Indagine civica “Il giusto ritmo del cuore”
Concorso Letterario dell’Ordine: la 5a edizione si apre ai colleghi di Ravenna e Rimini
Violenze contro medici, da Cassa Galeno arriva fondo vittime
(da Adnkronos Salute) Un fondo per supportare i medici vittime di aggressioni. È stato messo a disposizione da Cassa Galeno, la società mutua cooperativa e fondo sanitario integrativo dei medici e degli odontoiatri. "Solo nel 2019 in Italia sono state circa 1.200 le violenze denunciate dagli operatori sanitari, come ci racconta il 'Dossier violenza' realizzato da Fimmg continuità assistenziale - ha affermato Aristide Missiroli, presidente di Cassa Galeno - Parliamo di tre aggressioni in media al giorno, allora come cooperativa nata per tutelare i medici e gli odontoiatri non potevamo restare in silenzio di fronte a un fenomeno del genere, purtroppo così attuale". Il fondo, in particolare, offrirà un contributo per le spese sostenute dai soci della cooperativa in caso di aggressione e sarà utilizzato per finanziare attività di prevenzione, formazione e sostegno specifico attraverso coperture di tipo economico, assistenziale, assicurativo e legali. Il lancio dell'iniziativa, che si è svolta nella sala assembleare dell’Enpam, ha coinciso anche con un appuntamento dal valore simbolico: il 'Premio Galeno Cantamessa', arrivato alla sua sesta edizione, che ogni anno assegna ai giovani medici (sotto i 40 anni) tre borse di studio (per progetti inerenti la formazione, la ricerca e il volontariato) del valore di 4 mila euro ciascuna in ricordo della ginecologa Eleonora Cantamessa, medaglia d'oro al valor civile e alla sanità pubblica, che nel 2013 perse la vita fermandosi a soccorrere un uomo pestato in strada.
Contro l’ictus, quanto sonno?
(da Univadis) l rischio di ictus, in particolare di tipo ischemico, aumenta in caso di sonni notturni o pisolini pomeridiani particolarmente lunghi. Anche una cattiva qualità del sonno incrementa il rischio, così come un cambio delle abitudini del sonno da una durata media a una più prolungata. Una corretta durata e una buona qualità del sonno sono importanti strategie di prevenzione del rischio di ictus.
Descrizione dello studio Nello studio sono stati inclusi 31.750 soggetti (età media al basale: 61,7 anni) della coorte Dongfeng-Tongji. Le informazioni su durata e qualità del sonno sono state raccolte attraverso questionari, quelle sull’ictus attraverso registri delle assicurazioni sanitarie. Gli hazard ratio (HR) per ictus incidente sono stati stimati utilizzando modelli di regressione di Cox. Fonte di finanziamento: National Natural Scientific Foundation of China; National Key Research and Development Program of China.
Risultati principali Il rischio di ictus è risultato maggiore nelle persone che dormivano 9 o più ore/notte rispetto a quelle con sonni notturni compresi tra 7 e meno di 8 ore/notte (HR 1,23). Un sonno notturno di durata inferiore a 6 ore non sembra avere un effetto significativo sul rischio di ictus. Il rischio totale di ictus è risultato maggiore anche con pisolini pomeridiani superiori ai 90 minuti vs pisolini compresi tra 1 e 30 minuti (HR 1,25). Per il solo ictus ischemico sono stati ottenuti risultati simili.
Il rischio di ictus totale, ischemico ed emorragico è aumentato rispettivamente del 29%, 28% e 56% nei soggetti con sonno di scarsa vs buona qualità. Sono stati osservati effetti congiunti sull’aumento del rischio di ictus totale per sonni notturni uguali o superiori alle 9 ore + pisolini superiori a 90 minuti (HR 1,85) e per sonni notturni uguali o superiori alle 9 ore + scarsa qualità del sonno (HR 1,82). Rispetto al mantenimento di un sonno di 7-9 ore/notte, un sonno costantemente uguale o superiore a 9 ore/notte o il passaggio da 7-9 ore/notte a 9 o più ore/notte sono risultati associati a un aumento del rischio di ictus totale.
Limiti dello studio Le informazioni su durata e qualità del sonno non sono state misurate, ma riferite dai partecipanti. Non sono stati raccolti dati su disturbi del sonno come l’apnea notturna. La generalizzabilità dei risultati è limitata. Non è possibile escludere la presenza di altri fattori confondenti oltre a quelli presi in considerazione.
Perché è importante Gli studi che mettono in associazione durata e qualità del sonno con rischio di ictus hanno portato a risultati contrastanti. Pochi studi hanno analizzato eventuali differenze nel rischio di ictus emorragico e ischemico associato a durata e qualità del sonno. Comprendere meglio il legame sonno-ictus potrebbe aiutare a mettere in campo strategie di prevenzione efficaci.
(Zhou L, Yu K, et al. Sleep duration, midday napping, and sleep quality and incident stroke. The Dongfeng-Tongji cohort. Neurology 2020. Doi: 10.1212/WNL.0000000000008739 )
“Anche i medici devono sentirsi responsabili della salute dell’ambiente”. Il documento di Fnomceo, Isde, Cipomo e Slow Medicine”
"Le conoscenze a nostra disposizione - si spiega nel documento - rendono ormai eticamente ed economicamente inaccettabile occuparsi solo degli aspetti clinici della medicina, continuando a trascurare le enormi potenzialità della prevenzione primaria e le conseguenze sulla salute dell’ambiente, dei cambiamenti climatici, della produzione di energia, dei mezzi di trasporto, delle tecniche agricole e di allevamento, del modo di alimentarsi e della qualità dei cibi, delle scelte economiche, delle sempre più evidenti disuguaglianze sociali” Leggi l'articolo completo al LINK
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=81093&fr=n
Altro che Coronavirus. Lo scioglimento dei ghiacci potrebbe rilasciare virus di 15 mila anni fa
(da Agi) Lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe rilasciare virus molto vecchi e potenzialmente pericolosi. Un team di ricerca composto da scienziati cinesi e statunitensi ha esaminato due campioni di ghiaccio di 15.000 anni fa prelevati dall'Altopiano tibetano, rilevando 33 virus, molti dei quali sono risultati sconosciuti. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista bioRxiv. Dopo aver scavato per 50 metri nell'Altopiano del Tibet, per indagare su eventuali agenti patogeni giacenti all'interno del ghiacciaio, i ricercatori hanno scoperto 28 nuovi virus dall'azione sconosciuta. Nello scenario peggiore, secondo la ricerca, i virus potrebbero essere rilasciati nell'atmosfera a seguito del riscaldamento globale e dello scioglimento del ghiaccio. Il progetto, durato 5 anni, ha avuto inizio con la rimozione dello strato superiore del ghiaccio (circa mezzo centimetro), successivamente decontaminato con un lavaggio in etanolo e acqua. Il team ha quindi applicato tecniche genetiche e microbiologiche per registrare il Dna all'interno dei due campioni di ghiaccio.
Violenze su medici, docufilm racconta ‘angeli’ in prima linea
(da AdnKronos Salute) Andare al lavoro sapendo di poter rischiare la vita. Lo hanno vissuto i medici che hanno subito un'aggressione verbale o fisica mentre lavoravano in pronto soccorso o alla guardia medica. Le loro storie sono al centro del docufilm 'Notturno' diretto da Carolina Boco, prodotto da Corrado Azzollini per Draka Production, in collaborazione con la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), presentato alla Camera e che sarà distribuito su Amazon Prime e girerà l'Italia con proiezioni speciali. 'Notturno' vede la partecipazione di Maria Grazia Cucinotta: "I medici che lavorano in prima linea sono angeli che vanno protetti - ha affermato l'attrice - Le guardie mediche mettono spesso a rischio la propria vita".
"Notturno è un film-denuncia sulla violenza contro i medici, ma soprattutto sulla solitudine, su un'organizzazione che lascia i professionisti da soli - ha spiegato Anelli, che ha presentato il docufilm con la Cucinotta - Lo abbiamo fortemente voluto e promosso. L'obiettivo è far riflettere tutti sullo stato in cui versa la professione, soprattutto in alcuni ambiti come la continuità assistenziale e i pronto soccorso, e vuole stimolare i decisori a invertire la rotta e avviare una riforma soprattutto delle aree più critiche della professione". Nel docufilm - l'anteprima nazionale oggi all'Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera, con la presenza del ministro della Salute Roberto Speranza - anche le interviste ai giornalisti Massimo Giletti e Gerardo D'Amico, che con le loro inchieste hanno tante volte raccontato le aggressioni e analizzato le cause di questo fenomeno. Al centro del progetto, le voci di camici bianchi che hanno subito direttamente violenza durante un turno di lavoro: Giovanni Bergantin, medico di medicina generale, preso a calci e pugni da un paziente; Ombretta Silecchia, minacciata con una pistola durante l'attività di guardia medica; Vito Calabrese, marito di Paola Labriola, psichiatra uccisa da un suo paziente.
"Il cinema è una forma d'arte, ma anche un potente mezzo di comunicazione - ha osservato il produttore della Draka, Corrado Azzollini - e per questo abbiamo creduto fosse giusto sposare un tema divenuto così urgente nella cronaca di tutto il Paese. Un problema di enorme rilevanza sociale, culturale e politica. Non siamo abituati ad ascoltare i medici che parlano delle loro paure, delle loro difficoltà. Forse inconsciamente crediamo che siano invincibili, eppure sono persone che meritano di lavorare in sicurezza".
Li Wenliang, un medico che ha fatto solo il suo dovere
Giovani medici e ricercatori, il 70% è precario, sottopagato e motivato ad andar via.
(da Doctor33) Il 70% dei medici italiani e stranieri è sottopagato e retribuito con 7 euro all'ora in cliniche private con 12 ore di guardia medica; il 90% dei medici stranieri giovani cerca di inserirsi nel Ssn ma non riesce per mancanza di cittadinanza o di specializzazioni e il 95% dei ricercatori italiani sono precari e prendono circa 1500 euro al mese, senza alcuna garanzia per il futuro. Questi solo alcuni dei principali risultati emersi dallo studio svolto dai dipartimenti giovani e seconda generazione dell'associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), dell'Unione medica euro mediterranea (Umem) e del Movimento internazionale transculturale interprofessionale "Uniti per Unire"(UxU) sul fenomeno dei giovani, sottopagati, pagamenti in ritardo, carenza dei medici e fuga all'estero. «Sono dati che ci preoccupano visto che di continuo riceviamo da una parte richieste di medici giovani di andare all'estero e dall'altra parte da tutte le regioni offerte di lavoro, il nostro impegno è di far incontrare le offerte con le richieste risolvendo le criticità sollevate dai medici e ricercatori intervistati», dichiara Foad Aodi, fondatore Amsi e Umem e membro del Registro esperti Fnomceo che lancia il suo appello al Governo italiano. «A nome dei nostri movimenti e dipartimenti #FermatelaFugadeiCervelli, l'Italia ha un Ssn tra i migliori e l'ha dimostrato in tantissime occasioni e per primi in Europa hanno isolato il Coronavirus grazie alla ricerca e eccellenza italiana e ad una ricercatrice precaria augurando che sia un esempio per tutti e un invito a stimolare i ricercatori italiani di far ritorno in Italia per servire il paese non da precari», conclude Aodi. La ricerca è stata effettuata su un campione di 5 mila medici e ricercatori italiani e di origine straniera che si è rivolto allo "Sportello Amsi Online". I temi delle domande sono stati: lavoro, pagamento, specializzazione, meritocrazia e motivo di lasciare l'Italia. Gli intervistati erano 2500 medici italiani, 1500 medici stranieri e 1000 ricercatori. Tra gli altri dati emersi, si parla del 50% di medici italiani e stranieri che viene pagato in ritardo in base al pagamento delle assicurazioni; il 95% dei medici specialisti italiani e stranieri in area chirurgica cerca di fuggire all'estero sono bloccati dal primo operatore; il 60% dei medici di origine straniera sono figli di seconda generazione con cittadinanza italiana. Il 100% degli intervistati ha chiesto più borse di specializzazioni, più stabilità e garanzie per tutti e no alle promesse non praticabili; così come, il 100% degli ha chiesto se ci fossero serie volontà politiche si potrebbero risolvere in pochi anni la carenza dei medici specialisti, la fuga all'estero, lo sfruttamento lavorativo, la medicina difensiva, e l'inserimento dei medici stranieri nelle strutture pubbliche. «I giovani professionisti della sanità italiani e di origine straniera del movimento di Uniti per Unire, Amsi e Umem si sentono motivati e sempre disponibili a dare il loro contributo in Italia, un paese pieno di eccellenze ma richiedono anche la giusta attenzione da parte della politica negli anni a seguire e la fine di tante incertezze e mancati riconoscimenti per il loro prezioso contributo per una sanità pubblica migliore e per un futuro migliore sempre in Italia». Cosi dichiarano Artes Memelli, dottoressa di origine albanese coordinatrice Dipartimento giovani di Amsi, Nadir Aodi, laureando in podologia coordinatore Dipartimento gioventù e seconda generazione di Uniti per Unire e Eleonora Grimaldi, medico di medicina generale coordinatrice Dipartimento giovani di Umem e coordinatrice Osservatorio giovani medici Lazio.
Donne medico. Nuove tutele per mmg e guardie mediche con il servizio assicurativo ‘Primi trenta giorni di malattia’
Coronavirus: le risposte dell’ISS ai dubbi più frequenti su esposizione, prevenzione e trasmissione
Suicidio assistito, la FNOMCeO aggiorna il Codice Deontologico
(da https://portale.fnomceo.it) Il Consiglio Nazionale ha approvato all’unanimità gli indirizzi applicativi dell’articolo 17. Non sarà punibile dal punto di vista disciplinare, dopo attenta valutazione del singolo caso, il medico che liberamente sceglie di agevolare il suicidio, ove ricorrano le condizioni poste dalla Corte Costituzionale
“La libera scelta del medico di agevolare, sulla base del principio di autodeterminazione dell’individuo, il proposito di suicidio autonomamente e liberamente formatosi da parte di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale, affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili, che sia pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli (sentenza 242/19 della Corte Costituzionale e relative procedure), va sempre valutata caso per caso e comporta, qualora sussistano tutti gli elementi sopra indicati, la non punibilità del medico da un punto di vista disciplinare”.
È questo il testo degli indirizzi applicativi all’articolo 17 del Codice di Deontologia medica (ATTI FINALIZZATI A PROVOCARE LA MORTE), approvati all’unanimità ieri a Roma dal Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei Medici (FNOMCeO). Il Consiglio Nazionale, composto dai 106 presidenti degli Ordini territoriali, ha così voluto aggiornare il Codice dopo la sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale, che ha individuato una circoscritta area in cui l’incriminazione per l’aiuto al suicidio non è conforme alla Costituzione. Si tratta dei casi nei quali l’aiuto riguarda una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale (quali, ad esempio, l’idratazione e l’alimentazione artificiale) e affetta da una patologia irreversibile, fonte di intollerabili sofferenze fisiche o psicologiche, ma che resta pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Se ricorrono tutte queste circostanze, oltre ad alcune condizioni procedurali, l’agevolazione del suicidio non è dunque punibile da un punto di vista penale.
Ma cosa succede se, a prestare aiuto, è un medico?
“Abbiamo scelto di allineare anche la punibilità disciplinare a quella penale -spiega il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli- in modo da lasciare libertà ai colleghi di agire secondo la legge e la loro coscienza. Restano fermi i principi dell’articolo 17, secondo i quali il medico, anche su richiesta del paziente, non deve effettuare né favorire atti finalizzati a provocarne la morte. E ciò in analogia con quanto disposto dalla Corte, che, al di fuori dell’area dell’area delimitata, ha ribadito che l’incriminazione dell’aiuto al suicidio ‘non è, di per sé, in contrasto con la Costituzione ma è giustificata da esigenze di tutela del diritto alla vita, specie delle persone più deboli e vulnerabili, che l’ordinamento intende proteggere evitando interferenze esterne in una scelta estrema e irreparabile, come quella del suicidio’.”
E cosa cambierà, dunque, nella pratica?
“I Consigli di disciplina saranno chiamati a valutare ogni caso nello specifico, per accertare che ricorrano tutte le condizioni previste dalla sentenza della Corte Costituzionale - spiega Anelli -. Se così sarà, il medico non sarà punibile dal punto di vista disciplinare. In questo modo abbiamo voluto tutelare la libertà di coscienza del medico, il principio di autodeterminazione del paziente e, nel contempo, l’autonomia degli Ordini territoriali nei procedimenti disciplinari, correlandoli con la perfetta aderenza ai dettami costituzionali”. Frutto di un lungo lavoro della Consulta deontologica della FNOMCeO -coordinata da Pierantonio Muzzetto-, gli Indirizzi applicativi sono stati approvati dal Comitato Centrale del 23 gennaio scorso e portati questa mattina all’esame del Consiglio nazionale. Da oggi sono parte integrante del Codice di Deontologia Medica.
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Coronavirus: “Nessuna pandemia, ogni discriminazione è inaccettabile e irrazionale”
Cosa cambia ora che il virus è sbarcato anche in Italia? Una riflessione del Presidente della Simit alla luce di un evento sociale che ci coinvolge tutti. "In questa fase si deve solo continuare a vigilare sulla eventuale presenza di nuovi casi e sui soggetti eventualmente esposti ai due casi segnalati in Italia senza creare un allarme non motivato”, sottolinea Marcello Tavio, Presidente Simit. Leggi l'articolo completo al LINK
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=80897&fr=n
Fumo. Divieto in macchina con i minori funziona: esposizione dei bambini ridotta del 72% in UK
La gestione multidisciplinare del paziente anziano nello studio odontoiatrico
(da Odontoiatria33) Un sessantacinquenne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un quarantacinquenne di 30 anni fa. I nuovi 'senior', infatti, sono attivi e dediti alla cura di sé: fanno sport, sono attenti all'alimentazione, utilizzano le ultime tecnologie per comunicare, vanno spesso a teatro e al cinema, hanno una vita sentimentale soddisfacente. Da questo presupposto nasce un nuovo approccio anche all'odontoiatria: quello geriatrico, che coinvolge non solo l'aspetto clinico, ma più globale del paziente. Un esempio di questo innovativo approccio è rappresentato dal Progetto Silver, ideato da Lea Di Muzio e realizzato da DentalBreraClinic di Milano. Ne abbiamo parlato con i titolari, i dottori Stefano Gracis e Matteo Capelli.
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Oftalmologi, stop alle prestazioni mediche abusive dagli ottici
Giudici, no ai medici del 118 anche nei Pronto Soccorso
(da DottNet) Secondo due giudici del tribunale di Firenze, in due cause distinte ma promosse per lo stesso motivo, i medici del 118 della Usl Toscana Centro non devono coprire mansioni 'doppie', sia quella conosciuta dell'assistenza prestata in emergenza con le ambulanze, sia quella di cura dei pazienti al pronto soccorso nei 'tempi morti' di attesa delle richieste di intervento dalla centrale operativa. I giudici in due ordinanze hanno sospeso l'efficacia del 'progetto' della Usl Toscana Centro che assegnava ai medici del 118 'mansioni promiscue' all'ospedale di Figline Valdarno (Firenze). Per i giudici il progetto è "inesigibile" perché ha aspetti di illegittimità: espone i medici del 118 a "rilevanti rischi", anche di natura penale, qualora non eseguano correttamente le prestazioni mediche, con pericolo di danni per i pazienti. Il medico del 118 deve uscire in ambulanza dalla postazione entro un minuto dalla chiamata dalla centrale: ma col progetto Usl tale tempistica è impossibile da rispettare se lo stesso medico sta intanto curando i pazienti del pronto soccorso.
