Visite fiscali INPS, coinvolti anche medici specializzandi in caso di carenza

(da DottNet)   Anche i medici specializzandi potranno effettuare le visite fiscali INPS in caso di carenza di medici fiscali. Lo prevede una riformulazione del governo a un emendamento presentato da Fratelli d’Italia e inserito nella legge di Bilancio, che amplia in modo mirato la platea dei professionisti coinvolgibili.  La norma stabilisce che i medici specializzandi e i laureati in medicina e chirurgia iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale, fermo restando il principio della formazione specialistica a tempo pieno, possano svolgere visite fiscali per conto dell’Inps esclusivamente al di fuori dell’orario dedicato alla formazione e nel rispetto degli obblighi previsti dal piano di studi.

Incarichi libero-professionali e limiti operativi     Le attività dovranno essere svolte mediante incarichi libero-professionali, nel rispetto delle normative e delle linee guida vigenti in materia di medicina fiscale, compresi i limiti delle risorse finanziarie a essa destinate. L’intervento è inoltre circoscritto ai soli casi di carenza di medici fiscali.  La misura si inserisce nel percorso di rafforzamento degli strumenti a disposizione dell’Inps per garantire la continuità delle visite di controllo, anche attraverso soluzioni organizzative e digitali

Contratto dirigenti sanitari, le nuove tutele: cosa cambia su ferie, mobilità e aggressioni

(da Doctor33)   Il rinnovo del CCNL 2022–2024 per la dirigenza medica, veterinaria e sanitaria introduce una serie di aggiornamenti normativi che riguardano organizzazione del lavoro, diritti individuali e tutele professionali, illustrati nelle schede esplicative diffuse da Anaao Assomed.  Sul periodo di prova viene chiarito che il dirigente può essere assegnato a uno o più servizi all’interno della stessa azienda sanitaria, purché rientranti nella disciplina del concorso. È escluso l’utilizzo in discipline considerate affini o equipollenti, delimitando così in modo più preciso l’ambito operativo della verifica professionale.

In tema di ricostituzione del rapporto di lavoro, il contratto prevede la possibilità per i dirigenti che abbiano cessato il servizio per dimissioni volontarie o per motivi di salute di richiedere il rientro in servizio entro cinque anni dalla cessazione del rapporto. La domanda può essere presentata anche a un’azienda diversa dall’ultima sede di servizio, con l’accoglimento rimesso alla valutazione discrezionale dell’azienda.

Per quanto riguarda le ferie, il nuovo impianto contrattuale consente la fruizione anche durante il periodo di preavviso, mentre nei casi di mobilità tra aziende viene confermato il trasferimento delle ferie residue, garantendo continuità nella gestione dei diritti maturati.  Rafforzati anche gli obblighi di informazione verso le organizzazioni sindacali: le aziende dovranno fornire comunicazione preventiva sui fabbisogni di personale e convocare successivi incontri di approfondimento sulle scelte organizzative.

Un capitolo specifico è dedicato alle tutele per i dirigenti vittime di aggressioni, con il rafforzamento dell’assistenza legale a carico dell’azienda nei procedimenti conseguenti agli episodi di violenza subiti nello svolgimento dell’attività professionale.  Infine, sulle prestazioni aggiuntive, le schede Anaao ricordano che resta ferma la regola dell’invarianza finanziaria complessiva: le Regioni possono operare compensazioni tra aziende nella gestione dei tetti di spesa e viene confermata la possibilità di integrazione tramite l’utilizzo di una quota fino al 5% delle risorse derivanti dall’intramoenia

Dalla posizione delle uova in frigo all’igiene delle spugnette. Iss: “Ecco gli errori più comuni nelle cucine degli italiani”

(da Quotidiano Sanità)    Ogni quanto vanno cambiate le spugnette per i piatti? E le uova, una volta acquistate, dove vanno riposte?   A queste domande, che riguardano la sicurezza alimentare nella cucina di casa, non tutti gli italiani sono in grado di rispondere correttamente. Così come non tutti sanno che nel pesce conservato a lungo e male si forma una quantità eccessiva di una sostanza tossica chiamata istamina e che la cottura ad alte temperature (al forno, alla griglia o frittura) di alimenti ricchi di amido come patate e pane può portare alla produzione di acrilammide, una sostanza cancerogena.   I dati sugli errori più comuni emergono dalle risposte al questionario “Mangiasicuro!” dell’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito del progetto Sac (Sicurezza alimentare casalinga), che evidenziano come scadenza, salute e igiene siano le tre parole più frequenti che gli italiani associano alla sicurezza alimentare casalinga.   Gli esperti Iss, analizzando i risultati, hanno ideato 10 regole da seguire nella preparazione e conservazione dei cibi.

                                               Le dieci regole per la sicurezza alimentare a casa

  1. Pentole e padelle antiaderenti vanno cambiate quando il rivestimento è graffiato o rovinato perché possono rilasciare sostanze nocive per la salute a lungo termine.
  2. Le spugnette per i piatti vanno pulite ad ogni utilizzo, disinfettate o lasciate in acqua bollente per cinque minuti almeno una volta a settimana e cambiate una volta al mese, per abbassare il più possibile la carica batterica.
  3. La disposizione degli alimenti in frigo non deve avvenire in modo casuale. Ad esempio, le uova vanno conservate nel loro contenitore originale nel ripiano centrale del frigo, dove la temperatura rimane costante. Gli alimenti cotti vanno separati da quelli crudi e quelli pronti al consumo (es. affettati e formaggi) vanno posti in un ripiano dedicato.
  4. Il corretto scongelamento dei cibi deve avvenire rispettando la catena del freddo, possibilmente passando per il frigorifero.
  5. Vanno usati taglieri dedicati per alimenti crudi o pronti, oppure i taglieri stessi vanno puliti prima di cambiare alimento (es. insalata e pesce o carne crudi).
  6. Il pollo crudo non va mai lavato prima della cottura, per evitare la diffusione di batteri alle superfici della cucina interessate (in particolar modo il lavandino)
  7. 7. Per evitare la formazione di sostanze potenzialmente tossiche come l’istamina, il pesce fresco, va consumato in tempi brevi, così come quello già in scatola una volta aperto. Va garantito il mantenimento della catena del freddo.
  8. Non tutti i prodotti pronti (ready to eat) vanno consumati direttamente: seguire sempre le modalità d’uso riportate in etichetta dal produttore.
  9. Cuocere troppo (bruciare) i cibi, specie se ricchi di amido (patate e pane) può essere un problema per la salute, in quanto può portare alla produzione di acrilammide, una sostanza cancerogena.
  10. È importante variare gli alimenti, rispettando porzioni e frequenze, prediligere vegetali, cereali integrali e utilizzare legumi almeno due volte a settimana come secondo piatto.

Vaccini mRNA: benefici anche oltre il COVID, mortalità generale ridotta del 25%. Studio su 29 milioni di Francesi

Vaccini mRNA: benefici anche oltre il COVID, mortalità generale ridotta del 25%. Studio su 29 milioni di Francesi

(da Sanitainformazione.it)   A quattro anni dalla somministrazione dei primi vaccini anti-COVID a mRNA, arrivano dati solidi che ne confermano la sicurezza e l’efficacia anche nel lungo periodo. Uno studio condotto in Francia e pubblicato il 4 dicembre 2025 sulla rivista ‘JAMA Network Open’ ha preso in esame la popolazione adulta tra i 18 e i 59 anni, dimostrando che la vaccinazione non solo non è associata a un aumento della mortalità generale, ma risulta addirittura correlata a una riduzione del rischio di morte del 25%, indipendentemente dalla causa. Una conferma importante in un contesto in cui la fiducia nei vaccini è ancora condizionata da dubbi, paure e disinforma zione, anche tra i cittadini favorevoli alla prevenzione.

Studio su scala nazionale: oltre 28 milioni di persone coinvolte  –  Il team di ricerca ha analizzato i dati sanitari di oltre 22 milioni di vaccinati con almeno una dose di vaccino mRNA tra maggio e ottobre 2021, confrontandoli con quelli di circa 6 milioni di soggetti non vaccinati nello stesso periodo. Il follow-up medio è stato di 45 mesi, consentendo per la prima volta un’analisi estesa degli effetti a lungo termine, ben oltre la fase acuta della pandemia.  Per garantire la solidità dei risultati, lo studio ha applicato correttivi statistici avanzati per evitare bias comuni come l’immortal time bias, e ha considerato oltre 40 comorbidità e fattori socio-demografici, bilanciando accuratamente i due gruppi.  Meno morti tra i vaccinati, anche escludendo il COVID  – Nel corso dell’osservazione sono stati registrati quasi 100.000 decessi tra i vaccinati e oltre 32.000 tra i non vaccinati. Il dato più atteso riguarda la protezione dal COVID-19: il rischio di morte per questa causa era inferiore del 74% nei vaccinati.  Ma è l’effetto sulla mortalità generale a sorprendere: anche considerando tutte le cause di morte, chi aveva ricevuto il vaccino mostrava una riduzione del rischio del 25%. Un dato che resta valido anche escludendo i decessi per COVID-19, suggerendo un beneficio più ampio della vaccinazione sullo stato di salute complessivo.

Ipotesi: effetto indiretto o stile di vita più sano?  – Gli autori propongono diverse interpretazioni. Una riguarda il cosiddetto healthy vaccinee effect: chi sceglie di vaccinarsi potrebbe, in media, avere uno stile di vita più salutare. Tuttavia, l’ampiezza del campione e la robustezza metodologica rendono improbabile che l’intero effetto possa spiegarsi solo così.  Un’altra ipotesi suggerisce benefici indiretti della vaccinazione, come la prevenzione di complicanze cardiovascolari, respiratorie o immunologiche conseguenti a forme gravi di COVID-19, in soggetti vulnerabili o con patologie pregresse.

Nessun segnale di rischio a lungo termine  – Il dato più rassicurante è l’assenza di segnali di rischio a distanza di anni: nessun aumento della mortalità per patologie gravi riconducibili alla vaccinazione è stato riscontrato nei soggetti immunizzati. Al contrario, i vaccinati mostrano una sopravvivenza complessivamente migliore, consolidando ulteriormente il profilo di sicurezza dei vaccini a mRNA.

Un messaggio chiave per la comunicazione sanitaria  – Nel contesto attuale, dove le campagne vaccinali — soprattutto tra gli adulti e gli over 60 — faticano a raggiungere livelli di copertura ottimali, dati di questo tipo rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare la fiducia. Più ancora dell’efficacia, è la percezione di sicurezza a orientare le scelte dei cittadini.  Per chi si occupa di prevenzione e comunicazione sanitaria, evidenze come queste offrono una base concreta per contrastare la disinformazione e supportare decisioni consapevoli, fondate sui fatti.

(https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2842305)

 

Visita guidata alla mostra su Maurizio Bufalini

Gent.mo Collega,

il Gruppo Culturale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Forlì-Cesena, con la collaborazione del Dott. Giancarlo Cerasoli organizza la visita guidata per gli iscritti e i loro familiari alla mostra su Maurizio Bufalini, ospitata nella Sala Piana della Biblioteca comunale Malatestiana e alla Biblioteca Malatestiana antica.

Il giorno previsto per la prima visita è giovedì 15 gennaio 2026 e, se il numero di iscritti risulterà elevato, si ripropone venerdì 6 febbraio 2026, dalle ore 14,30 alle 16.

Per ciascuna visita è previsto un solo gruppo di non più di 25 persone, ciascuna delle quali pagherà il biglietto di entrata di 5 euro.

Ogni incontro inizierà alle 14,30 con una breve introduzione del Dott. Cerasoli alla figura e l’opera di Maurizio Bufalini. Si andrà poi a visitare la Mostra su Bufalini e successivamente a vedere la Malatestiana antica, con il sussidio della guida messa a disposizione dalla Biblioteca.

Giovedì 15 gennaio, alle 14,30, i partecipanti si ritroveranno nell’ Aula Magna della Malatestiana, mentre venerdì 6 febbraio, alle 14,30, presso la Sala Lignea della Malatestiana.

Per aderire alla visita in oggetto è necessario comunicare l’adesione specificando il numero dei partecipanti alla Segreteria dell’Ordine (054327157 o info@ordinemedicifc.it) entro il 13/01/2026 alle ore 12,00.

Cordiali saluti

 

Dott. Michele Gaudio

Presidente OMCeO Forlì-Cesena

Medici di famiglia, che cosa cambia su certificati e ricette con il Ddl semplificazioni

(da Doctor33)  Il disegno di legge sulle semplificazioni, pubblicato in Gazzetta ufficiale, entrerà in vigore il 18 dicembre e introduce due novità per i medici di medicina generale che, come chiarisce la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), non saranno immediatamente operative.

La prima riguarda il rilascio del certificato di malattia. Con l’articolo 58 del provvedimento il medico di famiglia potrà rilasciare il certificato anche a distanza tramite televisita, equiparando la certificazione effettuata con modalità telematiche a quella in presenza. L’applicazione della norma è tuttavia subordinata a un successivo accordo in Conferenza Stato-Regioni, che dovrà definire casi e modalità di utilizzo della telecertificazione su proposta del ministro della Salute. Fino alla conclusione di questo iter restano valide le regole attuali, che prevedono l’accertamento diretto in presenza delle condizioni del paziente. La Fimmg segnala inoltre che restano ferme le sanzioni contro i certificati falsi, sia rilasciati in modalità tradizionale sia telematica.

La seconda novità, prevista dall’articolo 62, riguarda la possibilità per i medici di famiglia di prescrivere farmaci per patologie croniche con ricette ripetibili fino a 12 mesi, riducendo la necessità di rinnovi frequenti. Anche questa misura non sarà immediatamente applicabile. L’attuazione è prevista entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, previa adozione di un decreto attuativo del ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Economia, che definirà le modalità applicative e verificherà la sostenibilità finanziaria della misura.

Il provvedimento consentirà inoltre ai pazienti di ottenere i farmaci anche sulla base di documentazione di dimissione ospedaliera o di referti di pronto soccorso, senza dover attendere una seconda prescrizione del medico di famiglia, con l’obiettivo di facilitare la continuità dei percorsi assistenziali, in particolare nei periodi festivi e prefestivi.  Al termine dell’iter applicativo, il medico indicherà nella ricetta ripetibile posologia e numero di confezioni dispensabili entro il limite massimo dei 12 mesi e potrà in qualsiasi momento sospendere la ripetibilità o modificare la terapia per esigenze di monitoraggio clinico o di verifica dell’aderenza alle cure.  Il farmacista, ricevuta la ricetta, informerà l’assistito sulle modalità di assunzione dei medicinali e dispenserà un quantitativo sufficiente a coprire 30 giorni di terapia, trasmettendo al medico di famiglia l’avvenuta consegna del farmaco nell’ambito della collaborazione interprofessionale prevista dalle cure territoriali.

 

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