Facebook lancia offensiva contro disinformazione sui vaccini

(da AGI/AFP)  Facebook lancia un'offensiva per bloccare l'onda di disinformazione sul tema dei vaccini. L'annuncio arriva dopo che il social network nelle scorse settimane aveva ricevuto molte pressioni dopo l'esplosione di nuovi casi di morbillo negli Usa attribuita al fatto che un numero sempre crescente di genitori rifiutano di far vaccinare i loro figli. Monika Bickert, vicepresidente di Facebook, ha affermato che la compagnia prendera' misure per ridurre la diffusione di "dati falsi" cercando di fornire agli utenti informazioni sui vaccini verificate scientificamente. "Ridurremo il ranking di gruppi e pagine che diffondono disinformazioni sui vaccini nei newsfeed e nei motori di ricerca", ha detto Bickert. L'Organizzazione mondiale della sanita' e i Centri per la prevenzione delle malattie negli Usa hanno identificato "dei falsi sui vaccini", e se questi "apparriranno su Facebook noi prenderemo delle misure". L'Oms il mese scorso ha identificato la resistenza a ricorrere ai vaccino come una delle dieci maggiori minacce alla salute nel 2019.

Deprescrizione e riconciliazione terapeutica, al via il primo ambulatorio a Torino

(da M.D.Digital)   Dopo i primi esperimenti in Emilia-Romagna e Toscana sbarca anche in Piemonte la “deprescrizione”, ossia la revisione critica dei trattamenti farmacologici seguiti da anziani e cronici per sfoltire la lista dei medicinali assunti. Il merito va all’Asl 3 di Torino, che nella Casa della salute di Torre Pellice ha aperto il primo ambulatorio per la Deprescrizione e riconciliazione terapeutica (Dert). Inaugurato di recente sulla base di un progetto-pilota proposto dai medici di famiglia che operano nella struttura, il Dert accoglie i pazienti inviati dai loro curanti per rivalutare le terapie in corso e migliorare l’aderenza terapeutica.

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Medici con dolore muscolo-scheletrico

(da Univadis)  In base a una recente metanalisi pubblicata su JAMA, quasi il 60% di 5828 medici con un’età media di 46 anni  hanno segnalato dolore muscolo-scheletrico e il 12% ha fatto ricorso a giorni di assenza dal lavoro, limitazioni sul lavoro o pensionamento anticipato a causa del dolore. Queste percentuali inseriscono i professionisti sanitari nella stessa categoria degli operai edili e altri lavoratori ad alto rischio in termini di disturbi muscolo-scheletrici associati al lavoro.

(Epstein S, et al. JAMA Surg. 27 dic 2017 [Pubblicazione online prima della stampa]. doi:

10.1001/jamasurg.2017.4947.  https://jamanetwork.com/journals/jamasurgery/article-abstract/2666200 )

Salute: boom di disturbi all’udito, la metà si possono prevenire

(da AGI)  In parte è colpa degli stili di vita, come l'abitudine ad ascoltare la musica ad alto volume nelle cuffie. In parte è perché si ha la tendenza a trascurare i primi campanelli d'allarme. Fatto sta che le persone con problemi all'udito sono sempre più numerose nel mondo, e l'Italia non fa eccezione. Con conseguenze pesanti per qualità della vita. Per questo il 3 marzo si è celebrata  la Giornata mondiale dell'udito, promossa dall'Organizzazione mondiale della sanità. Lo slogan di quest'anno è "Controlla il tuo udito", un messaggio che intende richiamare l'attenzione sull'importanza di identificare precocemente un'eventuale perdita dell'udito e intervenire in tempi brevi. Molte sono infatti le persone che vivono con un abbassamento dell'udito non identificato mentre controllarsi è il primo passo per affrontare il problema. Secondo l'Oms oltre il 5 per cento della popolazione mondiale, circa 466 milioni di persone, ha una riduzione dell'udito che incide sulla qualità della vita. Le stime indicano che entro il 2050 oltre 900 milioni di persone (ovvero 1 su 10) avrà una perdita uditiva disabilitante. Nel nostro Paese, in particolare, si stima che una persona su 10 abbia problemi d'udito. Il 37 per cento dei soggetti con problemi ha più di 74 anni d'età. Ma sono aumentati i casi di ipoacusia nei giovani fra i 15 e i 24 anni: si è passati dal 3 per cento del 2012 al 4,2 per cento del 2015. Si stima che ben 5 milioni di italiani con ipoacusia non utilizzino un apparecchio acustico, condizione che puo' far aumentare del 28 per cento il rischio di non riuscire a svolgere le attività quotidiane più semplici oltre che esporre al rischio di perdita di autonomia e indipendenza. Inoltre, il mancato uso di protesi acustiche come soluzione all'ipoacusia accresce la probabilità di demenza (+21 per cento) e, negli uomini, di depressione (+43 per cento). La buona notizia è che, secondo l'Oms, la metà di tutti i casi di ipoacusia può essere prevenuta, attraverso misure di sanità pubblica. In primis, si sottolinea l'importanza di controllare di tanto in tanto l'udito, specialmente le persone più a rischio, come gli adulti sopra i 50 anni, quelli che lavorano in luoghi rumorosi, quelli che ascoltano musica ad alto volume per lunghi periodi di tempo e quelli che hanno già problemi all'orecchio. Inoltre, l'Oms raccomanda che i servizi per l'identificazione e l'intervento precoce su patologie all'orecchio vengano essere resi disponibili attraverso il sistema sanitario.

I batteri che popolano l’intestino possono influenzare la salute mentale

(da Doctor33)   Secondo uno studio pubblicato su Nature Microbiology, esiste un legame tra i batteri che popolano l'intestino e la salute mentale. «L'idea che i metaboliti microbici possano interagire con il nostro cervello e, quindi, con il comportamento e le sensazioni, è intrigante, ma la comunicazione tra microbiota intestinale e cervello è stata per lo più esplorata in modelli animali» spiega Jeroen Raes, della University of Leuven e del VIB Center for Microbiology, in Belgio, autore senior dello studio. «Nel nostro studio però abbiamo identificato diversi gruppi di batteri che si differenziavano in base alla depressione e alla qualità della vita a livello di popolazione» prosegue.   I ricercatori hanno analizzato i dati di 1.054 individui arruolati nel Flemish Gut Flora Project (FGFP), e hanno rilevato che due gruppi di batteri, coprococcus e dialister, erano scarsi in persone con diagnosi di depressione, a prescindere dal trattamento antidepressivo. Hanno quindi convalidato i loro risultati esaminando una coorte indipendente di 1.063 individui dello studio Dutch LifeLines DEEP e in un gruppo di pazienti con disturbo depressivo maggiore resistente al trattamento. Gli esperti hanno notato anche che batteri delle famiglie faecalibacterium e coprococcus sono risultati costantemente associati a indicatori di una maggiore qualità della vita. Entrambi i batteri producono butirrato, un acido grasso a catena corta che rinforza la barriera epiteliale e riduce l'infiammazione intestinale, e di entrambi è stata notata una certa scarsità in concomitanza con malattie infiammatorie intestinali e depressione. I ricercatori hanno quindi creato il primo catalogo dei batteri intestinali umani che hanno potenziale neuroattivo. «Questo è un primo tentativo di collegare la composizione della flora batterica dell'intestino con la depressione in un ampio studio di popolazione. I dati mostrano che nelle persone depresse potrebbe esserci una riduzione di specifici batteri che producono determinate sostanze chimiche» conclude John Cryan, dello University College Cork, autore senior dello studio. (Nat Microbiol. 2019. doi: 10.1038/s41564-018-0337-x  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30718848  )

 

Tumori: al via nuovo studio su agopuntura per controllare dolore

(da AGI)  L'Istituto Europeo di Oncologia ha avviato un nuovo studio clinico sui benefici dell'agopuntura nel controllo del dolore, dell'ansia e degli altri effetti avversi che, in varia misura, insorgono dopo ogni intervento chirurgico. La ricerca e' stata presentata e accolta con grande interesse al congresso internazionale "Dolore e Agopuntura", che si e' concluso ieri a Milano, organizzato dalla Societa' italiana di Agopuntura e dalla Scuola di agopuntura So Wen. Lo studio confronta l'efficacia nel controllo del dolore tra l'agopuntura e la terapia antidolorifica standard post-operatoria nelle pazienti con tumore del seno di piccole dimensioni, sottoposte a intervento chirurgico conservativo in regime di day surgery. Parteciperanno in totale 124 pazienti, di cui 62 riceveranno la terapia antidolorifica standard e 62 la sola agopuntura. I risultati preliminari su un gruppo di 15 pazienti hanno dimostrato che l'agopuntura da sola ottiene un ottimo controllo del dolore, dell'ansia e degli altri disturbi correlati all'intervento. "Ogni anno in IEO circa 1.300 pazienti vengono operate presso l'unita' di Day Surgery Senologico, dove ricevono una terapia completa, senza una sola notte di ricovero in ospedale", dichiara Mattia Intra, Direttore Day Surgery Senologia IEO. "Il nostro obiettivo e', ove possibile, ridurre l'impatto dell'intervento oncologico al seno sulla vita delle pazienti. Quasi tutte, il 99 per cento, riceve - continua - un trattamento chirurgico conservativo, e tutte sono sottoposte a terapia del dolore post-intervento, in dosi standard. Il 30 per cento pero' richiede una dose aggiuntiva di antidolorifici nelle ore successive alla prima somministrazione. Dunque possiamo fare di piu' per ridurre l'invasivita' globale della chirurgia. Il nostro obiettivo e' la riduzione massima possibile delle dosi di farmaci, da un lato, e del dolore e gli effetti collaterali dall'altro. Per questo abbiamo pensato all'agopuntura, uno strumento utilizzato quotidianamente da molti Cancer Center americani, per esempio il Memorial Sloan Kettering, ed europei, come il Gustave Roussy, per contrastare il dolore gli altri effetti avversi delle terapie oncologiche".

I test di sperimentazione statunitensi confermano: l’erbicida Roundup ha causato il cancro

(da fimmg.org e Reuters)  La società Bayer AG, nuova proprietaria della molecola Glifosato dopo la acquisinzione di Monsanto, ha dovuto sostenere un a seconda causa negli USA dopo la dimostrazione sperimentale che il prodotto Roundup, basato sul diserbante glifosato, causa il cancro, sei mesi dopo che il valore della compagnia era stato scosso dalla sentenza di un Tribunale californiano che la obbligava a pagare 289 milioni di dollari   Leggi la notizia completa al LINK

Il Manifesto delle professioni sanitarie e sociali per il futuro del Ssn

(da M.D.Digital)    I rappresentanti di dieci Ordini delle professioni sanitarie hanno messo a punto un Manifesto unitario in cui sottolineano al Governo e alle Regioni i loro timori e fanno richieste precise su cui indirizzare il futuro del Ssn. Inoltre precisano che l’evoluzione del sistema sanitario deve essere fatto a nome e “per tutti i cittadini in modo assolutamente universalistico e uguale per tutti”. E non potrà prescindere dal contributo dei professionisti che vi lavorano. Il Manifesto che le professioni sanitarie e sociali mettono sul tavolo di Governo, Parlamento e Regioni contiene sei precise richieste: 1. intensificare la collaborazione con le professioni sanitarie e sociali e i loro enti esponenziali perché il Ssn garantisca effettivamente e uniformemente i diritti costituzionalmente tutelati dei cittadini; 2. rispettare i principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà, universalismo ed equità alla base del Servizio sanitario e ne confermarne il carattere nazionale; 3. elaborare un’analisi rischi/benefici delle proposte di autonomia differenziata presentate dalle Regioni per misurarne l’impatto sulla finanza pubblica e sulla tenuta di tutti i servizi sanitari regionali; 4. adottare iniziative per parametrare il fabbisogno regionale standard anche in base alle carenze infrastrutturali, alle condizioni geomorfologiche e demografiche e alle condizioni di deprivazione e di povertà sociale; 5. garantire il superamento delle differenze tra i diversi sistemi sanitari regionali anche mediante la definizione e implementazione di un Piano Nazionale di Azione per il contrasto alle diseguaglianze; 6. scongiurare il rischio che sia pregiudicato il carattere nazionale del nostro Servizio sanitario. “Il Governo deve porre al centro dell’agenda politica il tema della tutela e unitarietà del Servizio sanitario nazionale – hanno affermato unanimi i presidenti delle 10 Federazione (30 professioni) presenti - e sollecitare le Regioni al rispetto dell’art. 2 della Costituzione che ricorda alle Istituzioni i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale su cui deve fondarsi la vita del Paese, dell’art. 3 (eguaglianza dei cittadini) e dell’art. 32 della Costituzione (tutela della salute)”. Le professioni della salute chiedono alcuni impegni precisi a Governo e Regioni: l’attivazione di un tavolo di lavoro permanente dove potersi regolarmente confrontare sulle politiche sanitarie, anche con la partecipazione dei rappresentanti dei cittadini;  la sottoscrizione con tutte le professioni sanitarie e sociali e l’attivazione in tutte le Regioni e secondo schemi omogenei condivisi dei recenti protocolli voluti dalle Regioni per instaurare un rapporto diretto con i professionisti e garantire un servizio sanitario universalistico e omogeneo; che i cittadini si facciano parte attiva ponendo con iniziative per garantire tutti gli aspetti sottolineati nel manifesto

Concorso Letterario 2019

Nella seduta del 18 dicembre u.s. il Consiglio Direttivo del nostro Ordine ha deliberato di bandire per il 2019 la quarta edizione del Concorso Letterario tra tutti gli iscritti. Anche quest'anno si potrà concorrere per due categorie, prosa (racconti brevi) e poesia (una sola poesia a tema libero). Ogni nostro iscritto potrà presentare lavori sia per la prosa che per la poesia. Gli elaborati dei concorrenti devono essere consegnati alla nostra segreteria entro il 14 Giugno 2019.   Modulo di partecipazione Regolamento

La Spagna scalza l’Italia e diventa il Paese più sano al mondo.

Ecco il nuovo Healthiest Country Index 2019 di Bloomberg. La classifica è basata su una serie di indicatori di salute come l'aspettativa di vita, coperture vaccinali, mortalità neonatale, fattori di rischio come fumo e obesità ma anche fattori ambientali come l’acqua pulita e i servizi igienico-sanitari. Rispetto all'edizione 2017 il nostro Paese perde il primato a favore degli iberici e scende al secondo posto. In ogni caso la dieta mediterranea rimane il ‘segreto’ per una nazione sana.  Leggi la notizia completa e la graduatoria al LINK

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=71299&fr=n

Depressione e ansia. I medici ne soffrono più degli altri

(da Quotidiano Sanità e Reuters Health)   Interventi mirati sui medici sono moderatamente efficaci per ridurre i sintomi di depressione, ansia e suicidio. È quanto emerge da una revisione sistematica e una meta-analisi pubblicate online su 'The Lancet Psychiatry'. Rispetto alla popolazione generale e ad altri gruppi professionali, i medici hanno una maggiore prevalenza di depressione, ansia e pensieri suicidi.

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Malati cronici, in Francia attività fisica in ricetta contro nuovi ricoveri

(da Doctor33)   Prescrivere l'attività fisica sistematicamente alle persone con malattie croniche, come un vero e proprio farmaco, per evitare le ri-ospedalizzazioni. Esercizi fisici differenti per le diverse patologie e 'dose' minima necessaria uguale per tutti: almeno 3 volte a settimana per raggiungere l'obiettivo. E' la sintesi delle raccomandazioni per medici e pazienti elaborate in Francia dagli esperti dell'Istituto nazionale per la ricerca (Inserm). Gli esperti francesi hanno messo a punto consigli diversificati per le diverse problematiche. Eccone alcuni:   Obesità: l'obiettivo è ridurre il girovita, serve dunque un programma di esercizi di resistenza. Nel diabete di tipo 2 servono esercizi per potenziare i muscoli, uniti a esercizi di resistenza di intensità medio-forte. Per l'insufficienza cardiaca sono consigliati 30 minuti di attività moderata 5 volte la settimana. E ancora. Ictus: è necessaria un'attività fisica regolare da integrare anche nei gesti quotidiani per ridurre l'impatto le conseguenze neuromuscolari. Bpco: esercizi di resistenza e potenziamento muscolare, utile in particolare nuoto e Tai Chi. Depressione: programma di resistenza e potenziamento muscolare almeno 3 volte a settimana per prevenire le recidive e ridurre i sintomi.

Le protesi ad anca e ginocchio resistono per 25 anni

(da DottNet)   La maggior parte delle protesi all'anca e al ginocchio durano 25 anni, più di quanto pensino gli esperti. Lo afferma uno studio coordinato dall'università di Bristol pubblicato dalla rivista 'Lancet', basato sui dati di oltre 500mila protesi impiantate in sei paesi. I ricercatori hanno analizzato i numeri dei registri di Australia, Finlandia, Danimarca, Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia. Per quanto riguarda le sostituzioni d'anca l'89% del campione dura 15 anni, il 70% dura 20 anni e il 58% 25 anni. Per quanto riguarda la sostituzione totale del ginocchio nel 93% dei casi la protesi è durata 15 anni, mentre nell'82% almeno 25 anni; mentre per quella parziale le cifre sono leggermente più basse, con il 77% che è durato 15 anni e il 70% 25 anni.   "Dato il miglioramento nella tecnologia e nelle tecniche di impianto negli ultimi 25 anni - sottolinea alla Bbc Jonathan Evans, uno degli autori - ci aspettiamo che le protesi impiantate oggi possano durare anche di più".  Questi interventi sono tra i più frequenti eseguiti negli ospedali occidentali, sottolineano gli autori, molto spesso in persone con più di 60 anni. Secondo i dati dell'Istituto superiore di Sanità in Italia ogni anno si eseguono circa 100mila interventi di inserimenti di protesi all'anca e 70mila al ginocchio.

Ecco il Piano nazionale liste attesa (PNGLA). Sulle ricette le principali ricadute per i medici, ecco quali

(da Doctor33)   Chi sbaglia paga: la struttura se fa aspettare il paziente, quest'ultimo se non si presenta all'esame, il medico se non scrive in ricetta quanto deve attendere l'utente secondo il suo problema, o se dimentica il quesito diagnostico. Lo dice il piano nazionale di governo delle liste d'attesa 2019-21 approvato in conferenza stato-regioni che fissa tempi massimi per prestazioni ambulatoriali e di ricovero raggruppandole in categorie secondo urgenza. Diritti del paziente - Se i tempi non sono rispettati il paziente effettuerà la prestazione in libera professione intramuraria pagando solo il ticket e non l'intero valore; i sanitari in Alpi saranno pagati dall'azienda in base a un contratto di libera professione aziendale: un ricorso -questo ai percorsi di tutela per i pazienti che non ottenessero le visite nei tempi canonici - che è comunque previsto in via eccezionale e temporanea. Si istituiscono agende per tutti i regimi, dal ricovero ordinario al day hospital, per esami e visite specialistiche e persino per l'attività intramuraria; per quest'ultima, se le proporzioni con l'attività istituzionale non fossero rispettate, è previsto il blocco delle prestazioni. Tempi massimi Ssn - Sia per i ricoveri sia per esami e visite specialistiche sono fissate quattro classi di priorità. I ricoveri sono classificati con le prime quattro lettere dell'alfabeto

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Considerazioni OMCeO Forlì-Cesena sulla certificazione per la Denuncia di Malattia Professionale

Documento approvato in Consiglio il 19 Aprile 2016

Quella comunemente chiamata Certificazione per Malattia Professionale è in realtà, ai sensi del D.P.R. n. 1124 del 1965, una Denuncia di Malattia, e per tali motivi è gratuita per fini di tutela della salute pubblica.

Ma la certificazione o denuncia in oggetto comporta dettagliate conoscenze delle mansioni lavorative della persona con sintomi di malattia per la quale desidera avviare un procedimento di riconoscimento delle cause lavorative della stessa.

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47°CAMPIONATI ITALIANI TENNIS MEDICI

Si svolgeranno dal 23 al 30 GIUGNO 2019 presso il circolo   tennistico dell’hotel Le Balze di Tremosine in provincia di Brescia. E’ una location immersa nel verde del Parco Naturale Alto Garda.

Per tale evento sono previsti una infinità di tabelloni per tutte le età e tutti i livelli di gioco (con gare di campionato, di contorno e tabelloni di consolazione). E’ inoltre occasione per una settimana di relax con la famiglia e accompagnatori nella splendida cornice del lago di Garda.

Per l'iscrizione e la prenotazione alberghiera consultare il sito web www.amti.it

La terapia dell’osteoporosi trascura il sesso maschile

(da M.D.Digital)   Le donne anziane hanno una probabilità tre volte maggiore di essere trattate per l'osteoporosi rispetto agli uomini. Il problema è particolarmente evidente negli uomini di età superiore agli 80 anni, la maggior parte dei quali soddisferebbe i criteri di trattamento. Lo rivela una ricerca pubblicata sul Journal of Investigative Medicine. Si stima che siano circa 10 milioni le persone con osteoporosi e ogni anno si verificano 2 milioni di fratture, con un costo di 19 milioni di dollari (i dati si riferiscono agli Usa). E si prevede che, con il progressivo invecchiamento della popolazione, queste cifre saliranno a 3 milioni di fratture al costo di 25 milioni di dollari entro il 2025.  L'osteoporosi maschile rappresenta un grave problema di salute poiché nell’uomo i loro rischi di morte e di malattia dopo una frattura dell'anca sono più alti rispetto a quelli che si osservano delle donne.   

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L’uso del computer come causa di cervicalgia

(da fimmg.org)   Chi è seduto al computer sporge la testa in avanti per guardare più da vicino lo schermo, ma questa posizione apparentemente innocua contrae la muscolatura del collo e può portare a stanchezza, cefalea, scarsa concentrazione, aumento della tensione e della contrattura muscolare e può limitare i movimenti del capo. "Quando la postura è alta ed eretta, i muscoli della schiena possono sostenere facilmente il peso della testa e del collo, più di 5 kg", spiega Erik Peper dell'Università di San Francisco.

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