTok, Instagram Reels e YouTube Shorts (98%). E, se le ragazze usano di più i social network, (come Instagram e TikTok) per condividere contenuti e interagire con i coetanei, i ragazzi invece usano di più lo smartphone per giocare ai videogiochi o guardare contenuti di lunga durata in streaming.

Enpam: ecco come proteggere i tuoi familiari con SaluteMia

C’è un modo per mettere al sicuro la tua salute e quella dei tuoi cari. Aderendo a SaluteMia garantisci a te stesso la serenità di poter accedere alle migliori opportunità di cura, in tempi ridotti. Le iscrizioni 2025 sono ancora aperte e, con la Mutua dei medici e degli odontoiatri, la tutela della salute gode della proprietà transitiva: stipuli Piani sanitari per te stesso, puoi sottoscriverli per i tuoi familiari (anche non conviventi), che a loro volta possono dotare di una copertura socio-sanitaria i loro congiunti. In un sistema che permette di essere esteso, fino a creare una “rete di protezione” ampia, che includa davvero tutta la famiglia. Un sistema su misura, che dà supporto nei momenti di necessità (visite specialistiche, esami diagnostici, ricoveri, prestazioni ospedaliere o extraospedaliere e molto altro) in Italia e all’estero. Ma che fornisce anche programmi per la prevenzione e il monitoraggio delle patologie croniche insorte durante il periodo di iscrizione e assiste nei momenti importanti e lieti della vita, come durante gli studi universitari, la gravidanza e quando si diventa genitori. Inoltre tutti gli iscritti a SaluteMia sono protetti da una copertura infortuni, valida per eventi sia in ambito lavorativo che extraprofessionale, in Italia o all’estero.   Un sistema perfetto per tutelare un figlio piccolo, oppure una figlia che si trasferisce in un’altra città per frequentare l’Università (o va in vacanza). Un sistema sicuro e affidabile, che permette a un giovane medico o dentista di assistere al meglio i genitori che diventano anziani.   Protezione per tutta la famiglia   Il regolamento di SaluteMia permette di includere i familiari (anche non conviventi) nel sistema di tutele offerte. Gli iscritti alla Mutua possono infatti stipulare Piani sanitari per i componenti del proprio nucleo. Vale a dire il coniuge o il convivente e i figli minorenni, quelli a carico fino ai 26 anni e i figli maggiorenni fiscalmente a carico che abbiano invalidità permanente non inferiore a due terzi. Gli iscritti a SaluteMia possono anche presentare alla Mutua i propri genitori, i figli over 26, fratelli e sorelle, che a loro volta potranno stipulare Piani sanitari per loro stessi e per i componenti dei loro nuclei familiari.   Per i figli in arrivo   SaluteMia pensa a tutelare genitori e figli già dal momento della gravidanza. Una serie di tutele nel periodo dell’attesa e dal momento di un nuovo arrivo in famiglia è già inclusa nel Piano Base, il Piano sanitario che SaluteMia proporne come fondamenta di una copertura socio-sanitaria. Sono previsti sistemi di assistenza alla maternità nella versione “base” ed “estensione”, per le visite diagnostiche, oltre al Servizio Mother care, che permette di avere, a domicilio o in modalità remota, il supporto di un consulente per l’allattamento, un nutrizionista per il bambino e per la mamma, un’ostetrica e uno psicologo.   Agevolazioni e prevenzione per i figli   Oltre all’assistenza alla maternità, il Piano Base offre una serie di agevolazioni e tutele aggiuntive per la protezione della salute dei figli. Sono garantiti screening preventivi in età pediatrica e un piano per la prevenzione dell’obesità infantile. Inoltre, è prevista la riduzione del 40% del costo contributivo per il secondo figlio sotto i 18 anni.   Proteggere anche i figli lontani   A un figlio o una figlia che partono per frequentare l’Università lontano da casa si desidera offrire tutta la protezione possibile contro gli imprevisti. Lontano dal nucleo familiare e dal medico di fiducia, grazie a SaluteMia possono essere tutelati per una vastissima serie di esigenze in campo socio-sanitario. Una protezione attiva anche durante un soggiorno all’estero che, ad esempio, copre in caso di necessità di esami diagnostici, ricoveri o cure odontoiatriche.   Tre piani dedicati ai futuri medici e dentisti   SaluteMia si prende cura dei colleghi medici e odontoiatri e delle loro famiglie, ma anche dei futuri “camici bianchi”. Anche gli universitari che studiano per diventare medici o dentisti possono, infatti, proteggersi grazie ai tre Piani sanitari a loro dedicati, offerti a prezzi contenuti. SaluteMia inoltre premia i laureati con 110 e lode con una borsa di studio da 500 euro, per agevolare loro l’ingresso nella categoria.   Tutelare i genitori   SaluteMia permette di tutelare i genitori che si avviano verso la delicata fase della terza età. Per aderire a SaluteMia non sono, infatti, previste barriere di età o salute e si può restare iscritti anche in caso di eventi gravi. Oltre che per esigenze diagnostiche, di prestazioni e di ricoveri, è bene ricordare che la Mutua garantisce la copertura “critical illness”, che dà un supporto economico dai 4.000 ai 9.000 euro in caso di patologie gravi. È inoltre possibile beneficiare di un sistema di monitoraggio delle patologie croniche insorte durante il periodo di iscrizione. Già il Piano Base dà un’ampia tutela contro la non autosufficienza: per l’assistenza è garantita una copertura fino a 17.000 euro l’anno.   Per iscrizioni e rinnovi   Chi non ha ancora rinnovato l’iscrizione ai Piani sanitari 2025 può farlo, entro il 31 marzo, con pochi clic direttamente dall’area riservata del sito www.salutemia.net. I nuovi iscritti possono, invece, aderire ai Piani sanitari direttamente dal sito web di SaluteMia o scrivere a adesioni@salutemia.net.   Per qualsiasi chiarimento, informazione e per le adesioni, il personale di SaluteMia è disponibile presso gli uffici di Roma, in via della Mercede 33 e telefonicamente al numero 06.21.011.350. Per avere informazioni si può anche scrivere alla email info@salutemia.net.  

Giornata contro le aggressioni al personale sanitario, numeri in aumento

(da Doctor33)   Le aggressioni ai danni di medici e operatori sanitari sono in preoccupante aumento. Nel 2024 si è registrato un incremento del 33% degli episodi di violenza rispetto all’anno precedente, con una media di 116 casi all’anno per ogni Asl. I numeri emergono da diverse indagini condotte da Fiaso, Simeu e sindacati di categoria e sono al centro della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari. Secondo Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), gli ospedali stanno passando da “santuari del bene a luoghi della paura”, con medici e infermieri sempre più timorosi di svolgere il proprio lavoro. “Gli episodi non sono diminuiti, ma l’arresto in flagranza differita, previsto dalla legge 171/2024, sta cominciando a funzionare”, spiega Anelli. Tuttavia, servono ulteriori misure: “Ancora oggi chiunque può entrare in ospedale con un’arma, e questo è un problema che va risolto”. Anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha ribadito la gravità del fenomeno durante un evento a Pisa organizzato da Fiaso e dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu): “La violenza contro chi si prende cura della collettività è inaccettabile e mina le basi del Servizio sanitario”. Il Governo ha introdotto misure più severe e annuncia ora la firma di un protocollo d’intesa con Fiaso e Federsanità per potenziare prevenzione e formazione. Per Giovanni Migliore, presidente di Fiaso, il problema non si risolve solo con l’inasprimento delle pene. “Le aggressioni sono il sintomo di una sanità sotto pressione: pronto soccorso sovraffollati, carenza di personale e una narrazione della sanità pubblica incentrata solo sulle criticità creano un clima di ostilità che esaspera i pazienti”, spiega. Attualmente, sette pronto soccorso su 10 dispongono di sistemi di videosorveglianza, ma secondo Migliore il problema riguarda anche la medicina del territorio, dove avviene la metà delle aggressioni. “Dobbiamo rafforzare la sanità territoriale e rivedere il sistema della continuità assistenziale, perché la guardia medica non risponde più alle esigenze attuali”, aggiunge. Per la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), la prevenzione passa anche attraverso un’educazione dei cittadini. “Accanto alle misure repressive, occorre costruire un percorso di sensibilizzazione per far comprendere il corretto utilizzo delle strutture sanitarie”, afferma la Federazione. L’impatto della violenza è devastante anche sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale. Secondo il sindacato Nursing Up, il 51% degli operatori sanitari ha subito almeno un’aggressione in carriera e le violenze rappresentano la seconda causa di disagio mentale tra i professionisti. “Il 25% degli infermieri e il 22% dei medici soffrono di burnout – denuncia Antonio De Palma, presidente di Nursing Up – e oltre 20mila infermieri hanno lasciato il servizio pubblico nei primi 9 mesi del 2024. Senza sicurezza, il rischio è che sempre più professionisti fuggano verso il settore privato, aggravando la carenza di personale nel Servizio sanitario nazionale”.

Radiazioni in ambito medico raddoppiate in 30 anni: cresce il rischio per i professionisti sanitari

(da Doctor33)     Negli ultimi tre decenni, l'esposizione alle radiazioni di origine medica è più che raddoppiata, arrivando a rappresentare circa il 50% del totale delle radiazioni a cui è sottoposta la popolazione, rispetto al 15% registrato negli anni Ottanta. A evidenziarlo l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Milano (OmceoMi), che richiama l’attenzione sul crescente utilizzo di procedure diagnostiche e terapeutiche con radiazioni ionizzanti, come TAC e radiografie, e sull’aumento del rischio per i professionisti sanitari più esposti.

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In Italia aumentano consumi e uso improprio antibiotici, picchi del 40%.

(da ADNKronos)  In Italia si consumano troppi antibiotici e in modo improprio. Con picchi anche del 40% nei mesi invernali che fanno presumere un loro uso sbagliato contro virus influenzali e parainfluenzali, rispetto ai quali sono inefficaci. Quasi la metà della popolazione geriatrica che ne fa uso almeno una volta l''anno con punte di oltre il 60% al Sud. E' il quadro che emerge dal Rapporto sull'uso degli antibiotici in Italia curato dall'Aifa e presentato oggi a Roma nella sede dell'Agenzia italiana del farmaco. "Consumi in aumento anche in ambito ospedaliero, dove più che altrove circolano i batteri resistenti alle terapie antimicrobiche - precisa l'Aiga - L'Italia ha il record europeo di consumi degli antiacidi dello stomaco che alterando la flora batterica intestinale possono favorire la selezione di germi resistenti. E così il Drug Resistence Index (Dra), che combina in un''unica misura il consumo di antibiotici e la resistenza ai farmaci, aumenta nella maggior parte delle regioni per alcuni importanti microorganismi come Escherichia coli, Streptococcus pneumoniae ed Enterococcus faecium., minacciando di mietere ancora più vittime rispetto ai 12mila decessi stimati in Italia dall''Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie". Nel 2023 "il consumo complessivo di antibiotici per uso sistemico, pubblico e privato, è stato pari a 22,4 dosi medie giornaliere ogni mille abitanti, con un aumento del 5,4% rispetto al 2022 e una variazione ancor più elevata se si considerano solo gli antibiotici dispensati a livello territoriale (+6,3%). Un andamento in controtendenza - sottolinea il report dell'Aifa - rispetto al decremento dei consumi in assistenza convenzionata del 14,4% osservato nel periodo 2013-19, al -23,6% nel biennio 2019-20 e al calo del 4% nel 2021. Anche il consumo di antibiotici per uso non sistemico, ossia locale, che è stato pari a 28 dosi medie giornaliere ogni mille abitanti, ha registrato un aumento del 4,3% rispetto al 2022".

Giornata mondiale obesità, oltre metà degli adulti in sovrappeso o obesi entro il 2050

(da Doctor33)    Se le tendenze osservate negli ultimi 30 anni continueranno, entro il 2050 più della metà della popolazione adulta e un terzo dei bambini e adolescenti nel mondo saranno in sovrappeso o obesi. È lo scenario previsto da una nuova analisi del Global Burden of Disease Study Bmi Collaborators, pubblicata su The Lancet in occasione della Giornata mondiale dell’obesità. Questa prospettiva, secondo gli esperti, rappresenta "una minaccia senza precedenti di malattie premature e morte a livello locale, nazionale e globale". Le analisi, condotte su 204 Paesi, stimano che entro il 2050 il numero di adulti (sopra i 25 anni) con sovrappeso (IMC 25-29,9) o obesità (IMC ≥30) raggiungerà i 3,8 miliardi, superando la metà della popolazione mondiale. Inoltre, si prevede che 356 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni e 390 milioni di adolescenti e giovani adulti tra i 15 e i 24 anni saranno in sovrappeso o obesi.  I ricercatori sottolineano come questa "policrisi" rappresenti una delle più grandi minacce alla salute pubblica nei prossimi decenni, con un impatto devastante sullo sviluppo di patologie croniche come diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Dal 1990 al 2021, il tasso di obesità è aumentato del 155% negli uomini, del 105% nelle donne e del 244% nei bambini e adolescenti. La stretta correlazione tra obesità infantile e adulta indica che il problema non farà che peggiorare nei prossimi decenni, con un aumento stimato del 121% tra i più giovani entro il 2050.  Otto Paesi concentrano oltre la metà della popolazione adulta con sovrappeso e obesità: Cina, India, Stati Uniti, Brasile, Russia, Messico, Indonesia ed Egitto. In particolare, gli Stati Uniti presentano una prevalenza di obesità molto elevata (41,5% tra gli uomini e 45,6% tra le donne), destinata ad aumentare ulteriormente. Le regioni con il maggiore aumento di obesità tra gli adulti dal 1990 al 2021 sono state il Nord Africa e il Medio Oriente, mentre la crescita più marcata nei prossimi decenni si prevede in Africa subsahariana (+254,8%). Tra i bambini e adolescenti, l’incremento più rapido è stato osservato in Nord Africa, Medio Oriente, America Latina e Caraibi, con una tendenza che non mostra segni di stabilizzazione.  Gli esperti sottolineano la necessità di strategie sanitarie pubbliche urgenti e integrate. Sebbene i nuovi farmaci anti-obesità offrano prospettive promettenti, l’intervento deve essere sistemico, coinvolgendo settori diversi per affrontare le cause profonde dell’aumento di peso a livello individuale e collettivo. Thorkild I. A. Sørensen, dell’Università di Copenaghen, evidenzia che la gestione clinica dell’obesità può essere efficace solo per una piccola parte della popolazione con accesso ai servizi sanitari. La sfida principale rimane quella di implementare interventi di salute pubblica fattibili ed efficaci su larga scala. Secondo Emmanuela Gakidou, dell’Institute for Health Metrics and Evaluation di Seattle, i governi devono sfruttare le proiezioni epidemiologiche per identificare le popolazioni più vulnerabili e intervenire con programmi mirati, sia per la prevenzione che per il trattamento dell’obesità.  Anche sul fronte europeo si evidenzia la necessità di intervenire presto: "I nuovi dati allarmanti pubblicati su The Lancet rappresentano una sfida per i politici - commenta in una nota Volkan Yumuk, presidente dell'Easo (European Association for the Study of Obesity - Questa emergenza sanitaria pubblica senza precedenti richiederà un'azione politica coordinata in tutta Europa. Le vecchie strategie non hanno avuto successo". Ma "vediamo un'opportunità qui. Le società scientifiche di settore, spiega Yumuk, "si rendono conto che" finora "l'obesità è stata ampiamente descritta in modo errato. La nostra comprensione in evoluzione" di una patologia "che ha complesse basi genetiche, neurobiologiche, ormonali e metaboliche mostra che tutte le persone e i gruppi particolarmente vulnerabili nella società sono ora predisposti a sviluppare obesità nei nostri ambienti moderni. Dobbiamo sostenere chi già convive con la malattia, nonché sviluppare strumenti per sostenere la prevenzione". E "basarsi su questa comprensione scientifica piuttosto che su paradigmi obsoleti che stigmatizzano e colpevolizzano".  

Enpam, approvate all’unanimità ultime modifiche allo Statuto prima del voto 2025-2029

(da Quotidiano Sanità)   L’Assemblea nazionale di Enpam, con 167 sì, ha approvato all’unanimità dei votanti le ultime modifiche tecniche allo Statuto, che consentiranno di avviare a breve le elezioni per il rinnovo degli organi dell’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri. Entro l’estate è infatti prevista l’elezione della nuova Assemblea nazionale, delle consulte e del nuovo Consiglio di amministrazione, al termine dell’attuale mandato 2020-2025. Le ultime modifiche approvate riguardano la possibilità di tenere assemblee a distanza e una norma transitoria e finale sul conteggio della durata delle cariche espletate. L’impianto del nuovo Statuto, già approvato dall’Assemblea a fine 2023, prevede una serie di novità sulla composizione degli organi, con l’aumento della componente assembleare eletta direttamente dai contribuenti, il rafforzamento della presenza femminile e una modifica ai requisiti di professionalità per facilitare l’elezione di giovani nel Cda. Cambierà anche la durata massima dei mandati, che viene accorciata da cinque a quattro anni, in sincronia con quelli della Fnomceo, mentre si potrà essere eletti tre volte e non più due volte. I prossimi rappresentanti saranno dunque in carica dal 2025 al 2029.  L’iter elettorale, che coinvolgerà circa mezzo milione di medici e dentisti attivi e pensionati, sarà avviato appena i ministeri vigilanti avranno dato il via libera alle ultime modifiche approvate.

Venti medici di famiglia del nostro OMCeO aderiscono alla convenzione con l’Università di Bologna-Sede di Forlì

Da Gennaio 2025 è operativa la convenzione tra il nostro Ordine e la Università di Bologna- sede di Forlì per quanto riguarda il tirocinio pratico-valutativo del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia. A tutti i Medici di Medicina generale era stata inviata la convenzione con preghiera di adesione, e tra tutti coloro in possesso dei requisiti richiesti dalla convenzione ben venti colleghi hanno risposto "presente" dichiarandosi disposti a ospitare nei loro studi i giovani laureandi per il periodo del tirocinio. Questi colleghi, a cui va un caloroso ringraziamento da parte di tutto il nostro Consiglio Direttivo, sono: AGOSTINI ELENA CALO' MARIO CANGIALEONI SARA FARABEGOLI LUDOVICA FIUMANA SILVIA FUSCONI MILA GALLETTI MARIA FRANCESCA GUNELLI ERICA IMMORDINO VINCENZO LOMBINI NIVES MARCINKOWSKA MALGORZATA ODORISIO MARIA PERSANO FABIO ROSSI GIAN PIERO RUFFILLI CORRADO STAMERRA ALESSANDRO TESEI ALBERTO TURRONI EMANUELA VERDECCHIA CRISTINA ZAVALLONI ANDREA Speriamo vivamente che altri colleghi decidano presto di unirsi ai primi venti "volenterosi" perché la formazione dei nuovi medici è una missione a cui dobbiamo collaborare tutti assieme  Il Consiglio Direttivo  OMCeO Forlì-Cesena

Giornata mondiale obesità, un bambino su tre è obeso per cattive abitudini

(da Doctor33)   Un bambino italiano su tre è obeso o in sovrappeso, per sedentarietà, cattive abitudini alimentari e in generale stili di vita non corretti. Una condizione che se trascurata può provocare complicanze metaboliche già in età pediatrica, aumentando il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e ipertensione. Per affrontare il problema, è necessario un approccio personalizzato, basato su educazione alimentare, attività fisica e, nei casi più complessi, trattamenti farmacologici o chirurgici. Lo ricordano, in occasione della giornata mondiale dell'obesità, gli esperti del Bambino Gesù che, solo nell'ultimo anno, hanno seguito più di 1.300 bambini con problemi di peso. Tra gli interventi personalizzati, integrando alimentazione, attività fisica e training sociale e cognitivo, anche il Progetto Resilient. "È necessario affrontare il problema il più precocemente possibile - spiega Fintini, dell'unità operativa di Endocrinologia e diabetologia dell'Ospedale - Per favorire una crescita sana non servono diete, ma stimoli a cambiare lo stile alimentare e di vita in generale. L'attività fisica è importante quanto la nutrizione: i bambini e gli adolescenti dovrebbero dedicare almeno 30-60 minuti al giorno al movimento. Ma l'indicazione più importante è che quando un bambino deve cambiare regime alimentare, lo deve fare tutta la famiglia". Secondo i dati di Okkio alla Salute, il 10,9% dei bambini non fa colazione, il 36,5% la consuma in modo inadeguato e il 66,9% mangia merende troppo abbondanti. Inoltre, 1 bambino su 4 non assume quotidianamente frutta e verdura. In alcuni casi, è importante anche un supporto psicologico. "Interveniamo fin dall'inizio per comprendere le dinamiche emotive che portano il bambino a mangiare in modo errato - dichiara Chiara Carducci, dell'unità operativa di Psicologia del Bambino Gesù -. Inoltre, lavoriamo con la famiglia per aiutarla a supportare il bambino nel percorso di cambiamento". Nei casi in cui si renda necessaria la chirurgia bariatrica, la valutazione psicologica è indispensabile prima e dopo l'intervento. "Il cambiamento corporeo può essere difficile da accettare - aggiunge Carducci - Alcuni pazienti, abituati a vedersi obesi, faticano a riconoscersi dopo la perdita di peso". Quando i trattamenti non portano ai risultati sperati o quando l'obesità è già molto grave, si può ricorrere ai farmaci. "Esistono trattamenti farmacologici, come la semaglutide, che riducono l'appetito e aiutano a controllare il peso - conclude Fintini - Ma questi farmaci devono essere usati solo nei casi più complessi".
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