Depressione maschile, questa sconosciuta
Endometriosi ed emicrania, possibile un meccanismo comune delle malattie
Graduatorie regionali per la Medicina Generale, per la Pediatria di Libera Scelta e per Specialistica ambulatoriale interna valevoli per l’anno 2026
- la graduatoria regionale per la Medicina Generale
- la graduatoria regionale per Pediatri di Libera Scelta
- le graduatorie regionali degli Specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità sanitarie (biologi, chimici, psicologi)
Ricongiungere contributi dalla gestione separata Inps, ora è possibile
Il sonno profondo ripulisce cervello da accumulo scorie
Sviluppato un gel per ricostruire lo smalto dei denti e prevenire la carie
L’IA in corsia genera stigma: chi la usa è visto come meno competente
Alzheimer: Progetto Teseo, due guide pratiche per affrontarlo
Diabetologi: “Stop al cibo che ammala”. Appello di Amd all’industria alimentare
(da Nutrienti e Supplementi) L'Associazione medici diabetologi (Amd) ha lanciato un monito senza precedenti all’industria alimentare, chiedendo un radicale cambio di rotta verso la produzione di cibi più salutari. L’appello, presentato di recente in occasione dell'apertura del XXV Congresso nazionale Amd a Bologna, mira a fermare un modello produttivo che è ritenuto corresponsabile nel favorire patologie croniche dilaganti come il diabete e l'obesità. Per la prima volta, specialisti quotidianamente impegnati nel fronteggiare il diabete non si limitano a fornire consigli ai pazienti, ma rivolgono il loro sguardo e la loro richiesta di assunzione di responsabilità concreta direttamente a chi produce il cibo. Le richieste - L'appello, firmato da Amd, Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e da Slow Food Italia, chiede poche e semplici modifiche essenziali:
- ridurre il grado di processazione degli alimenti;
- limitare l'uso di additivi superflui;
- contenere l’uso di zuccheri aggiunti e di sale;
- rivedere i sistemi di conservazione dei prodotti;
- promuovere un marketing più veritiero e trasparente.
In sintesi, i diabetologi chiedono etichette più comprensibili, caratterizzate da liste ingredienti più corte e chiare.
Il Presidente Amd, Riccardo Candido, ha sottolineato che numerosi studi epidemiologici dimostrano come le attuali abitudini alimentari dominanti siano strettamente associate a patologie croniche gravi, tra cui obesità, diabete tipo 2, malattie cardiovascolari e alcuni tumori. A destare particolare preoccupazione sono l’eccesso di zuccheri, specialmente nelle bevande, l’elevata densità calorica dei cibi pronti, l’uso di grassi idrogenati e sale per migliorarne il gusto e l’abuso di additivi per prolungarne la conservazione. “L’allarme, sia scientifico che sanitario, è chiaro: riguarda il benessere delle generazioni presenti e future,” ha dichiarato Candido. “Con questo appello chiediamo all’industria alimentare di essere alleata della prevenzione, perché il cibo può e deve diventare un veicolo di salute”.
Innovazione e responsabilità sociale - L’industria alimentare, secondo l'appello, deve orientare l’innovazione verso prodotti più sani. Silvio Barbero dell’Università di Pollenzo ha rilanciato questa sfida, sostenendo che per l’industria è il momento di assumersi responsabilità concrete, privilegiando ingredienti naturali e processi produttivi e distributivi sostenibili. “Il cambiamento è possibile,” ha aggiunto Barbero. “Salute e competitività possono andare di pari passo. Non si tratta di tornare indietro, ma di guardare avanti”.
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L’acquisto degli antibiotici senza ricetta è un malcostume italiano
(da DottNet) "L’Organizzazione mondiale della sanità indica l’antibiotico-resistenza come una delle principali cause di morte del futuro. È un tema essenziale e un allarme vero, che deve essere affrontato con determinazione per ridurre l’utilizzo degli antibiotici e salvaguardare la salute delle persone". Lo ha detto Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), intervendo alla conferenza stampa "Antibiotico-resistenze in Urologia" di Roma. "Il problema – spiega Anelli – non riguarda soltanto i medici, ma anche il mondo veterinario e alimentare, dove gli antibiotici vengono impiegati negli allevamenti. È dunque una sfida complessa, che coinvolge sanità, agricoltura e alimentazione". Il presidente della Fnomceo ha poi sottolineato come il "ministero della Salute stia mostrando grande attenzione, in particolare grazie all’impegno del sottosegretario Gemmato, che ha più volte richiamato l’importanza della regolamentazione e, soprattutto, della formazione. Solo formando i professionisti sanitari si possono ridurre le prescrizioni inappropriate e favorire una valutazione clinica caso per caso".
Anelli ha infine richiamato la necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini: "In Italia esiste ancora il malcostume di acquistare antibiotici senza ricetta. È fondamentale sensibilizzare la popolazione a utilizzare questi farmaci solo dietro prescrizione medica e rendere tutti gli attori del sistema – medici, farmacisti e pazienti – responsabili di un uso corretto e consapevole".