Visite fiscali INPS, coinvolti anche medici specializzandi in caso di carenza

(da DottNet)   Anche i medici specializzandi potranno effettuare le visite fiscali INPS in caso di carenza di medici fiscali. Lo prevede una riformulazione del governo a un emendamento presentato da Fratelli d’Italia e inserito nella legge di Bilancio, che amplia in modo mirato la platea dei professionisti coinvolgibili.  La norma stabilisce che i medici specializzandi e i laureati in medicina e chirurgia iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale, fermo restando il principio della formazione specialistica a tempo pieno, possano svolgere visite fiscali per conto dell’Inps esclusivamente al di fuori dell’orario dedicato alla formazione e nel rispetto degli obblighi previsti dal piano di studi. Incarichi libero-professionali e limiti operativi     Le attività dovranno essere svolte mediante incarichi libero-professionali, nel rispetto delle normative e delle linee guida vigenti in materia di medicina fiscale, compresi i limiti delle risorse finanziarie a essa destinate. L’intervento è inoltre circoscritto ai soli casi di carenza di medici fiscali.  La misura si inserisce nel percorso di rafforzamento degli strumenti a disposizione dell’Inps per garantire la continuità delle visite di controllo, anche attraverso soluzioni organizzative e digitali

Contratto dirigenti sanitari, le nuove tutele: cosa cambia su ferie, mobilità e aggressioni

(da Doctor33)   Il rinnovo del CCNL 2022–2024 per la dirigenza medica, veterinaria e sanitaria introduce una serie di aggiornamenti normativi che riguardano organizzazione del lavoro, diritti individuali e tutele professionali, illustrati nelle schede esplicative diffuse da Anaao Assomed.  Sul periodo di prova viene chiarito che il dirigente può essere assegnato a uno o più servizi all’interno della stessa azienda sanitaria, purché rientranti nella disciplina del concorso. È escluso l’utilizzo in discipline considerate affini o equipollenti, delimitando così in modo più preciso l’ambito operativo della verifica professionale. In tema di ricostituzione del rapporto di lavoro, il contratto prevede la possibilità per i dirigenti che abbiano cessato il servizio per dimissioni volontarie o per motivi di salute di richiedere il rientro in servizio entro cinque anni dalla cessazione del rapporto. La domanda può essere presentata anche a un’azienda diversa dall’ultima sede di servizio, con l’accoglimento rimesso alla valutazione discrezionale dell’azienda. Per quanto riguarda le ferie, il nuovo impianto contrattuale consente la fruizione anche durante il periodo di preavviso, mentre nei casi di mobilità tra aziende viene confermato il trasferimento delle ferie residue, garantendo continuità nella gestione dei diritti maturati.  Rafforzati anche gli obblighi di informazione verso le organizzazioni sindacali: le aziende dovranno fornire comunicazione preventiva sui fabbisogni di personale e convocare successivi incontri di approfondimento sulle scelte organizzative. Un capitolo specifico è dedicato alle tutele per i dirigenti vittime di aggressioni, con il rafforzamento dell’assistenza legale a carico dell’azienda nei procedimenti conseguenti agli episodi di violenza subiti nello svolgimento dell’attività professionale.  Infine, sulle prestazioni aggiuntive, le schede Anaao ricordano che resta ferma la regola dell’invarianza finanziaria complessiva: le Regioni possono operare compensazioni tra aziende nella gestione dei tetti di spesa e viene confermata la possibilità di integrazione tramite l’utilizzo di una quota fino al 5% delle risorse derivanti dall’intramoenia

Dalla posizione delle uova in frigo all’igiene delle spugnette. Iss: “Ecco gli errori più comuni nelle cucine degli italiani”

(da Quotidiano Sanità)    Ogni quanto vanno cambiate le spugnette per i piatti? E le uova, una volta acquistate, dove vanno riposte?   A queste domande, che riguardano la sicurezza alimentare nella cucina di casa, non tutti gli italiani sono in grado di rispondere correttamente. Così come non tutti sanno che nel pesce conservato a lungo e male si forma una quantità eccessiva di una sostanza tossica chiamata istamina e che la cottura ad alte temperature (al forno, alla griglia o frittura) di alimenti ricchi di amido come patate e pane può portare alla produzione di acrilammide, una sostanza cancerogena.   I dati sugli errori più comuni emergono dalle risposte al questionario “Mangiasicuro!” dell’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito del progetto Sac (Sicurezza alimentare casalinga), che evidenziano come scadenza, salute e igiene siano le tre parole più frequenti che gli italiani associano alla sicurezza alimentare casalinga.   Gli esperti Iss, analizzando i risultati, hanno ideato 10 regole da seguire nella preparazione e conservazione dei cibi.                                                Le dieci regole per la sicurezza alimentare a casa
  1. Pentole e padelle antiaderenti vanno cambiate quando il rivestimento è graffiato o rovinato perché possono rilasciare sostanze nocive per la salute a lungo termine.
  2. Le spugnette per i piatti vanno pulite ad ogni utilizzo, disinfettate o lasciate in acqua bollente per cinque minuti almeno una volta a settimana e cambiate una volta al mese, per abbassare il più possibile la carica batterica.
  3. La disposizione degli alimenti in frigo non deve avvenire in modo casuale. Ad esempio, le uova vanno conservate nel loro contenitore originale nel ripiano centrale del frigo, dove la temperatura rimane costante. Gli alimenti cotti vanno separati da quelli crudi e quelli pronti al consumo (es. affettati e formaggi) vanno posti in un ripiano dedicato.
  4. Il corretto scongelamento dei cibi deve avvenire rispettando la catena del freddo, possibilmente passando per il frigorifero.
  5. Vanno usati taglieri dedicati per alimenti crudi o pronti, oppure i taglieri stessi vanno puliti prima di cambiare alimento (es. insalata e pesce o carne crudi).
  6. Il pollo crudo non va mai lavato prima della cottura, per evitare la diffusione di batteri alle superfici della cucina interessate (in particolar modo il lavandino)
  7. 7. Per evitare la formazione di sostanze potenzialmente tossiche come l’istamina, il pesce fresco, va consumato in tempi brevi, così come quello già in scatola una volta aperto. Va garantito il mantenimento della catena del freddo.
  8. Non tutti i prodotti pronti (ready to eat) vanno consumati direttamente: seguire sempre le modalità d’uso riportate in etichetta dal produttore.
  9. Cuocere troppo (bruciare) i cibi, specie se ricchi di amido (patate e pane) può essere un problema per la salute, in quanto può portare alla produzione di acrilammide, una sostanza cancerogena.
  10. È importante variare gli alimenti, rispettando porzioni e frequenze, prediligere vegetali, cereali integrali e utilizzare legumi almeno due volte a settimana come secondo piatto.

Vaccini mRNA: benefici anche oltre il COVID, mortalità generale ridotta del 25%. Studio su 29 milioni di Francesi

Vaccini mRNA: benefici anche oltre il COVID, mortalità generale ridotta del 25%. Studio su 29 milioni di Francesi (da Sanitainformazione.it)   A quattro anni dalla somministrazione dei primi vaccini anti-COVID a mRNA, arrivano dati solidi che ne confermano la sicurezza e l’efficacia anche nel lungo periodo. Uno studio condotto in Francia e pubblicato il 4 dicembre 2025 sulla rivista 'JAMA Network Open' ha preso in esame la popolazione adulta tra i 18 e i 59 anni, dimostrando che la vaccinazione non solo non è associata a un aumento della mortalità generale, ma risulta addirittura correlata a una riduzione del rischio di morte del 25%, indipendentemente dalla causa. Una conferma importante in un contesto in cui la fiducia nei vaccini è ancora condizionata da dubbi, paure e disinforma zione, anche tra i cittadini favorevoli alla prevenzione. Studio su scala nazionale: oltre 28 milioni di persone coinvolte  -  Il team di ricerca ha analizzato i dati sanitari di oltre 22 milioni di vaccinati con almeno una dose di vaccino mRNA tra maggio e ottobre 2021, confrontandoli con quelli di circa 6 milioni di soggetti non vaccinati nello stesso periodo. Il follow-up medio è stato di 45 mesi, consentendo per la prima volta un’analisi estesa degli effetti a lungo termine, ben oltre la fase acuta della pandemia.  Per garantire la solidità dei risultati, lo studio ha applicato correttivi statistici avanzati per evitare bias comuni come l’immortal time bias, e ha considerato oltre 40 comorbidità e fattori socio-demografici, bilanciando accuratamente i due gruppi.  Meno morti tra i vaccinati, anche escludendo il COVID  - Nel corso dell’osservazione sono stati registrati quasi 100.000 decessi tra i vaccinati e oltre 32.000 tra i non vaccinati. Il dato più atteso riguarda la protezione dal COVID-19: il rischio di morte per questa causa era inferiore del 74% nei vaccinati.  Ma è l’effetto sulla mortalità generale a sorprendere: anche considerando tutte le cause di morte, chi aveva ricevuto il vaccino mostrava una riduzione del rischio del 25%. Un dato che resta valido anche escludendo i decessi per COVID-19, suggerendo un beneficio più ampio della vaccinazione sullo stato di salute complessivo. Ipotesi: effetto indiretto o stile di vita più sano?  - Gli autori propongono diverse interpretazioni. Una riguarda il cosiddetto healthy vaccinee effect: chi sceglie di vaccinarsi potrebbe, in media, avere uno stile di vita più salutare. Tuttavia, l’ampiezza del campione e la robustezza metodologica rendono improbabile che l’intero effetto possa spiegarsi solo così.  Un’altra ipotesi suggerisce benefici indiretti della vaccinazione, come la prevenzione di complicanze cardiovascolari, respiratorie o immunologiche conseguenti a forme gravi di COVID-19, in soggetti vulnerabili o con patologie pregresse. Nessun segnale di rischio a lungo termine  - Il dato più rassicurante è l’assenza di segnali di rischio a distanza di anni: nessun aumento della mortalità per patologie gravi riconducibili alla vaccinazione è stato riscontrato nei soggetti immunizzati. Al contrario, i vaccinati mostrano una sopravvivenza complessivamente migliore, consolidando ulteriormente il profilo di sicurezza dei vaccini a mRNA. Un messaggio chiave per la comunicazione sanitaria  - Nel contesto attuale, dove le campagne vaccinali — soprattutto tra gli adulti e gli over 60 — faticano a raggiungere livelli di copertura ottimali, dati di questo tipo rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare la fiducia. Più ancora dell’efficacia, è la percezione di sicurezza a orientare le scelte dei cittadini.  Per chi si occupa di prevenzione e comunicazione sanitaria, evidenze come queste offrono una base concreta per contrastare la disinformazione e supportare decisioni consapevoli, fondate sui fatti. (https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2842305)  

Visita guidata alla mostra su Maurizio Bufalini

Gent.mo Collega, il Gruppo Culturale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Forlì-Cesena, con la collaborazione del Dott. Giancarlo Cerasoli organizza la visita guidata per gli iscritti e i loro familiari alla mostra su Maurizio Bufalini, ospitata nella Sala Piana della Biblioteca comunale Malatestiana e alla Biblioteca Malatestiana antica. Il giorno previsto per la prima visita è giovedì 15 gennaio 2026 e, se il numero di iscritti risulterà elevato, si ripropone venerdì 6 febbraio 2026, dalle ore 14,30 alle 16. Per ciascuna visita è previsto un solo gruppo di non più di 25 persone, ciascuna delle quali pagherà il biglietto di entrata di 5 euro. Ogni incontro inizierà alle 14,30 con una breve introduzione del Dott. Cerasoli alla figura e l’opera di Maurizio Bufalini. Si andrà poi a visitare la Mostra su Bufalini e successivamente a vedere la Malatestiana antica, con il sussidio della guida messa a disposizione dalla Biblioteca. Giovedì 15 gennaio, alle 14,30, i partecipanti si ritroveranno nell’ Aula Magna della Malatestiana, mentre venerdì 6 febbraio, alle 14,30, presso la Sala Lignea della Malatestiana. Per aderire alla visita in oggetto è necessario comunicare l’adesione specificando il numero dei partecipanti alla Segreteria dell’Ordine (054327157 o info@ordinemedicifc.it) entro il 13/01/2026 alle ore 12,00. Cordiali saluti   Dott. Michele Gaudio Presidente OMCeO Forlì-Cesena

Medici di famiglia, che cosa cambia su certificati e ricette con il Ddl semplificazioni

(da Doctor33)  Il disegno di legge sulle semplificazioni, pubblicato in Gazzetta ufficiale, entrerà in vigore il 18 dicembre e introduce due novità per i medici di medicina generale che, come chiarisce la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), non saranno immediatamente operative. La prima riguarda il rilascio del certificato di malattia. Con l’articolo 58 del provvedimento il medico di famiglia potrà rilasciare il certificato anche a distanza tramite televisita, equiparando la certificazione effettuata con modalità telematiche a quella in presenza. L’applicazione della norma è tuttavia subordinata a un successivo accordo in Conferenza Stato-Regioni, che dovrà definire casi e modalità di utilizzo della telecertificazione su proposta del ministro della Salute. Fino alla conclusione di questo iter restano valide le regole attuali, che prevedono l’accertamento diretto in presenza delle condizioni del paziente. La Fimmg segnala inoltre che restano ferme le sanzioni contro i certificati falsi, sia rilasciati in modalità tradizionale sia telematica. La seconda novità, prevista dall’articolo 62, riguarda la possibilità per i medici di famiglia di prescrivere farmaci per patologie croniche con ricette ripetibili fino a 12 mesi, riducendo la necessità di rinnovi frequenti. Anche questa misura non sarà immediatamente applicabile. L’attuazione è prevista entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, previa adozione di un decreto attuativo del ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Economia, che definirà le modalità applicative e verificherà la sostenibilità finanziaria della misura. Il provvedimento consentirà inoltre ai pazienti di ottenere i farmaci anche sulla base di documentazione di dimissione ospedaliera o di referti di pronto soccorso, senza dover attendere una seconda prescrizione del medico di famiglia, con l’obiettivo di facilitare la continuità dei percorsi assistenziali, in particolare nei periodi festivi e prefestivi.  Al termine dell’iter applicativo, il medico indicherà nella ricetta ripetibile posologia e numero di confezioni dispensabili entro il limite massimo dei 12 mesi e potrà in qualsiasi momento sospendere la ripetibilità o modificare la terapia per esigenze di monitoraggio clinico o di verifica dell’aderenza alle cure.  Il farmacista, ricevuta la ricetta, informerà l’assistito sulle modalità di assunzione dei medicinali e dispenserà un quantitativo sufficiente a coprire 30 giorni di terapia, trasmettendo al medico di famiglia l’avvenuta consegna del farmaco nell’ambito della collaborazione interprofessionale prevista dalle cure territoriali.  

Ricongiunzione, perché conviene fare domanda subito

(da enpam.it)   Come ritrovarsi in mano un biglietto della lotteria che pagherai solo se l’ammontare della vincita che ti aspetta ti soddisfa.  Sembra impossibile, eppure è quel che ti può succedere facendo subito domanda di ricongiunzione dei contributi versati alla gestione separata Inps.  Ora che la ricongiunzione è possibile, ai medici e dentisti liberi professionisti e ai convenzionati con il Ssn conviene fare subito domanda ad Enpam, per sapere da subito come valorizzare anche questi contributi. I VANTAGGI DI FARLA SUBITO   Non perdere tempo è importante perché prima fai la domanda e meno ti costa la ricongiunzione: se la fai oggi, infatti, gli eventuali costi sono cristallizzati alla data di presentazione dell’istanza. Inoltre, la recente apertura dell’Inps dopo anni di contenziosi è un invito a cogliere l’occasione il prima possibile, sfruttando appieno le condizioni vigenti, normative ed economiche. PERCHÉ RICONGIUNGERE   La ricongiunzione permette di recuperare i contributi che giacciono alla gestione separata Inps, come ad esempio quelli versati durante gli anni di specializzazione (dal 2006 in poi), e farli fruttare al meglio per la propria pensione futura. NESSUN IMPEGNO E 60 GIORNI PER DECIDERE   La domanda di ricongiunzione all'Enpam non è vincolante, ma di carattere “esplorativo”.  Si presenta tramite l'area riservata del sito Enpam.it nella sezione “Modulistica online”, oppure attraverso l’Ordine dove si è iscritti. Una volta ricevuta la domanda, l’Enpam farà richiesta del prospetto dei contributi all’Inps (e/o agli altri eventuali enti indicati dall’iscritto), che dovrà quindi fornire un riscontro nel più breve tempo possibile. PER QUALI GESTIONI SI PUÒ FARE?   La domanda può essere presentata per una gestione o anche per più gestioni Enpam alle quali si versano contributi.  L’Enpam risponderà con un’ipotesi, che mette in chiaro costi dell’operazione, benefici economici sulla pensione futura ed effetto di anzianità sulle altre gestioni.  Una volta ricevuta l’ipotesi, l’iscritto avrà poi 60 giorni per valutare l’effettiva convenienza e procedere o meno.

Enpam ribalta le previsioni, investimenti per 752 milioni. Oliveti: «Contributi e patrimonio più che sufficienti per pagare le pensioni future»

(da IlMessaggero.it)   Conti di 400 milioni di euro migliori del previsto per Enpam, l'ente previdenziale non statale più grande d'Italia. La Cassa dei medici e degli odontoiatri si appresta a chiudere il 2025 in positivo nonostante stia sostenendo una spesa pensionistica record. Il patrimonio dell''Enpam, che la scorsa settimana la Covip ha certificato attestarsi a quota 29,5 miliardi di euro (dato a fine 2024), crescerà di almeno altri 154 milioni di euro entro la fine di quest'anno. La stima provvisoria, spiega il quotidiano, è contenuta nel bilancio preconsuntivo approvato all'unanimità dall'Assemblea nazionale dell'ente di previdenza dei camici bianchi che si è tenuta all'Hotel Villa Pamphili Roma. A contribuire all'andamento migliore del previsto c'è la gestione del patrimonio, che al momento ha portato a un saldo positivo degli investimenti per 732 milioni di euro. La redditività degli investimenti finanziari per il 2025, calcolata a mercato, è stimata provvisoriamente attorno al 10 per cento. Il parlamentino della fondazione ha anche approvato il bilancio di previsione per il 2026. L'ente prevede di distribuire 4,7 miliardi di euro di pensioni a medici, dentisti, vedove e orfani, un importo che supererà di circa 1 miliardo i contributi incassati. Nonostante per un certo numero di anni, come previsto dai bilanci tecnici, l'Enpam avrà un saldo previdenziale negativo, a causa dell'alto numero dei pensionati e di un numero di professionisti attivi più limitato, la sostenibilità sarà assicurata. Sul modello bancario, l'ente dei medici ha cominciato a calcolare il suo livello di solvibilità in termini di funding ratio. «Se l'indice di funding ratio è superiore a 1, vuol dire che le nostre attività saranno più che sufficienti a coprire le passività future, mentre un valore sotto l'uno esporrebbe un evidente sottofinanziamento», spiega il presidente Alberto Oliveti. A oggi l'indice dell'Enpam è pari a 1,21, un valore nettamente superiore al funding ratio di partenza: secondo i dati del bilancio tecnico al 1997, appena dopo la privatizzazione, l'indice corrispondeva a un insufficiente 0,68. «Essere liquidi quando serve è la filosofia della nostra politica degli investimenti che prevede la ripartizione del nostro patrimonio in due portafogli - spiega Oliveti -. Un portafoglio serve a coprire le passività prevedibili attraverso investimenti che abbiano il rischio più basso possibile. In parallelo c'è un portafoglio di performance, dove altre risorse vengono investite sempre con una logica di protezione del capitale ma mettendo sul piatto della bilancia sia i rischi sia i rendimenti attesi sia la durata dell'impegno». L'anno prossimo, spiega ancora il quotidiano, la Cassa muoverà comunque una mole notevole di nuovi investimenti: oltre mezzo miliardi (533 milioni) saranno a disposizione per operazioni nel settore finanziario mentre ci saranno quasi 280 milioni di euro di nuovi investimenti nel settore immobiliare e dei beni reali, che include le infrastrutture. L'Enpam ha fra i propri iscritti circa 365mila fra medici e dentisti in attività, 7.700 studenti di medicina e odontoiatria e 180mila pensionati, un quarto dei quali sono familiari superstiti di medici. L'ente finanzia anche una copertura a tappeto contro il rischio non autosufficienza, con 488mila medici attivi e pensionati che oggi godono di una polizza automatica per long term care.

QUESTIONARIO SULLA PERCEZIONE DEL SISTEMA ECM

La Commissione Nazionale per la Formazione Continua, nel corso della riunione del 20 novembre 2025, ha approvato la diffusione di un questionario anonimo rivolto ai professionisti sanitari. L’indagine si pone come obiettivo quello di raccogliere informazioni utili a valutare la percezione del Sistema ECM, le principali criticità riscontrate e le aspettative per il suo sviluppo futuro. Il questionario, di semplice e rapida compilazione, rappresenta uno strumento essenziale per orientare le prossime attività di miglioramento della qualità, dell’accessibilità e dell’efficacia della formazione continua. Il questionario sarà disponibile per la compilazione fino al 28 febbraio 2026. La partecipazione è volontaria e completamente anonima, ma è fondamentale il contributo di ogni professionista sanitario. Per partecipare alla rilevazione si invita ad utilizzare il seguente link: Indagine sul sistema ECM: la prospettiva dei professionisti sanitari oppure a scansionare il QR CODE presente all'interno del pdf allegato di seguito Per ricevere assistenza nella compilazione del questionario è possibile inoltre rivolgersi all’indirizzo: ecm.professionistisanitari@agenas.it Comunicazione 106

Formazione Ecm, potenziato il dossier formativo per il triennio 2026-2028

(da Doctor33)  La Commissione nazionale per la formazione continua ha approvato la Delibera 3/2025 che introduce, per il triennio ECM 2026-2028, un potenziamento del dossier formativo, con ampliamento dei bonus creditizi per incentivarne l’utilizzo come strumento di programmazione della formazione professionale.   Il provvedimento interviene sulla disciplina prevista dal Manuale sulla formazione continua e recepisce il lavoro del Gruppo di lavoro dedicato al dossier formativo, prevedendo specifici incentivi sia per il dossier individuale sia per quello di gruppo. Per il dossier formativo individuale, costruito all’interno del portale Co.Ge.A.P.S., è previsto il riconoscimento di 40 crediti ECM per la fase di costruzione nel triennio 2026-2028. Alla realizzazione del percorso formativo programmato è inoltre associato un ulteriore bonus di 30 crediti nel triennio formativo successivo. Per il dossier formativo di gruppo, costruito da un soggetto abilitato, restano invariati i bonus già in vigore: 30 crediti per la costruzione nel triennio 2026-2028 e 20 crediti per la realizzazione nel triennio successivo. La delibera conferma anche le tempistiche di costruzione del dossier: sia quello individuale sia quello di gruppo potranno essere avviati esclusivamente nel 2026 e nel 2027. Non sarà quindi possibile avviare nuovi dossier nel 2028. I dossier formativi costruiti ricomprenderanno automaticamente tutte le partecipazioni ECM svolte nel triennio 2026-2028.  

I rischi di affidarsi ai social per scegliere il proprio dentista

(da Odontoiatria 33)  “Non scegliete a chi affidare la vostra salute con la stessa logica con cui si decide di acquistare un paio di scarpe: le conseguenze possono essere gravi”. Questo l’appello di Marta Mello (nella foto), presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Torino dopo la vicenda del finto dentista che pubblicizzava il suo studio su Internet, rubava l’identità a un inconsapevole dermatologo e ora è a processo per esercizio abusivo della professione, falso, sostituzione di persona e ricettazione. Il riferimento riguarda l’ennesima notizia di un sedicente dentista a Torino che ha trattato ignari cittadini sin dal 2019. Uno dei pazienti truffati ha ammesso di aver deciso di contattare quello studio dopo aver trovato su Google un annuncio che proponeva allineatori trasparenti a prezzi molto vantaggiosi.  Gli allineatori, spiega in un comunicato stampa la CAO Torino, non sono vestiti o scarpe che si possono comprare online e poi restituire se non piacciono o se non calzano: si tratta di ausili medici che spostano i denti e richiedono una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato. Questi dispositivi, viene spiegato ai cittadini, sono progettati dal medico odontoiatra e realizzati su misura allo scopo di correggere la malocclusione diagnosticata dopo accurate visite e analisi cliniche. I fabbricanti di questi dispositivi sono iscritti in un apposito registro presso il Ministero della Salute. Presidente Mello che ritiene opportuno ribadire che l’efficacia degli allineatori è subordinata al controllo periodico da parte del dentista per tutta la durata della terapia ortodontica.Quando si tratta di salute orale, dunque, diffidate dalle pubblicità che promettono cure odontoiatriche a prezzi stracciati. "Dietro offerte troppo allettanti spesso si nascondono servizi di bassa qualità, materiali scadenti o, peggio, operatori non qualificati".  "Le cure dentali -viene ricordato- non sono un prodotto da acquistare al minor prezzo: richiedono competenza, diagnosi accurata e sicurezza. Un tentativo di risparmio oggi può significare affrontare problemi seri domani, con costi molto più elevati per rimediare ad eventuali danni. La salute della bocca è parte della salute generale: affidiamola solo a professionisti certificati e ricordiamoci che il miglior risparmio, anche in termini economici, è la prevenzione". I consigli per i cittadini dati dalla CAO Torino: - Verificare sempre che il dentista sia iscritto all’Albo degli Odontoiatri sul sito della FNOMCeO. - Diffidare di prestazioni a basso costo o proposte “miracolose” che vengono pubblicizzate sui social. Solo il vostro dentista di fiducia è in grado di prescrivere la terapia migliore per voi.  

Lo sport è un salvavita, riduce del 31% i rischi di morte per cancro

(da DottNet)   Quando lo sport può salvare la vita: con un'attività fisica regolare il rischio di morte per cancro si abbatte infatti del 31% e con lo sport è possibile ridurre fino al 20% il rischio d'insorgenza dei tumori, ma in Italia si contano oltre 20 milioni di cittadini sedentari. E' l'allarme dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in occasione del congresso nazionale svoltosi a Roma.    In Italia il 35% della popolazione non pratica alcuna forma di sport o di attività fisica. In totale, i sedentari ammontano a oltre 20 milioni e 600 mila uomini e donne d'ogni fascia d'età. Un dato che preoccupa gli oncologi italiani visto il peso rilevante dello scarso movimento nei tumori. Fare regolarmente attività fisica regolare infatti riduce del 31% il rischio di morte da cancro. Inoltre, diminuisce fino al 20% l'insorgenza di un carcinoma rispetto a chi è più sedentario. Le neoplasie più influenzate dallo scarso movimento sono quelle al seno, vescica, colon, endometrio, adenocarcinoma esofageo, rene e stomaco. "Lo sport interviene positivamente su diversi meccanismi di patogenesi di molte tra le più diffuse neoplasie - ricorda Massimo Di Maio presidente eletto Aiom. Per esempio, un recente studio pubblicato su Jama Oncology ha evidenziato come il movimento regolare possa proteggere contro tumori molto insidiosi come quelli del sistema digestivo. Strettamente collegato alla sedentarietà vi è anche un altro fattore di rischio oncologico considerevole come l'obesità. Si tratta di una condizione che riguarda ormai oltre l'11% dei cittadini". Esemplare dell'efficacia di iniziative di sensibilizzazione rivolte ai cittadini è stato il 'Tour Mediterraneo' della Nave Amerigo Vespucci. Aiom, Fondazione Aiom e Airc insieme alla Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica hanno presenziato al 'Villaggio IN Italia' in cinque tappe dell'iniziativa che ha portato in giro per i porti del nostro Paese la Nave Scuola della Marina Militare. Ai visitatori i medici hanno fornito consigli pratici mentre i volontari hanno distribuito materiale informativo. Secondo le stime del Ministero della Difesa questa campagna di prevenzione ha generato un ritorno economico di 15 milioni di euro. "Sono stati raggiunti migliaia di cittadini e abbiamo spiegato l'importanza di seguire stili di vita sani e di svolgere gli screening - aggiunge Saverio Cinieri, Presidente di Fondazione Aiom -. Oltre ai positivi risultati economici sono stati sensibilizzati uomini e donne su come sia possibile stare alla larga dal cancro seguendo poche e semplici regole. Oltre alla pratica regolare dell'attività fisica è fondamentale non fumare, limitare il consumo di alcol, tenere sotto controllo il peso corporeo e seguire una dieta sana ed equilibrata. Vanno incentivati anche i programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del colon-retto. Ben vengano quindi le nuove risorse economiche, previste dall'ultima Manovra, per estendere la copertura degli esami di mammografia e di ricerca di sangue occulto nelle feci. Da anni però i tassi di adesione agli screening sono stati insufficienti soprattutto in alcune zone del Paese. Anche in questo caso la sensibilizzazione dei cittadini può davvero fare la differenza". Infine, l'attività fisica porta benefici anche ai pazienti oncologici e quindi andrebbe maggiormente incentivata. Attualmente però solo il 4% dei malati è sufficientemente attivo e segue le raccomandazioni degli specialisti. "La ricerca scientifica negli ultimi anni ha fatto emergere quanto il movimento sia importante non solo nella prevenzione primaria ma anche in quella terziaria - conclude Andrea Antonuzzo, responsabile dell'Oncologia Medica 4 all' Istituto Nazionale Tumori di Milano -. Per i nostri pazienti i benefici vanno dal potenziamento del sistema-cardiovascolare ad un miglioramento generale della forza muscolare e della densità ossea. Un po' di sport può anche contrastare alcuni degli effetti collaterali legati alle terapie anti-tumorali e migliorare la qualità di vita intervenendo sul benessere psicologico".  
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